PROLOGO
Luca P. Rubinato
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Amico mio, come vedi sono stato spietato e ti ho fatto le pulci anche sui refusi, veri o presunti tali. Nel senso che se sono refusi basta sistemarli, e se invece non lo sono vuol dire che non ho capito io. Ma in effetti sto leggendo il tuo scritto come se fossi un bambino di otto anni: non appena qualcosa non mi è chiaro al 100%, io chiedo. Vedi tu se c’è bisogno di aggiustare o se invece qualche passaggio criptico è una scelta, come immagino. Perché immagino anche che i bambini di otto anni non siano propriamente il tuo target :-)

Per il resto, il prologo mi ha un po’ spiazzato. Due storie diverse, con due registri diversissimi. La prima parte mi ha ricordato Downton Abbey, preciso preciso (sarà che lo sto guardando in questi giorni). La seconda parte è un pastiche tra la favola e il thriller. Entrambe le storie mi fanno venir voglia di approfondire i contesti e i personaggi, però hanno una chiusura ben definita. Cosa che non mi invoglia ad andare avanti nella lettura per sapere cosa succede dopo. Magari anche questo è un effetto voluto, e il racconto riguarderà appunto quello che succede sotto o quello che succede attorno, ma di primo acchito mi sono sentito un po’ spaesato o, ripeto, spiazzato, e non incuriosito.

Ma vediamo come procede :-)

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