ciao! Da poco mi sto interessando della post-verità, più che altro del fenomeno della diffusione…
marcello aloè
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Ciao Marcello, ti ringrazio per il contributo e sono d’accordo con te. Credo che il concetto da te espresso sia il passo successivo e che l’educazione alla lettura e all’interpretazione delle notizie ( e del mondo) vada di pari passo con il recupero di autorevolezza da parte di chi opera nel settore dell’informazione.

Mi spiego meglio: la mia tesi è che non siamo entrati nell’era della post-verità ma che i mass media abbiano perso da un bel po’ la loro autorevolezza. Questo non nega che abbiamo un problema con le fake news, anzi: la mancanza di autorevolezza dei media rende vani i loro tentativi di fact-checking e rende sempre più esplosivo il problema.

Che fare, quindi? Non credo che la soluzione sia quella di diminuire l’accesso ai mezzi di produzione e distribuzione delle news online, o mettere delle limitazioni a un’innovazione che, a mio avviso, ci ha resi tutti mediamente più informati di prima (ma questa è un’ipotesi che deve essere confermata da analisi approfondite, lo ammetto; è solo un mio pensiero).

Credo che la battaglia per l’educazione digitale e per l’educazione all’informazione sia fondamentale per il prossimo futuro e che il settore pubblico e quello dei media avrebbe dovuto iniziarla già da qualche anno. Il recupero dell’autorevolezza di questi due settori dovrebbe permettere di limitare drasticamente, se non cancellare, il problema delle fake news; senza necessità di ricorrere a censure della rete o altre limitazioni che provocherebbero, a mio avviso, ancora più danni

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