Il settore equity, la promettente vena della crowd-miniera

Abbiamo esplorato alcune intuizioni a supporto della saggezza della folla come meccanismo innovativo e potenzialmente benevolo. Questo ci piace, ma cosa ha a che fare tutto ciò con il beneficio del singolo, sia egli investitore o imprenditore? Oggi rispondiamo a queste domande, addentrandoci di prepotenza nella questione equity crowdfunding (o EC, di qui in poi), fino alle sue propaggini immobiliari.

Per l’offerente, come abbiamo visto, si prospettano succose possibilità di fundraising a tassi generalmente inferiori, burocraticamente meno onerosi, più snelli e consumer-trusted; per di più, si apre la possibilità di una capillarizzazione del brand in fase pre-lancio.

L’investitore, invece, può ricavare profitto dalla democratizzazione di investimenti che fino a pochissimo tempo fa erano appannaggio esclusivo dei maggiori player: partecipazioni in start-up e real estate erano e sono tutt’ora in larga parte dominio di VCs, hedgefunds e fondi d’investimento. Tim Ferriss, un investitore della Silicon Valley, divenne famoso per essersi fatto le ossa con uno start-up MBA fatto in casa: costituì un “piccolo” fondo personale da $ 120k, disposto a perdere tutto, e se ne uscì con exit prestigiose quali DailyBurn e Twitter. Non è una strategia appetibile a tutti — non solo per le cifre in gioco, ma anche per la quantità necessaria di peli sullo stomaco. L’equity crowdfunding (EC) ha aperto una breccia nelle mura dell’investimento VIP, abbattendo le barriere d’ingresso: oggi il risparmiatore medio può togliersi qualche sfizio in più, costruendo un’asset allocation diversificata e bilanciata con l’integrazione di tipologie di investimento innovative e potenzialmente più remunerative, che lo facciano crescere anche personalmente, spingendolo ad apprendere rischi e vantaggi delle nuove soluzioni finanziarie.

L’EC in Italia e le prospettive per il RE

Starteed ha rilasciato un report sull’andamento del crowdfunding italiano per il 2016 da cui emerge la rilevanza del settore equity, i cui progetti sono quelli più rilevanti quanto a volumi di raccolta, con una media di 243.000 €. Il report aggiunge che

sarà interessante seguire lo sviluppo di piattaforme di Equity in ambito Real Estate e Green Economy, due settori estremamente promettenti che siamo sicuri daranno i loro frutti nei prossimi due anni anche qui in Italia.

Player esteri come RealtyMogul e Fundrise hanno dimostrato di saper cavalcare l’onda dell’EC in chiave immobiliare. E Walliance si piazza proprio all’intersezione tra RE e soluzioni sostenibili, dando voce a progetti di costruzione o ristrutturazione dall’animo verde. Forbes ha analizzato recentemente il legame tra Real Estate e Millennials, suggerendo che il fenomeno dell’EC fornirebbe un modo per invertire un trend che ha visto i giovanissimi allontanarsi sempre più dalla logica del possesso verso una logica dell’accesso: l’appeal tecnologico delle piattaforme online, assieme alla sensibilità green delle nuove generazioni, contribuirebbero a riavvicinare quest’ultime alla tradizionalità del mattone. Per decifrare le correnti sotterranee che interesseranno il Vecchio Continente, spesso buttiamo un occhio oltreoceano; anche questa volta il ragionamento potrebbe essere azzeccato.

Ma torniamo in madrepatria: il crowdfunding italiano ha registrato una crescita complessiva del 62% nei valori di raccolta tra fine 2015 e 2016, crescendo a un +92% negli ultimi 7 mesi del 2016, con un totale di raccolta 2016 per quasi 92 milioni di euro; il consolidamento del mercato delle piattaforme online dedicate a questo settore, visibile da chiusure e aggregazioni di varie realtà, segnala un’importante maturazione del settore. Visualizziamo graficamente le fluttuazioni anormale — detti hypes — caratterizzanti i punti di svolta dello sviluppo tipico di una tecnologia, cercando di guardare all’evoluzione dell’EC con maggiore chiarezza:

Il grafico suggerisce che al boom tecnologico (2010), che ha reso il crowdfunding scalabile (ce ne siamo occupati brevemente in questo articolo), sia seguito un picco delle aspettative riguardo alle promesse di tale mercato (2014), con conseguente aggiustamento del fattore emotivo (2016). Ci troviamo ora in una fase di consolidamento del mercato, da cui emerge una visione più neutra sulle vere potenzialità del settore: le piattaforme online hanno cominciato a trovare un proprio standard operativo e a definire le proprie quote di mercato; il legislatore si è sintonizzato con il fenomeno, proteggendolo con regolamentazioni e incoraggiandone la crescita con numerosi incentivi. Con l’approvazione della finanziaria 2017, infatti, la raccolta di capitali per le piattaforme di crowdfunding è stata estesa a tutte le PMI (non più quindi solo a quelle innovative), lasciando spazio al settore dell’immobiliare per emergere come prominente realtà dell’EC. Se il settore equity infatti è stato caratterizzato finora da start-up, lo scotto da pagare è pur sempre quello (elevato) del rischio; l’inclusione delle PMI tradizionali nello schema di raccolta EC consente all’investitore di traghettare verso lidi più sicuri, pur mantenendo i vantaggi del crowdfunding.

Non basta? L’INAIL è in profumo di autorizzazione per la sottoscrizione di quote di fondi comuni dedicati allo sviluppo di start-up innovative, e per quanto ciò non vada ad impattare direttamente il mercato del RE crowdfunding, c’è da aspettarsi che qualsiasi iniezione di capitale negli strumenti EC vada a beneficio del settore in generale, contribuendo indirettamente alla crescita del settore RE; i Piani Individuali di Risparmio, adescando il risparmiatore con una detassazione del capital gain, potrebbero far confluire ulteriori capitali alle PMI, incoraggiando quest’ultime a far affidamento sull’EC per l’approvvigionamento di risorse finanziarie — iniziative immobiliari comprese.

Non sarà più la crowd cui ci eravamo abituati: la fame d’innovazione e la spinta propulsiva del capitale, alla spasmodica ricerca di una collocazione più remunerativa, stanno allargando il fenomeno a macchia d’olio. Prepariamoci a una dolce svolta.