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Volevo scrivere di me stesso, ma ho cambiato idea. Non che la cosa mi sorprenda, dato che cambio idea spesso quando devo scrivere, preferisco lasciarmi trasportare dalla sensazione del momento.
Volevo raccontare alcuni aneddoti che mi sono realmente capitati tra il precedente lavoro di libero professionista, e l’attuale, in cui sono costantemente a contatto col cliente.
Iniziare da un episodio è difficile, ce ne sono talmente tanti. Vado a caso, la lista è tendenzialmente ad infinito.
Dovete sapere una cosa, lavorare nel campo dell’informatica non rende la mie capacità informatiche immense. Non è che so qualsiasi cosa che riguardi l’informatica. Non sono a tempo pieno attaccato al computer. Ho una vita pure io, e vederci come tutti smanettoni, tipo quelli dei film chiusi nei sottoscala al buio, con la sola forma di luce che è dello schermo, magari con mega cuffie, con musica a palla (ecco magari gli auricolari o cuffie si, e pure la musica, magari Marilyn Manson, Slipknot, Metallica..roba tosta insomma), con 3–4–5..10 schermi con mille milioni di programmi che fanno vedere righe verdi su sfondi neri..roba del tipo, che se ci chiedi qualcosa ti snoccioliamo righe di codice, o spiegazioni saccenti.. Ecco No!
A mala pena abbiamo un monitor esterno, forse anche un portatile, o un computer fisso che ha qualche anno. Poi, c’è chi programma, e fa solo quello, e chi risolve i problemi degli utenti, ma non programma. Sempre, comunque, multitasking, ma vado per ordine.
Scrivendo mi è venuta in mente una signora che telefona, abbastanza curata nelle parole inizia con un concetto sorprendente “Ho un problema nel mio programma che uso. Lo vede?”, io “Signora, se mi spiega che problema ha, le posso dare una risposta”, lei insiste, ma sempre con molta calma “Come? non lo vede?”, io, contrattacco con estrema calma “No, signora, mi dica che problema ha..”, notare che nella mia mente speravo di sbagliarmi, ma l’apoteosi arriva adesso “Ma ascolti, io ho sottoscritto l’abbonamento di assistenza telefonica, e penso che se chiamo, tu vedi subito cosa vedo allo schermo, mi vuoi dire che non è così?”..ecco speravo non dicesse così ed invece “No Signora, se chiama, mi deve dire Lei il problema che ha, e mi deve guidare per poterlo replicare o vedere”. Secca e decisa la sua risposta “Allora non mi serve nulla chiamare.”..ma come!? Pensavi che se tu chiami, automaticamente io entro nella tua connessione internet, osservo cosa hai tu sul computer, e vedo in tempo reale quello che tu fai…certo! Noi siamo quelli che possono tutto..tipo dei topi della rete…certo…e io sono Re Artù.
Ora pensate a come ragiona la gente che usa i computer, senza leggere cosa deve fare, senza pensare a quello che deve fare..insomma, ti permetti di fare pasticci…pasticcini, torte, coperchi, pentole, fare casini incredibili, e pensi che in 1 minuto io te lo risolva? Ma se neanche sai che hai fatto tu, e neanche sai come spiegarmelo?!
Cercare di aiutare le persone nei loro problemi informatici è quasi come fare lo psicologo-medico-istruttore..cercare di capire la mente di chi hai davanti, dargli una risposta in tempo zero, e istruirlo a non sbagliare. Tenete conto che alla frase “Devo analizzare la situazione per comprendere il perchè si verifica tale problema”, arriva la constatazione geniale “avrei una certa urgenza, mi sa dire quanto ci metterà?” — Certo…non so manco che hai fatto, tu non lo sai, e tra 5 minuti io capisco tutto il casino che hai fatto tu, magari hai impiegato ore, e ti sei pure impegnato, e magari hai pure fretta di risolvere…Se sei un bravo cristiano, dovresti aiutarmi a capire cosa Tu hai fatto, e non mettermi fretta.
Oramai l’ansia rimane a casa, e la pazienza è obesa.
Ora smetto qua, che ho il polso sinistro che duole a continuare a battere su questa tastiera, che sta diventando pure unta da quanto la sto usando, il tutto per istruire le persone…
