Google Glass: pro e contro

Il dispositivo basato sulla realtà aumentata di cui si è argomentato maggiormente nel corso degli ultimi anni è Google Glass che, progettato dal team X Lab del motore di ricerca, è essenzialmente un semplice occhiale da indossare che permette di visualizzare in tempo reale informazioni e dati all’interno del campo visivo, mediante l’impiego di un piccolo display posizionato sopra l’occhio dell’utente. Questi occhiali permettono a chi li indossa di ricevere notizie aggiuntive sull’ambiente che lo circonda grazie alla realtà aumentata.

L’integrazione con i dispositivi Android è il punto di forza di questi visori che comunicando con smartphone e tablet sono in grado di mostrare all’utente diverse informazioni senza obbligarlo a toccare il touchscreen.

Grazie ai Google Glass, in vendita negli Stati Uniti dal 2014 e sbarcati in Europa l’anno successivo, è possibile effettuare ricerche su Google per visitare i siti Web desiderati o leggere notizie online, controllare i social network e condividere contenuti, utilizzare gli Hangout per avviare videoconferenze con i propri amici, telefonare, visualizzare e inviare messaggi, tradurre un testo da una lingua di origine a una di destinazione, utilizzare Google Maps per ottenere indicazioni stradali e molto altro ancora.

Inoltre, questo dispositivo, la cui autonomia della batteria varia dalle 3 alle 5 ore, è dotato di una fotocamera integrata, utile sia per scattare fotografie che per registrare filmati, che può essere attivata non solo tramite il touch ma mediante anche un semplice comando vocale.

Quest’ultima caratteristica è stata, però, oggetto di numerose critiche. C’è chi sostiene che potrebbe rappresentare una possibile minaccia per la privacy delle persone poiché chiunque potrebbe essere immortalato e filmato a sua insaputa in qualsiasi momento, oltre al fatto che se un hacker penetrasse in un Glass non di sua proprietà si troverebbe automaticamente a disposizione tutti i dati della persona che lo ha indossato, dal pin bancario alle password personali dei social network e a quella del computer eccetera.

C’è anche chi afferma che questa caratteristica dei Google Glass potrebbe aprire la strada a nuove pratiche relative alla pirateria multimediale, in quanto chiunque, ad esempio, indossando questi particolari occhiali in una sala cinematografica potrebbe riprendere la pellicola di un film per poi diffonderla illegalmente in rete.

Per ovviare ad alcuni di questi problemi riguardanti la sicurezza e la privacy delle persone, il Caesar’s Palace di Las Vegas e altri casinò della città del Nevada hanno, ad esempio, vietato ai clienti di entrare con tali dispositivi. In tutti i cinema statunitensi i Google Glass e gli altri dispositivi indossabili con funzione di registrazione sono stati banditi: la decisione è giunta nel 2014 da parte della Motion Picture Association of America (proprietaria di 32000 cinema presenti sul territorio), la quale da allora ha previsto che gli individui che avessero provato a nascondere o si fossero rifiutati di togliere dagli occhi il dispositivo di registrazione sarebbero stati costretti ad abbandonare immediatamente il cinema. Sulla stessa scia anche alcuni bar e ristoranti statunitensi hanno deciso di vietare questi occhiali sia per tutelare la privacy degli altri clienti che per il senso di asocialità che essi creano.