(NaNoWriMo 14/30) 28/ 07 / 2005

Cara Emily,
è giovedì mattina e ci hanno appena consegnato la borsa del cibo. Tutti sono svegli e una certa atmosfera di eccitazione pervade le celle mentre ognuno controlla il contenuto della borsa di “prelibatezze”. Naturalmente, i prodotti alimentari sono per lo più spazzatura — crostatine, focacce al miele, biscotti, barrette di cioccolato — tipiche delle carceri e prigioni in tutto il mondo. Di tanto in tanto anche io cedo alla spazzatura, ma il mio gusto corre più verso i pochi elementi nutritivi disponibili: arachidi, tonno, sardine, carne secca, pollo (arriva in un sacchetto di plastica).

Quando tutta la tua vita è limitata ad una cella e le cose che puoi fare o godere sono compresse in poche, limitate, attività (il cortile, le docce, la mensa, la posta e i pasti), ogni cosa assume un’importanza di dimensioni esagerate, e ti ritrovi ad anticipare ogni evento con un entusiasmo eccessivo che probabilmente comparirà comico per un osservatore obiettivo. Questo succede quando tutto il mondo è contenuto in una scatola di 2x2,5 metri (in realtà, le celle in Virginia sono circa 2,2 metri x 3,6 metri, che è una suite per gli standard di prigione).

Domani mattina è uno dei nostri giorni regolari “di cortile” (se non viene annullato per un motivo o un altro, il che accade spesso). Vado fuori e mi rilasso per 2 ore, prendo il sole e parlo con il mio vicino, Bill. E’ un ragazzo astuto molto forte e abbiamo molte conversazioni complesse e affascinanti. E’ stato di servizio in Europa (soprattutto Germania) per molti anni, e poi in Corea del Sud. Qui negli Stati Uniti ha lavorato al Pentagono su contromisure elettroniche (vale a dire, alla ricerca di “cimici” e microspie, la sua specialità). Ti ho già parlato di lui, ne sono sicuro. Ho vissuto accanto a lui per circa 2 anni e sono al corrente di tutti i suoi dettagli di legge e il suo caso, in generale, e devo dire che sono circa il 90% certo che Bill è del tutto innocente, e che la sua condanna sia stata decisa a tavolino. Non dico questo con leggerezza; nei miei 17 anni di fila e 30 anni di carcere facendo lavoro legale per gli altri ho incontrato solo pochi casi nel braccio della morte in cui ero convinto che il ragazzo fosse totalmente innocente. Il caso di Bill è uno che meriterebbe di essere analizzato su “24 hours” perché ha tutto: sesso (un triangolo amoroso), poliziotti corrotti, procuratori disonesti, prove fabbricate (e distrutte), tutti convergenti per mettere un ufficiale militare di tutto rispetto nel braccio della morte. Credo che la verità verrà fuori (già sta uscendo qualcosa), soprattutto perché ha la fortuna di essere seguito da uno studio legale di alto profilo (quello del padre di Bill Gates) e stanno scavando tutto lo sporco. Non c’è spazio sufficiente qui (e questo non è il posto, in realtà) per me, per precisare tutti i dettagli sordidi, ma segnati le mie parole: sentirete parlare di questo caso fino alla fine, e se c’è una giustizia un paio di investigatori e pubblici ministeri andranno in galera (che è una speranza forse troppo alta).

In ogni caso, domani, quando vado in cortile mi porto circa 10 fette di pane con me per nutrire gli uccelli di cui ti ho parlato. Mi piace stare con loro e provare ad imitare i loro versi: spesso mi rispondono (peccato che non possa capire il corvese!).

Bene, il pranzo è arrivato per cui finisco qui. Ti chiamerò questo weekend!

Ci sentiamo,
Bill