4 — Spaccato aspro e il Principe
Molte volte capita di venir assaliti dall’improvvisa voglia di estrapolare una storia interessante da mettere su carta. Delle volte capita di spostare il proprio corpo dal luogo e dalla situazione in cui siamo, per ritrovarci in un luogo meraviglioso, nella situazione ottimale, magari con la persona desiderata, con cui vedere il tramonto ogni giorno, sempre sorrisi, tanti amici sinceri, e leali.
Bene nulla di questo è fattibile, prima ce ne rendiamo conto e prima è meglio per noi.
Con questo inizio voglio avere l’onore di aprire i battenti ai buoni propositi finiti nel nulla.
Continuiamo a desiderare un’altra vita, altri posti, altre persone, senza contare che dove siamo, con chi siamo, e come siamo lo abbiamo scelto noi.
Mancanza di responsabilità o di opportunità?

Certo è che di fantasia ognuno di noi ne ha a sacchi, e ha anche tempo da perdere. Fatto sta che noi uomini siamo fatti di una straordinarietà incoerenza di fondo riguardo le nostre relazioni. Vi starete chiedendo Perchè ha inserito un’immagine con un preciso significato, quando sta parlando di propositi?“, ebbene giungo al punto. Quando si è da soli, quindi senza la fantomatica fidanzata, la cerchiamo con determinati meccanismi, a volte con determinate caratteristiche fisiche, caratteriali, e, come dice un mio carissimo amico “che non rompa le palle”. Bene, quando si è single, noi ragazzi commentiamo le ragazze altrui, critichiamo i propri ragazzi “ah se fossi in lui, le farei questo, quest’altro, la porterei di qui…di là” robe così insomma, discorsi assurdi di misto erotismo trash, a parole da bimbominchia. Poi la frase “Lui la deve lasciare libera di fare ciò che vuole, cazzo te ne frega, basta che te la dia.” Ecco mero discorso da uomo-pisello.
Che poi sono i medesimi che tempo prima erano gelosi delle proprie compagne, magari la ragazza si lamentava pure della poca passione, e ragazzi che hanno dato epiteti poco felici alle proprie ex..quindi se si parla delle morose degli altri è permesso tutto, ma quando puoi bisogna metterlo in pratica con la propria ragazza, ecco che esce il finto uomo virile. Gelosia a manetta e possessione alle stelle, senza magari contare che si può fare l’esatto opposto, quindi rimanere freddi, poca passionalità, ed egoismo a stati di scemenza umana.
Ora, pure io ho sbagliato atteggiamento in storie passate, e ammetto che alcune cose di cui sopra hanno fatto parte di me. Però si arriva ad un punto che o si prosegue a dare alle ragazze tutte o delle poco di buono, oppure delle complessate fotoniche, oppure ci si ferma un attimo e si cerca di capire dove si sbaglia, ci si studia interiormente, e la si smette di fare i bimbiminchia e dare la colpa alla ex, e ci si prende le proprie responsabilità.
Comunque uomini cari, intrinsecamente abbiamo paura di confrontarci con le donne che hanno testa. Ammettiamolo, siamo anche affascinati certo, ma ci rendiamo conto che forse la bambolina un po’ ignorantina e più facile da conquistare, gusta di più.
Purtroppo non ho mai avuto questo gusto del facile. Beh dopo queste considerazioni aspre, vi lascio con questo estratto del Piccolo Principe, che consiglio a chiunque di leggere anche più volte nella propria vita e di mettere in pratica gli insegnamenti:
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«Ti amo» — disse il Piccolo Principe.
«Anche io ti voglio bene» — rispose la rosa.
«Ma non è la stessa cosa» — rispose lui. — «Voler bene significa prendere possesso di qualcosa, di qualcuno. Significa cercare negli altri ciò che riempie le aspettative personali di affetto, di compagnia. Voler bene significa rendere nostro ciò che non ci appartiene, desiderare qualcosa per completarci, perché sentiamo che ci manca qualcosa.»
Voler bene significa sperare, attaccarsi alle cose e alle persone a seconda delle nostre necessità. E se non siamo ricambiati, soffriamo. Quando la persona a cui vogliamo bene non ci corrisponde, ci sentiamo frustrati e delusi.
Se vogliamo bene a qualcuno, abbiamo alcune aspettative. Se l’altra persona non ci dà quello che ci aspettiamo, stiamo male. Il problema è che c’è un’alta probabilità che l’altro sia spinto ad agire in modo diverso da come vorremmo, perché non siamo tutti uguali. Ogni essere umano è un universo a sé stante.
Amare significa desiderare il meglio dell’altro, anche quando le motivazioni sono diverse. Amare è permettere all’altro di essere felice, anche quando il suo cammino è diverso dal nostro. È un sentimento disinteressato che nasce dalla volontà di donarsi, di offrirsi completamente dal profondo del cuore. Per questo, l’amore non sarà mai fonte di sofferenza.
Quando una persona dice di aver sofferto per amore, in realtà ha sofferto per aver voluto bene. Si soffre a causa degli attaccamenti. Se si ama davvero, non si può stare male, perché non ci si aspetta nulla dall’altro. Quando amiamo, ci offriamo totalmente senza chiedere niente in cambio, per il puro e semplice piacere di “dare”. Ma è chiaro che questo offrirsi e regalarsi in maniera disinteressata può avere luogo solo se c’è conoscenza.
Possiamo amare qualcuno solo quando lo conosciamo davvero, perché amare significa fare un salto nel vuoto, affidare la propria vita e la propria anima. E l’anima non si può indennizzare. Conoscersi significa sapere quali sono le gioie dell’altro, qual è la sua pace, quali sono le sue ire, le sue lotte e i suoi errori. Perché l’amore va oltre la rabbia, la lotta e gli errori e non è presente solo nei momenti allegri.
Amare significa confidare pienamente nel fatto che l’altro ci sarà sempre, qualsiasi cosa accada, perché non ci deve niente: non si tratta di un nostro egoistico possedimento, bensì di una silenziosa compagnia. Amare significa che non cambieremo né con il tempo né con le tormente né con gli inverni.
Amare è attribuire all’altro un posto nel nostro cuore affinché ci resti in qualità di partner, padre, madre, fratello, figlio, amico; amare è sapere che anche nel cuore dell’altro c’è un posto speciale per noi. Dare amore non ne esaurisce la quantità, anzi, la aumenta. E per ricambiare tutto quell’amore, bisogna aprire il cuore e lasciarsi amare.
«Adesso ho capito» — rispose la rosa dopo una lunga pausa.
«Il meglio è viverlo» — le consigliò il Piccolo Principe.
