Villa Bianchini — I°Maggio a Zianigo

La storia recente della villa

Mi sono impegnato in prima persona in questi anni per Villa Primo Maggio, fin dal 2012 quando attraverso l’AGESCI di Zianigo sono stato tra i volontari che, all’interno del Tavolo di Lavoro organizzato dall’allora appena insediata amministrazione Pavanello, hanno partecipato ai lavori di manutenzione del giardino. Ho accompagnato i rappresentanti AGESCI di Zianigo al primo sopralluogo effettuato in Villa con le associazioni del tavolo partecipato, a settembre 2012.

Una delle foto che ho scattato al primo sopralluogo in villa, il 20 settembre 2012.

Più tardi, ho partecipato con le associazioni della comunità zianighese ad alcune giornate di pulizia dell’interno della villa, che porteranno alla prima riapertura della sala dell’affresco, in occasione della manifestazione Andar per Erbe del 24 maggio 2015, alla quale ho collaborato con il Gruppo Arcobaleno. Fu l’occasione che fece capire, a me come ai molti altri volontari, che la Villa non era nelle condizioni critiche in cui si pensava fosse, e che fosse sufficiente una buona pulizia e qualche piccolo intervento di manutenzione per poterla utilizzare senza problemi, quantomeno al piano terra.

Alla giornata FAI 2016 l’affluenza del pubblico è stata impressionante, rivelando tutte le potenzialità della villa quanto ad attrattiva culturale e turistica

Qualche mese dopo, ho visitato la piccola mostra allestita dallo storico locale Gianni Caravello in occasione della rappresentazione «Intervista impossibile a Giandomenico Tiepolo» tenutasi il 6 e 7 novembre 2015. Il successo dell’iniziativa tra rappresentazione teatrale, mostra ed incontri di quei due giorni mi diede l’idea che la villa potesse essere un ottimo spazio espositivo, e che anzi fosse necessario preparare un percorso organico e completo delle molte informazioni storiche ed artistiche disponibili sull’argomento, ma mai messe a disposizione del ‘‘grande’’ pubblico. Fu così che assieme agli amici dell’Associazione GPS preparai un piccolo progetto e delle bozze di tavole informative che proposi all’Amministrazione comunale di Mirano, attraverso il competente assessore Federico Vianello e la delegata alla cultura prof.ssa Cibin. Il comune mi mise in contatto con Gianni Caravello, che aveva organizzato l’apertura di novembre, l’Architetto Draghi, esperto di ville ed edifici storici veneti, e con i professori Basana e Angelini del liceo di Mirano, che stavano lavorando nel frattempo alla prevista giornata FAI in villa, che si sarebbe tenuta il 21 e 22 marzo 2016, e che sarà poi un incredibile successo di pubblico.

Con questo piccolo grande team abbiamo preparato le tavole oggi disponibili al pubblico in Villa, inaugurate con la mostra – apertura straordinaria del 23 aprile – 1°maggio 2016, anche questa contrassegnata da un buon successo ed affluenza, che ci hanno determinato a riproporla nuovamente per una seconda edizione gli ultimi week end di aprile 2017.

Villa Bianchini ad aprile scorso 2016, con gli infissi e scuri del piano terra rinnovati.

Nel frattempo il comune ha provveduto, tramite i propri operai, alla sistemazione degli infissi e dell’impianto elettrico, sistemando porte, finestre e serrature, oltre che installando un sistema antifurto e di videosorveglianza.

Cosa resta da fare

Ancora tanto. La villa è oggi visitabile al piano terreno, nell’attesa che un progetto ed una verifica organica a cura di un professionista individuino le possibilità di uso per il piano superiore, e si avvi un piano organico di restauro e destinazione dell’edificio.

La mia candidatura a consigliere comunale è volta anche a portare ancora di più nell’amministrazione comunale la sensibilità e l’interesse della comunità locale per il recupero di questo bene monumentale sentitissimo dai cittadini di Zianigo e dai tantissimi giovani e ormai anche adulti che hanno vissuto questa villa quando era sede dell’asilo e delle scuole o anche semplicemente frequentandone il parco. Di più, l’esperienza accumulata in questi anni, raccogliendo documenti ed informazioni per redigere il percorso espositivo ed incontrando esperti e visitatori interessati, mi ha reso evidente come questa villa, e non solo questa, unita alla rete di gioielli monumentali della nostra città, rappresenta un’attrattiva estremamente originale e per questo potenzialmente molto forte per la vocazione turistica di Mirano. Andiamo con ordine:

I prossimi passi per Villa Bianchini/Primo Maggio

Il restauro della villa: va effettuato per stralci, come prevede la bozza di lavoro che l’Architetto Draghi ha predisposto ed illustrato all’evento finale dell’apertura straordinaria 2017, il 1°maggio. Questo metodo di lavoro ha due grandi vantaggi: prima di tutto consente di non chiudere definitivamente la Villa fino al termine dei lavori, continuando a far utilizzare le parti non interessate dai lavori ed evitando così sia quello che sarebbe semplicemente uno spreco che anche evitare il distacco dei cittadini da questo luogo che potrebbe durare anni prima della riapertura, può sembrare strano ma è importante mantenere alta l’attenzione su quanto si sta facendo per evitare che i cittadini ed i volontari che tengono vive le iniziative a sostegno della villa perdano, nel tempo, interesse e fiducia. In secondo luogo, lavorare per stralci consente anche di non dover finanziare «in blocco» i lavori con uno stanziamento enorme e di difficile reperibilità, perciò si tratta di un modo per rendere anche i lavori più sostenibili economicamente, e per rendere più facile la possibilità di trovare la copertura finanziaria.

I fondi: è sicuramente necessario trovare il modo di aderire a bandi europei e di qualsiasi altro ente che consentano di mettere in moto i finanziamenti necessari alla sistemazione della villa. Per fare questo ci si avvarrà sicuramente delle strutture e competenze che l’amministrazione ha messo a punto in questi anni, con il risultato di essere riuscita a finanziare la sistemazione di villa XXV aprile a Mirano. Non è da escludere anche però l’istituzione di una task force, un gruppo di lavoro più o meno informale – che potrebbe maturare anche in un piccolo ente associativo o una fondazione – dedicato al reperimento ed alla raccolta di fondi per la Villa attraverso l’adesione a bandi e/o la segnalazione degli stessi al Comune, la partecipazione a reti di iniziative di recupero di spazi pubblici, ed ogni metodo di raccolta fondi possibile.

La destinazione, della quale non si può non tenere presente anche in fase di recupero e restauro: a mio parere almeno il piano terra della Villa deve rimanere a disposizione della comunità cittadina, come spazio espositivo sia in parte temporaneo (per mostre temporanee di storia, arte, fotografia, ecc) che in parte fisso (trovando il modo di mantenere aperto regolarmente un piccolo museo della civiltà di villa, del graticolato romano e della Terra dei Tiepolo, che funga da pilastro ‘‘portante’’ degli itinerari turistici miranesi. Non ultimo, parte del primo piano andrebbe destinato agli incontri, convegni, eventi e riunioni promossi dalle associazioni locali, come centro civico. La mancanza di un centro civico a Zianigo in effetti si avverte, e nonostante sia in buona parte sopperita dalle numerose strutture parrocchiali, rimane da molti sentita, se non addirittura lamentata, l’assenza di uno spazio civico, pubblico, laico e neutro.

Una piccola soluzione, già quasi immediatamente attuabile e già fatta avanti all’amministrazione comunale, sarebbe di destinare una o più sale ad un’aula studio, in collaborazione con le associazioni giovanili, che garantisca sia l’apertura e l’uso regolare della villa, che sono prima garanzia contro il degrado, l’abbandono ed il disinteresse, sia l’apertura (contestuale) del piccolo museo e spazio espositivo. Allo stesso tempo, si otterrebbe un’ampliamento di un servizio quale quello degli spazi per lo studio, che a Mirano è particolarmente sentito (la biblioteca comunale è quotidianamente riempita al completo dagli studenti miranesi, che lamentano il bisogno di spazi ulteriori). Infine, la frequentazione di uno spazio simile da parte degli studenti sicuramente innescherebbe in molti come minimo la consapevolezza del valore dei tesori monumentali del nostro comune, e ancor di più muoverebbe molti a decidere di rimboccarsi le maniche ed attivarsi per proporre eventi, iniziative e nuove idee per la Villa e per la Comunità.

Oltre il restauro: la vocazione turistica di Mirano

Solo 5–10 anni fa se si fosse parlato di vocazione turistica per un posto come Mirano (e Zianigo), in pochi avrebbero creduto a questa possibilità. Ed infatti è un tema, questo, che è riuscito ad imporsi ed a rendersi evidente a Mirano solamente nell’ultimo paio di anni, quando le iniziative e l’attenzione date dall’Amministrazione comunale e dalle realtà sociali miranesi hanno messo in luce – anzi realizzato – delle possibilità che prima semplicemente non c’erano. Ma sono stati proprio da un lato gli anni di amministrazione attenta (oltre a scelte lungimiranti dei decenni precedenti) che hanno portato a risultati insperati come l’inserimento di Mirano nel novero dei borghi più vivibili d’Italia, e dall’altro lato la vivacità delle associazioni di volontariato e culturali miranesi (oltre alle iniziative intorno a Villa Bianchini, di cui ho parlato finora, cito su tutte il lavoro importantissimo che ha svolto e sta svolgendo il Laboratorio Culturale Giandomenico Tiepolo) che hanno attivato e stanno attivando l’interesse degli operatori turistici miranesi e non. Anche questo è un risultato che si è reso evidente con iniziative come quelle di villa Bianchini, che ha visto una partecipazione molto qualificata non soltanto di cittadini miranesi ma anche di turisti ed appassionati d’arte e storia, che hanno approfittato dell’occasione insieme anche ad operatori alberghieri e turistici, che più di qualche volta hanno chiesto a noi organizzatori dell’evento di essere informati di ulteriori iniziative del genere, segno che una domanda ed un interesse ci sono e potrebbero formare l’embrione di un’offerta seria e qualificata di Mirano come meta turistica.

La prospettiva possibile è quindi di lanciare Mirano come meta turistica non solo “satellite” ma anche ulteriore se non alternativa a Venezia e Padova. Per fare ciò il comune dovrebbe per parte sua impegnarsi a:

  • mettere in rete il proprio patrimonio monumentale, anche stimolandolo con una pubblicazione/itinerario dal taglio più prettamente turistico (ad oggi abbondano invece pubblicazioni dal taglio storico/artistico, meno fruibili al “grande pubblico)
  • spingere per il perfezionamento del trasporto pubblico in collegamento con la linea ferroviaria VE-PD (in particolare l’Omnibus, di cui parlo in separata sede, e che assume qui un valore ulteriore come asset strategico anche per il campo turistico oltre al già servizio per studenti e lavoratori)
  • riunire in modo serio e completo gli operatori delle strutture alberghiere e di ospitalità miranese, i ristoratori, le agenzie turistiche e tour operator, gli enti proprietari ed uffici responsabili dei vari progetti e monumenti idonei allo scopo, le associazioni culturali ed i singoli studiosi dediti a temi attinenti, tutte realtà che dovrebbero essere messe in dialogo tra loro attraverso un progetto di rete e dialogo continuo, una riunione degli stati generali del turismo miranese che possa segnare il primo passo verso un salto di qualità nell’offerta della nostra cittadina.
Trovi traccia di questa mia proposta per il programma per Mirano 2017–2022 nel programma di coalizione a sostegno della Sindaca Maria Rosa Pavanello (Pag. 18 e 19, Punto. 4.5).

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