#Italicum, urne o 2018?

Il verdetto della Consulta in merito alla legge elettorale è la dimostrazione della necessità di leggi che garantiscano piena rappresentatività e governabilità sia alla Camera dei Deputati che al Senato della Repubblica.

L’Italicum infatti è la legge elettorale fatta su misura per la sola Camera e sarebbe stata adeguata nel caso in cui fosse passato l’ormai celebre referendum del 4 dicembre. Ma a causa delle bocciature del referendum costituzionale prima, ed oggi della consulta che ha bocciato parzialmente la legge, eliminado il ballottagio ed i capilista multipli, il parlamento ha la necessità di uniformare le leggi elettorali di camera e senato. Teoricamente, si dovrebbe scegliere per sistemi di voto che rendano il Paese pienamente governabile, attraverso leggi che impediscano o almeno limitino il più possibile il verificarsi a distanza di qualche anno o peggio ancora qualche mese, di ennesime crisi di governo o situazioni di ingovernabilità, come bene abbiamo conosciuto in tutti questi anni di Repubblica.

Ecco l’unico scopo, che alla fine dovrebbe contraddistinguire l’intera politica: rendere efficenti le istituzioni al pari degli altri Paesi, ridurre e limitare il più possibile, i disagi ed i problemi che tutti i cittadini affrontano quotidianamente.

Questo dovrebbero appliccare i membri di questo governo e del parlamento, anche come segno di rispetto “in primis” per quei cittadini che dal 24 agosto vivono forti condizioni di disagio e che meritano la più grande attenzione da parte di tutte le istituzioni.

In alternativa, la politica può scegliere la strada più facile e veloce: le urne che allo stato attuale sono sinonimo di “Guiness World Record” in Europa, in quanto si varerebbe il 65esimo governo in 70 anni di Repubblica ed il secondo in pochi mesi dal 64esimo, oltre come sempre alla mancanza di garanzie riguardo la durata del futuro esecutivo.