Chapter Three

Era un incubo, ne era convinto, o si stava risvegliando? Aveva paura, forse era la prima volta che provava il vero terrore dell’ignoto.

Lentamente cercava di prendere coscenza del proprio corpo; era vivo. Questo era importante, ma l’angoscia prese il suo animo. Aprire gl’occhi poteva dargli una visione d’insieme della stanza, ma se era buia? Forse non avrebbe capito chi o cosa aveva davanti, o cosa aveva fatto. Sperava di aprire gli occhi e di ritrovarsi nella sua stanza, magari sul letto nudo, sudato, come un post attacco febbrile. Sperava fosse così.

Aprì gl’occhi. Buoi, nero come la pece, doveva abituare gl’occhi all’oscurità. Capire cosa riusciva a scorgere.

“Bentornato!” La voce della vecchia era limpida.
“Chi diavolo sei?” Era la sua angoscia che parlava, aveva percezione del suo corpo, ma non riusciva a muoverele nessun arto.
“Ah nominare sempre il Diavolo quando non si comprende una cosa. Luca, ascolta, ti ho salvato da uno sbaglio, dovresti ringraziarmi.”
“Di cosa? Ringraziare una vecchia che mi ha immobilizzato non so dove, e che mi sta sequestrando! Liberami!”
“Ignorante. Tu stavi per commettere un delitto per cosa? Per gelosia? Invidia? Ira? Voi umani siete comandati da questi sentimenti, e pensate che ciò risolva i vostri problemi. Patetici”
“Ma io ho ucciso una persona sconosciuta! Che razza di cosa siete?”

La vecchia annuì, e si allontano. Aprì la porta e uscì dalla stanza scura.

Luca aveva freddo, non capiva, aveva commesso un omicidio. Era reato, sarebbe stato incriminato. Aveva timore di uscire da quella stanza, ma doveva trovare un modo. Doveva prima di tutto cercare di muovere gli arti. Sembrava totalmente immobile.

Ad un tratto si sentiva osservato, ma cercò nel buio di capire come fosse composta la stanza. C’era ben poco effettivamente, una sedia, una piccola finestra posta sul lato opposto da cui entrava una debole luce della luna, forse un quadro vicino alla finestra, e quello che sembrava una credenza, ma non capiva la sua sensazione di essere osservato.
Cercava di girare a sinistra o destra il capo, ma era bloccato.

Davanti a lui passo un’ombra, trasalì. “Chi è?”

Davanti a lui si chinò un uomo alto, corpulento, occhi nero, capelli folti, emanava un odore strano, sembrava calce. Lo guardava incuriosito.
“Non sai perchè sei qui. Nessuno ti farà del male, solo se tu farai ciò che devi.” La voce era gentile, calma, senza un accento preciso. Luca era disorientato.
“Dimmi di più, ora che non c’è la vecchia. Spiegami”
“Sei un essere umano qualunque. Segui il normale percorso della vita, con le stesse abitudini negative. Voi siete domati dalla passività, dall’ira. Non sapete amare.”
“E amare vuol dire uccidere?”
“Oltre non posso dire. Sei qui per una ragione, se Lei ha voluto te, ci sarà un motivo. Fosse per me potevi naufragare nel limbo della tua stupida vita di merda.”

Era totalmente confuso. In quel momento entrò la vecchia, e con lei entrò un tanfo di corpo in decomposizione.
“Bene signorino, ora che ti sei riposato, puoi alzarti da quella sedia, e venire con me fuori. Ti devo presentare un caro amico di vecchia data, che deve parlarti prima che riparta per il suo viaggio. Alzati o hai paura di nuovo? Sei un poppante, un novellino, un bullo da strada, un inetto.” Rise la vecchia, rise di gusto.

Si stava incazzando, e iniziava a percepire qualcosa sotto le sue cosce, e sotto i propri avambracci, più si incazzava più capiva, e l’angoscia aumentava. Era seduto su dei chiodi, e gli avambracci poggiavano su altri chiodi.
Gli erano entrati nella pelle di pochi centrimetri. Come poteva alzarsi? Come?
La vecchia rise “E tu volevi uccidere? Non sai neanche alzarti da una sedia!”

Doveva farlo, la sue risa gli stavano entrando nel cervello, non ne poteva più.

“Poppante! Inetto! Parassita!”
Basta, all’improvviso riuscì a staccarsi dalla sedia, ma cadde per terra esausto, alzò lo sguardo verso la porta, sull’usciò c’era un uomo alto con un bastone, sembrava vestisse una tonaca, ma il male alle cosce e alle braccia era forte.

Doveva alzarsi.

One clap, two clap, three clap, forty?

By clapping more or less, you can signal to us which stories really stand out.