Imparare una nuova lingua. Da dove iniziare?

Imparare una lingua straniera è un processo impegnativo, lungo e pieno di insidie, ma, allo stesso tempo, stimolante, gratificante e ricco di nuove scoperte.

FIno all’età di 20 anni, gli unici termini che riuscivo ad associare all’apprendimento di una nuova lingua erano impegnativo, lungo e pieno di insidie. Ho iniziato a studiare l’inglese in quarta elementare, ma fino ai primi anni di università, non ci ho mai capito molto. La certificazione IELTS 5.0 (livello B1-B2 del Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue) ottenuta il primo anno di università, è stata più un colpo di fortuna che il risultato di anni di studio. Nel periodo delle Scuole Medie, ho studiato il francese raggiungendo un buon livello. Purtroppo, non mettendolo mai in pratica, l’ho dimenticato velocemente. A partire dai miei 20 anni, stimolante, gratificante e ricco di nuove scoperte sono diventati i termini che hanno descritto il rapporto con le varie lingue in cui mi sono cimentato. Iniziando con lo spagnolo, per poi passare all’inglese e, nell’ultimo anno e mezzo, il tedesco.

Condividere con altre persone il mio percorso e come è cambiato il mio modo di affrontare l’apprendimento, spero possa aiutare chi è interessato ad imparare una nuova lingua. Durante tutti questi anni, mi sono trovato davanti a sfide e difficoltà, che ho superato sia grazie alla mia determinazione, sia grazie al sostegno reciproco delle persone, che come me, si sono trovate ad affrontare gli stessi ostacoli e che hanno avuto gli stessi problemi. Il mio obiettivo, pertanto, è mettere a disposizione la mia esperienza per aiutare le persone ad imparare una nuova lingua in modo veloce ed efficace.

Apprendere una nuova lingua è un po’ come organizzare un viaggio. Prima si sceglie la meta, poi si decide il mezzo (macchina, treno, aereo, bicicletta) e poi si parte per andare in vacanza. Allo stesso modo, i tre concetti chiave per l’apprendimento di una lingua sono la definizione dell’obiettivo, il piano d’azione e l’esecuzione.

In questo breve racconto, presento il primo punto: la definizione dell’obiettivo.

WEIHNACHTSMARKT

Le gocce di pioggia scendono lentamente sui vetri del finestrino. Dietro di noi, la luce dei lampioni illumina una grande piazza. Ormai non manca molto al periodo natalizio e l’unico weekend in cui io e la mia ragazza siamo liberi è quello che va dall’11 al 13 Dicembre.

Stiamo programmando il primo viaggio assieme. Vorremmo passare un fine settimana visitando i mercatini di Natale. Il problema è che ce ne sono tantissimi: in Francia, in Svizzera, in Austria, in Trentino, in Valle d’Aosta e in svariati altri luoghi.

Da qualche mese, io sto studiando il tedesco, quindi vorrei andare in un paese dove si parla la lingua della cara e simpatica Angela Merkel. Marika, la mia fidanzata, è da giorni che cerca tutti i possibiliWeihnachtsmarkts raggiungibili da Cuneo in poche ore. Mi invia continuamente, su Whatsapp, foto e immagini di un nuovo mercatino di Natale che ha trovato. Sembrano tutti carini. Tutti e due vorremmo andare in una città grande, dove ci siano dei monumenti da visitare o qualche parco dove immergersi nella natura. Magari in Austria. È una nazione che mi affascina e gli austriaci sono sempre stati simpatici e cortesi con me. Ancora mi ricordo, quando io ed un mio amico, nella campagna austriaca, trovammo un ciclista che ci fece da traduttore con un agricoltore locale.

“Vienna” mi dice lei.

“Troppo lontano. Dovremmo andare con l’aereo. All’ultimo, così, ci costerà tantissimo”.

“Andiamo in Svizzera, allora”

“Non mi ispira tanto. Che dici di Innsbruck?”

“Guardiamo su Google Maps quanto tempo impieghiamo in auto”

Dopo qualche secondo lei risponde “Sei ore”. Non sono poche.

Ci guardiamo per un attimo.

Deciso, si va a Innsbruck.

SCEGLIERE LA META È IL PRIMO PASSO PER OTTENERE CIÒ CHE VOGLIAMO

Tutti e due volevamo passare un fine settimana insieme, tutti e due volevamo andare a vedere i mercatini di Natale, ma passava il tempo ed eravamo sempre fermi a confrontarci sulle stesse cose, senza prendere una decisione. Dal momento in cui abbiamo scelto la nostra meta, Innsbruck, tutto è stato più facile. Da lì a pochi giorni, avremmo potuto organizzare la nostra vacanza e prepararci per la partenza.

Definire la meta del nostro viaggio è come definire ciò che si vuole raggiungere nell’apprendimento di una lingua straniera. Possiamo parlare per giorni, mesi, anni delle nostre intenzioni di imparare una nuova lingua, ma fino a quando non avremo un obiettivo preciso di ciò che vogliamo ottenere, sarà tutto pressoché inutile.

PASSARE DA UN’IDEA GENERALE AD UN OBIETTIVO SPECIFICO

Definire un obiettivo generale come andare a vedere i mercatini di Natale ci ha permesso di fare una prima scrematura. Abbiamo eliminato tutte le altre opzioni per un fine settimana “romantico”, ma non è stato sufficiente. Rimanevano, in ogni caso, un numero eccessivo di mercatini che avremmo potuto visitare. Per informarci su tutti e alla fine decidere quello che fosse di maggiore interesse per noi, avremmo impiegato mesi. Forse, per Pasqua, avremmo potuto prendere una decisione. Peccato che a Pasqua, non ci siano i mercatini di Natale…

Partendo, quindi, dall’idea iniziale, abbiamo deciso di andare in una città grande, dove fosse possibile visitare monumenti e passare del tempo in mezzo alla natura. Così facendo, la scelta si è ridotta ad una decina di città circa. A questo punto, è stato fattibile prendere una decisione.

Il processo di scrematura è fondamentale per far sì che un’intenzione diventi un obiettivo realizzabile.

Spesso chi vuole imparare una lingua straniera si prefigge un obiettivo che sembra perfetto, come parlare in modo fluente o raggiungere un livello madrelingua, ma, con l’andare del tempo, si rivelano idee troppo vaghe e non realizzabili. Molto meglio definire un obiettivo chiaro e preciso, come intrattenere una conversazione di 15 minuti con un madrelingua o guardare una serie TV in lingua originale. In questo caso, ciò che vogliamo raggiungere è identificabile e misurabile, pertanto sarà possibile creare un piano d’azione per raggiungerlo.

Per la definizione dell’obiettivo, la prima cosa da fare è chiederci perché vogliamo imparare una nuova lingua. Una volta trovata la risposta, possiamo perfezionare il nostro obiettivo utilizzando il metodo SMART.

  • Specifico (es. Una conversazione con un madrelingua)
  • Misurabile (es. Una conversazione di 15 minuti con un madrelingua)
  • Actionable (praticabile, che possa essere messo in pratica)
  • Rilevante (che sia rilevante per la nostra vita professionale o personale)
  • Time-Bound (collegato ad un periodo temporale, es. Entro la fine dell’anno)

COSA SUCCEDE QUANDO NON SIAMO NOI A DECIDERE IL NOSTRO OBIETTIVO

In molti casi, l’obiettivo non siamo noi a deciderlo, ma è definito da altre persone o entità. Possono essere l’università, il capo oppure è dato da una motivazione famigliare.

La percezione generale è che sia uno svantaggio. La nostra cultura promuove la libertà e l’intenzionalità. Per quanto questi aspetti siano importanti per la pienezza della vita umana, nel processo di apprendimento di una lingua, possono diventare i nostri peggiori nemici. Alcune mie esperienze in cui le persone sono state “obbligate” a imparare la lingua mi hanno fatto riconsiderare le mie credenze.

Quando siamo dei bambini, non abbiamo la possibilità di scegliere quale lingua parlare. I miei genitori hanno deciso che io avrei dovuto parlare italiano (e un po’ di piemontese). Nonostante non abbia avuto alcuna voce in capitolo, sono diventato italiano madrelingua. Una volta adulti abbiamo la possibilità di scegliere quali altre lingue imparare e abbiamo anche la libertà di smettere di imparare una nuova lingua e continuare a comunicare con quella o quelle che già conosciamo. Secondo la mia esperienza, In assenza della libertà di scegliere e della libertà di tornare indietro, le percentuali di successo di apprendimento sono vicinissime al cento per cento.

Pertanto, quando ci troviamo obbligati ad imparare una nuova lingua, non abbiamo queste due libertà e, di conseguenza, abbiamo maggiori possibilità di successo.

Prendiamo ora in considerazione un altro punto. Molte persone sostengono che ciò che ci viene imposto dagli altri è poco stimolante e, di conseguenza, imparare sarà più difficile. Personalmente, credo che tutto il discorso sulla motivazione (intesa come interesse a fare qualcosa) sia ampiamente sopravvalutato. La motivazione, per sè, rappresenta una parte non fondamentale nel processo di apprendimento. Avere un forte interesse verso una determinata lingua, non è sufficiente per poterla imparare. Potremo considerare l’apprendimento di una lingua come una torta e la motivazione come la panna che la guarnisce. La panna completa la torta e la rende più buona, ma non è necessaria in tutte le torte e una torta con solo la panna non è una torta.

Dal 2010 al 2012 ho passato moltissimo tempo ad ascoltare musica rumena e la radio rumena, ad informarmi sulla Romania e a frequentare persone rumene. Il rumeno era diventato il mio chiodo fisso. Volevo assolutamente impararlo ed andare a visitare la Romania.

In quel periodo, ero fissato con i metodi di apprendimento veloce ed il corso introduttivo di Memrise, mi sembrava la migliore soluzione possibile. Inoltre chiedevo ai miei amici di insegnarmi frasi e parole. Traducevo le canzoni rumene che più mi piacevano in quel momento.

Alla fine di questi due anni, nonostante un forte interesse e tanto entusiasmo, i risultati sono stati pessimi. Non avendo un obiettivo preciso, non ho mai trasformato la mia motivazione in un apprendimento metodico ed efficace della lingua e, adesso, so a malapena contare fino a dieci, chiedere come stai e dire occhi azzurri.

In tutta questa storia, la parte buffa è che nello stesso periodo ho trascorso il mio quarto anno di università ad Athlone, in Irlanda. Mentre frequentavo le lezioni, ho conosciuto altri studenti Erasmus che non avevano nessuna voglia di imparare l’inglese. Appena potevano, facevano gruppetto con i loro amici che parlavano la loro lingua madre, passavano le ore a sentire i propri amici su Skype e non cercavano assolutamente di fare amicizia con gli Irlandesi. “Purtroppo” per loro, dovendo frequentare lezioni in inglese e dovendo sostenere gli esami universitari in inglese, si sono ritrovati ad imparare la lingua senza neanche accorgersene. Non potevano essere scambiati per dei madrelingua, ma se la sapevano cavare in quasi tutte le situazioni.

Con questi esempi ho voluto dimostrare come libertà e motivazione non sono gli elementi indispensabili nell’apprendimento della lingua.

CONCLUSIONE

In conclusione, definire con chiarezza l’obiettivo che si vuole raggiungere è il primo passo per un apprendimento efficace di una lingua straniera. Solitamente si parte da un’idea generale, come imparare il tedesco per il lavoro, per poi arrivare ad una definizione precisa, ad esempio “fare una presentazione in tedesco dei prodotti della ditta in cui lavoro, ai clienti di Germania, Austria e Svizzera, entro un anno”.

Se non sappiamo come definire con chiarezza il nostro obiettivo, possiamo avvalerci del metodo SMART (Specifico, Misurabile, Actionable, Time-Bound). Inoltre, abbiamo visto che quando un obiettivo ci viene imposto dall’esterno (università, capo, famiglia), diversamente da quanto si possa credere, può essere un vantaggio ed, di conseguenza, le nostre possibilità di successo aumentano.

In ultimo, ho dimostrato che la libertà e la motivazione non sono elementi indispensabili nell’appendimento di una nuova lingua

AZIONI DA INTRAPRENDERE

  1. Scrivi su un foglio di carta perché stai imparando o vuoi imparare una nuova lingua. Utilizza il metodo SMART per perfezionare il tuo obiettivo. (tieni questo foglio di carta in un posto visibile della casa o del tuo luogo di lavoro)
  2. Quale, delle esperienze citate in questo articolo, più si avvicina alla tua esperienza personale? (Scrivi il tuo pensiero nei commenti)
  3. Se hai trovato questo articolo interessante e vuoi riceverne altri su questo argomento, metti un cuoricino a questo articolo.
  4. Condividi l’articolo con un amico che vuole imparare una nuova lingua