I ribelli dell’Esercito siriano libero (Esl), sostenuti dalla Turchia nell’ambito dell’operazione ‘Scudo dell’Eufrate’ lanciata stamani, hanno conquistato la città siriana di confine di Jarablus, da cui sono fuggiti i miliziani dell’Isis. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. I ribelli dell’Esercito siriano libero (Esl), sostenuti dall’esercito turco e dalla coalizione anti-Isis, sono entrati a Jarablus, la città nel nord della Siria sotto il controllo dell’Isis al centro di una massiccia operazione lanciata all’alba di oggi da Ankara. Lo riporta l’agenzia statale turca Anadolu. Alcune immagini della Cnn Turk mostrano il centro della città semi-deserto, facendo ipotizzare che diversi miliziani dell’Isis l’abbiano già abbandonata. “Alle 4 del mattino il nostro esercito ha avviato un’operazione contro le organizzazioni terroristiche Daesh (Isis) e Pyd” (curdi) in Siria, aveva annunciato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, in riferimento alla missione lanciata verso Jarablus. Dalla Siria aveva risposto il ministero degli Esteri siriano, citato dalla Cnn Turk, con un avvertimento “lo sconfinamento dei carri armati turchi è una violazione della nostra sovranità”.

Prima di Jarablus i ribelli nella loro avanzata sono riusciti a strappare all’Isis quattro villaggi nel nord del paese: Keklice, Kivircik, Evlaniye e Guguncuk. Secondo l’agenzia Dogan, i ribelli hanno anche ucciso 46 combattenti dello Stato islamico con l’appoggio dell’esercito di Ankara