Smashing Pumpkins - o della noiosa polemica autunnale

Alessandro Borzì
Nov 5 · 7 min read

Anche oggi la televisione italiana ci ha dato la nostra spazzatura quotidiana.
La grassa belva avida di attenzione e dispensatrice di odio e ignoranza che è la nostra orrida televisione nazionale non si smentisce neanche stavolta, riprendendo una delle peggiori abitudini del popolo italiano : la polemica.

Non fraintendetemi, non parlo della magnifica arte della discussione, della retorica e dello scontro (anche animato) di idee, che è anch’essa parte della nostra storia e della nostra cultura.
No, io mi riferisco proprio alla polemichetta sterile, becera, basata non sul ragionamento logico e sui fatti, ma su vere e proprie stronzate.
Una polemica tanto banale e fine a sé stessa che non si risolve mai, tanto che molte si ripropongono ogni anno : a natale la polemica sui presepi, poi quella sui crocifissi, poi quella sulla famiglia "tradizionale" e quella sul pride, poi quella su questa strana e confusa entità chiamata "gender".
L’Italia è come un castello infestato da migliaia di piccole polemichette insignificanti, che ritornano periodicamente a creare scompiglio e fastidio, per poi riscomparire nel nulla.

E ovviamente, quest'anno è arrivata quella su Halloween.

Quest’anno, dagli antri più bui e oscuri di quelle grandi cloache che sono le nostre reti televisive, uno dei suoi esseri più raccapriccianti è strisciato fuori con una bella polemichetta sterile e becera sulla famosa festa della vigilia di Ognissanti.
Sto parlando di Mario Giordano, che si conferma sovrano indiscusso del trash italiano con una scena che è già stata sonoramente presa in giro da ogni angolo dei nostri social. In questo spezzone, che avrete sicuramente visto in giro su Facebook, il grande Marione nazionale fa sfoggio di una maestosa italica verga (che si tratti di una qualche sorta di compensazione?) , con la quale fa a pezzi delle zucche di Halloween, urlando che lui, quella blasfema festa d’oltreoceano, non la vuole festeggiare.
E giù di applausi dal pubblico manco fosse Palpatine che annuncia la fondazione dell’impero galattico.

Ora, non voglio soffermarmi più di tanto su quello scempio, quell’affronto alla decenza umana che è la trasmissione "Fuori dal coro", anche perché personalmente preferisco evitare di guardarla (e in generale evito di guardare la televisione tutta) un po' come nel medioevo si cercava di evitare la peste bubbonica.
Vorrei più che altro cercare, se mi permettete di rievocare la metafora di una canzone di de André, di far nascere un bel fiore da tutto questo letame.
E per fare un fiore, se non erro, ci vuole il seme.

Piantiamone un paio, shall we?

La festa di Halloween "non è nostra"?

Per cominciare, sarebbe interessante cercare una definizione specifica per quello che Giordano e altri fenomeni definiscono "nostro".

Le origini di Halloween sono antichissime e non del tutto chiare, ma in sostanza la si può ricondurre ai celti e più in generale al mondo anglosassone. Da qui, è stata poi trapiantata nelle Americhe (soprattutto grazie all'immigrazione irlandese), dove col tempo è diventata la festa che conosciamo oggi. Da lì poi, grazie soprattutto all'enorme influenza della cultura pop americana, la festa è ritornata e si è lentamente diffusa in buona parte del continente europeo e, successivamente, un po' ovunque.

Una tradizione importata dunque, come tante altre. O meglio, lo è se vi considerate esclusivamente italiani piuttosto che (anche) europei, dato che in tal caso la storia cambia e anche di molto.
Ma a prescindere, spiegatemi : com'è esattamente che Halloween si distingue dalle mille altre cose che ci sono arrivate dall'esterno e che col tempo abbiamo fatto nostre? Cosa distingue questa festa dai pomodori (arrivati dalle Americhe) senza i quali mai avremmo inventato la pizza, simbolo per eccellenza dell'Italia? Cosa la distingue dalla cultura greca che è stata poi imitata e posta alle basi dell'impero romano e della sua arte, che poi a sua volta ha ispirato l'arte rinascimentale, anch'essa vista come caposaldo della cultura italiana?
E soprattutto, cosa la distingue dal Cristianesimo?
Perché, se davvero vogliamo ragionare in termini esclusivamente territoriali, c'è bisogno di chiarire subito una cosa :

Il cristianesimo è una religione straniera.

Le sue origini sono mediorientali, deriva cioè dalla stessa area geografica che ha generato il giudaismo, e più tardi, anche l'Islam. Il cristianesimo quindi, per definizione, non è italiano.
O almeno, non lo era. Ma come con un sacco di altre cose, l'allora impero romano lo ha assorbito e, lentamente, fatto proprio.

Ma è proprio questo il punto : nel mondo reale non esistono muri. Le usanze, le culture, così come le merci e le persone, girano il mondo da tempo immemore. Tutto si mischia, tutto influenza tutto. Le divisioni tra Stati e nazioni sono prettamente politiche e legate a esigenze momentanee. Il confine che un tempo esisteva lungo l'Irlanda a un certo punto è sparito perché le motivazioni politiche che lo hanno reso necessario si sono estinte, con l'ingresso di Irlanda e Irlanda del Nord nell'Unione Europea. Ora quello stesso confine potrebbe ergersi nuovamente, di nuovo per ragioni esclusivamente politiche.
Mentre i governi disquisiscono su muri e confini, i popoli che ne vengono separati sono in costante contatto, e le loro usanze si mescolano come si sono sempre mescolate per tutta la storia dell'umanità.

Ed è questo che i nazionalisti e i cultori dei sacri confini non sopportano : il fatto che le cose e le persone si muovano, si confrontino. Da bravi reazionari, temono banalmente che le cose cambino, che le culture e le tradizioni si diversifichino privandoli di quel senso di finta sicurezza che tanto a loro è cara.
E ancora di più, quelli come Giordano non sopportano il fatto che le cose siano già cambiate, non sopportano l'ormai incontenibile presenza di un qualcosa che non riescono neanche a concepire, se non con orrore e disprezzo : l'Altro.

Xenofobia da manuale

Mettiamo subito le cose in chiaro : Giordano non ha lottato per il suo diritto a essere cattolico, tanto meno per quello di essere italiano.
Nessuno, in alcun modo, ha mai minacciato questo suo supposto diritto.
Bisogna infatti stare attenti a non commettere l’errore di concepire Halloween come un attacco alla cristianità, prima di tutto perché la stessa cultura cristiana, nelle sue espressioni popolari, è intrisa di quella tematica della morte e di quello stesso gusto per il macabro che durante la festa viene sempre attaccato, e secondariamente perché in alcun modo la festa veicola messaggi anti-cristiani.
Halloween è semplicemente Altro rispetto alla cultura tradizionale italo-cattolica.
Ed è qui che sta il problema.

In uno dei suoi ultimi comizi, Giorgia Meloni ha pronunciato un discorso talmente imbarazzante da essere già entrato nella cultura memetica italiana, grazie ad un remix che è subito diventato virale.
"Io sono Giorgia. Sono una donna. Sono una madre. Sono cristiana. [...] Non me lo porterete via."
Il succo del discorso è questo : c’è una parte del paese che si sente minacciata.
Si sente minacciata perché sente che la sua identità è messa in pericolo da una non meglio specificata entità che pare mandare avanti un cosiddetto" pensiero unico", volto a privare i poveri italiani dei propri valori e delle proprie tradizioni.
E se si va a chiedere a loro di chi sarebbe la colpa di tutto ciò, la risposta è facile : colpa degli omosessuali, dell’immigrazione, del femminismo.
Colpa, in sostanza, di un’altra parte di società, che si adatta al cambiamento e cerca di includere, di aprirsi.

Ma se andiamo a scavare bene ecco che la colpa fondamentale ricade sul nemico per eccellenza : l’Altro.
Cioè che è diverso, non convenzionale, questo è quello che sta mettendo a rischio l’Italia, secondo loro.
La semplice esistenza delle famiglie arcobaleno diventa quindi una minaccia per la famiglia tradizionale, l’esistenza di altre religioni un pericolo per la comunità cattolica, l’emancipazione femminile e la loro fuoriuscita dal ruolo di mogli e madri la causa di un’enorme crisi demografica.
E ovviamente, la semplice esistenza di culture Altre viene considerata una minaccia per la cultura egemonica.

Da qui il grido. Da qui la rabbia. Il gesto di Giordano non è diverso da quello della Meloni, che fa sembrare quasi coraggiosa l’affermazione della propria identità e la determinazione nel volerla difendere da ogni attacco.
Peccato che questo attacco sia solo immaginario.
Scrive infatti sul suo Instagram pochi giorni dopo Elena Grandi, portavoce dei Verdi Italiani : "Sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana. Eppure non sono Giorgia. Sono Elena, sono accogliente, sono rispettosa [...]."
Tradotto : si può benissimo essere italiani e cristiani in un paese multietnico e laico.
Si può benissimo essere donne e madri in un paese che riconosce il diritto di omosessuali e transgender di esistere.

Nessuno sta cercando di portarti via niente, Giorgia, stiamo solo cercando di dare un po' anche agli Altri.

L'ostentata negazione dell'Altro

E questo ci riporta a Mario Giordano.
Ripeto, non credo che qualcuno abbia mai obbligato Giordano a travestirsi da Fracchia la belva umana per andare a bussare alle porte di italiani innocenti e reclamare delle tavolette Milka. E questo lui lo sa benissimo.

Il senso del suo discorso è diverso : Giordano non spiega perché, dopo un'attenta riflessione, ha deciso di non voler più festeggiare, nel privato, una festa che non percepisce come sua.
Quello sarebbe rispettabilissimo.
Il vero messaggio è che non solo lui non vuole festeggiare Halloween, ma neanche gli altri lo devono fare. Questa festa non deve esistere perché non è "nostra" e, appunto, la sola esistenza di qualcosa di non nostro è un male.

Quella che Mario Giordano, così come Giorgia Meloni e molti altri personaggi del teatrino delle polemiche italiane, sentono come un diritto fondamentale è quello di poter ribadire il ruolo sociale che pensano gli spetti di diritto.

Siamo i bianchi. Siamo i cattolici. Siamo i conservatori.
Siamo l’egemonia.

E chi vive fuori dall’egemonia non deve azzardarsi ad esistere se non nel più totale silenzio.
E reclamiamo il diritto di affermare tutto questo ad alta voce, senza paura di essere additati come omofobi o razzisti.
Vogliamo chiuderci e vogliamo essere fieri della nostra chiusura.

C’è, in sostanza, una parte di paese che per molto tempo ha vissuto una vita privilegiata, mentre gli altri vivevano sottomessi o più comunemente ignorati.
E oggi che la società italiana sta iniziando ad accorgersi dell’esistenza degli Altri, in molti vogliono lottare per il loro diritto di ignorarli per poter alimentare quel senso di finta sicurezza e di finta identità che tanto li fa stare più tranquilli, inseguendo un finto passato in cui, almeno così pare, le cose dovevano essere più semplici.

A questa parte di Italia, che tanto si sente spaventata da un tortellino al pollo e da un paio di zucche scavate, noi Altri diciamo : spaventatevi, spaventatevi tutti.

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