Chapter One
Doveva cambiare abitudini, la sera prima un suo amico “Devi modificare tutte le cose che solitamente fai” — Voleva capire quanto poteva cambiare.
La quotidianità uccide la persona, uccide la vita, uccide la coppia.
Basta caffè, solo tea verde. Basta televisione di prima mattina, tutte stronzate che il mondo va di merda, come se non lo si sapesse. Basta lasciare in disordine la casa, prima di uscire fare lavatrice e letto, alle altre cose meglio il fine settimana.
Lavoro basta essere troppo seri, sorridere, e non fare battute idiote.
Il cambiamento salva l’animo che si sta arenando in se stesso.
Il cellulare, dannato, vibra, era Sofia “Buon giorno Luca, mi sono svegliata adesso, buon lavoro” Lei era dolce, troppo per lui che aveva il cuore chiuso. Era giusta nel momento sbagliato. La feriva, l’avrebbe solo ferita. Non se lo meritava.
Non rispose subito, ma alla prima pausa lo fece, “Ciao, scusa la fretta, ma sono pieno di cose da fare. Ti auguro buona giornata”. Questo gli frullo per la mente tutto il giorno e anche i giorni a seguire, non la voleva vedere, non voleva vedere nessuno.
Doveva forse prendersi un animale, un gatto probabilmente, sai non di quelli impegnativi, gli dai da mangiare, e poi sono autonomi. I cani sono troppo vincolanti, non sarebbe riuscito a farsi vincolare nuovamente.
Luca era una persona che senza amici, ragazze fisse, e anche la volontà di scoprire. Aveva chiuso tutto con tutti. Isolato.
Alla sera la vide.
“Ciao Sara che ci fai sotto casa? sali”
“Ti volevo parlare”
L’angoscia gli sali addosso, la stessa angoscia che aveva al primo tatuaggio, si domandava se stava facendo la cosa giusta, il giusto cambiamento.
“Dimmi pure, ti preparo un tea”
“Da quando ti sei dato al tea?”
“Sai, il caffè mi metteva troppa agitazione, quindi tea”
“Giusto, ecco vedi volevo parlarti di noi. Sono felice del rapporto che abbiamo instaurato, e del rapporto con gli amici che abbiamo. Lo sai che mi sto sentendo con una persona, per ora non è nulla di che. Ricorda che non ti lascerò mai solo, e io ho bisogno di te. Ecco volevo solo dirtelo”
“Basta anche un messaggio, o una telefonata, non dovevi scomodarti”
“Meglio a voce, non credi?”
“Beh si. intanto bevi il tea, ti vedo agitata”
E’ stato il tea più falso della sua vita. Stava imparando a mostrare il suo lato migliore, ma bugiardo. Stava riscoprendo l’aspetto da teatrante, che aveva quando da giovane aveva iniziato un corso di recitazione, naufragato dopo pochi mesi. Stava mostrando, forse, la sua natura.
Quando rimase solo, prese una bottiglia nuova del whiisky che Gianni, il suo barista di fiducia gli aveva prenotato “Fidati questo è un pungo allo stomaco, e ti fa passare ogni cosa, e ti rende lucido nel prendere decisioni. L’unico difetto è che costa molto”. Non ci pensoò molto, lo prese, era passato troppo tempo, aveva indugiato. Serve berlo.
Dopo il primo bicchiere la mente era lucida, decisa, fredda; aveva deciso che la sua vita doveva cambiare, e la sua vera natura doveva uscire definitivamente. Avrebbe deluso tutti, e sarebbe rimasto ancora più solo, ma stava scoppiando. La sua guerra interiore stava finalmente trovando lo sfogo desiderato.
Cap. III
Era la solita notte calda, anche se era inizio settembre. La mente era fredda, e il whisky iniziava a scarseggiare. Bisogna passare da Gianni. Prenotare due bottiglie e portarsi avanti.
I giorni passavano inesorabili, lenti. Il lavoro si faceva pesante, si stava trascinando nel proprio limbo, senza via d’uscita.
“Ciao Luca, sono Sofia, spero che ti ricordi di me, stasera passi a salutarmi? è da troppo tempo che non ti vedo e ho voglia di vedere i tuoi grandi occhi” Era dolce, il suo carattere così duro con gli altri e con se stessa era forse il migliore in quel momento. La doveva chiamare, e spiegarle che non la poteva più vedere, l’avrebbe ferita certo, ma meglio così che continuare a prenderla in giro.
La telefonata serale a Sofia, era dura, difficile, lei piangeva al telefono, cercava di capire, ma faticava a trattenere le lacrime “Ti sei innamorato di una stronza, ti darei tutta me stessa”
“Lo so Sofia, ma il mio cuore è ancora per un’altra persona, non posso illuderti, e ferirti, non te lo meriti.”
Frasi di circostanza, ma erano vere. Era la persona giusta nel momento sbagliato, e lui era sbagliato.
Era ora della solita passeggiata serale. Il paese era vuoto, buio. Gli piaceva la notte, la presenza del nulla, solo di se stesso. Vedere le vie senza lo scorrere delle auto.
Trascorrere il tempo dentro la bolla notturna, nascondendo i propri pensieri all’interno del nulla.
-Con le mani sporche
Mente annebbiata o lucida
Anima disprezzante
Gli occhi densi di ira
Passione irrefrenabileLa passione delle nostre labbra
L’intensità del tuo corpo
Il profumo di vaniglia
Esistevamo solo noiIl tempo è passato
L’odore rimane
come il pensiero
La roccia non si scalfisceVento, sole, acqua
Solo il tempo aiuta
l’animo deluso rimane
più duro dei tempi-
La notte calda aveva fatto il suo corso, l’animo di Luca stava subendo il mutamento tanto cercato.
Il whisky era nella sua credenza, attraenta, ma non era l’ora, prima doveva aprire una scatola di legno di pino, che gli aveva regalato due decenni prima il nonno. “Luca, prima o poi questi coltelli ti serviranno. Il coltello è intimo, passione, guardi negl’occhi chi hai davanti. Lui ti trasmetterà il suo terrore, li sarai ad un bivio. O ti fermerai, o premerai ancora più forte. Nel secondo caso avrai superato quella linea. Lo capirai.” — Il Nonno per tutta la sua vita ha costudito il suo segreto, come noi tutti abbiamo il proprio segreto.
