Elezioni europee 2019 a Venezia, il futuro potrebbe essere meno verde di quello che sembra.

Un breve racconto, dati alla mano, per chi ha bisogno di sentirsi ancora speranzoso.

Venezia è sì assediata da un mare verde (Verde Lega), ma la realtà è ben più frammentata, con i partiti di Centro Sinistra e le Sinistre che tengono duro nelle sezioni elettorali più centrali. E soprattutto con un potenziale politico non espresso dalla votazione.

La Lega ha accentrato il 37% dei voti nel Comune di Venezia, un primato che supera la media nazionale in un Comune in cui, alle ultime elezione europee del 2014, la Lega (allora Nord) aveva ottenuto meno del 7%.

Nonostante questi numeri, la vittoria non è stata un’ondata omogenea e, così come su molti altri temi, il territorio comunale si è spaccato. Nel Centro Storico, la Lega si “è fermata” al 29%, mentre nella Venezia litorale della municipalità di Lido-Pellestrina è arrivata fino al 41%.

Una città spaccata

Dividendo i partiti in 2 macro-schieramenti politici, quelli di Centrosinistra + Sinistra (colore rosso) e quelli di Centrodestra + Destra (colore azzurro), e mappando i voti da loro ricevuti, ci accorgiamo di un’interessante dinamica Centro-Periferie. I centri sono più rossi in termini assoluti: il centro di Venezia (soprattutto Dorsoduro) si staglia come un vibrante cuore rosso in un mare di azzurro. E i centri sono più rossi anche in termini relativi: le zone centrali del Lido e della Terraferma non saranno rosso sgargiante, ma sono comunque più rosate o di un azzurro più chiaro, rispetto alle sezioni che sono ai margini della mappa.

Nota: Se qui sotto vedi un quadrato nero invece della mappa, clicca sul pulsante “Show Embed”. Non è nulla di pericoloso, solo che trattandosi di un contenuto esterno alla piattaforma in cui è scritto l’articolo, la mappa non viene visualizzata in automatico.

Il vero vincitore è un partito che non esiste

L’immagine di un’Italia tutta verde Lega dal Nord al Centro ha dominato le pagine dei giornali e del web delle ultime ore.

Mappe delle elezioni a livello comunale, provinciale e regionale. Fonti YouTrend, TPI e Il Sole24Ore

Dopo il comprensibile sconforto iniziale, la cosa più importante è ricordarsi di mettere questi numeri sul “successo travolgente” della Lega nel giusto contesto.

Il 33,4% degli italiani è con Salvini? Falso. Un italiano su tre ha votato Lega? No, nemmeno un avente diritto su 3 ha votato Lega.

Prendiamo Venezia: l’affluenza alle urne è stata del 57,6%, un notevole aumento dal 42,50% del 2014, e una cifra superiore persino alla media Europea, che pure si stima attorno al 50% (il valore più alto registrato negli ultimi 20 anni).

Eppure, se a Venezia 42.093 persone hanno votato Lega, più del doppio — 87.563 — ha deciso invece di non votare nessun partito*. Un esercito grande come quello che si ottiene mettendo assieme i voti presi da i primi tre partiti — Lega, PD e M5S — che, persino in un’improbabile alleanza, arriverebbero “solo” a 87.580 voti.

*Conteggio ottenuto sommando le schede nulle o bianche al numero di persone iscritte a una sezione elettorale ma che non si sono presentate al voto.

In alcune zone di Venezia, come la sezione 84 che comprende S. Erasmo e Certosa, il 67% degli aventi diritti non ha assegnato il suo voto a uno dei partiti in lista, vuoi perché non si è presentato a votare o perché ha consegnato una scheda nulla/bianca. In questa sezione, la Lega di Salvini ha vinto con un risultato altissimo, ottenendo il 48% dei voti assegnati. S. Erasmo e Certosa una sacca di leghisti? No. Calibrando i voti sul totale degli aventi diritto la percentuale scende a 15%! Se abiti in zona, puoi rallegrarti un pochino. Non è che se vai al bar una persona su due ha votato Lega. Solo una su 6.

Nella sezione 212 di Chirignano-Zelarino, 3 aventi diritto su 4 non hanno assegnato il loro voto. Quel 40% di voti a Salvini diventa quindi rappresentativo solo del 9% degli elettori.

Un discorso analogo si può fare per moltissime zone della città, come mostra questa mappa sulla percentuale di aventi diritto che non ha assegnato un voto nelle varie sezioni del Comune.

Se clicchi sulle singole sezioni, puoi leggere come cambierebbe lì il valore percentuale assegnato alla lista vincitrice se venisse calibrato per il totale degli aventi diritto.

In tutte le sezioni elettorali di Venezia questo eterogeneo gruppo di non votanti supera in percentuale il partito che ha ottenuto più voti. Propongo quindi di ridisegnare le immagini proposte da molti analisti e giornalisti, che dipingono un’Italia e una Venezia dominate dalla Lega, perlomeno per dare un po’ di visibilità a quest’esercito a cui partiti esistenti non stanno dando voce, ma che pesa come il piombo: in fondo, dati alla mano, è il loro il messaggio più forte di queste elezioni.

Fonte: Elaborazione di Alice Corona su dati del Comune di Venezia

Dimenticarsi di queste persone che non votano, ma che non per questo sono prive di pensiero e agire politico, vuol dire gonfiare la forza di chi poi davvero forte non è. Vuol dire ignorare quelle “riserve di energia politica che, quando tornerà in circolazione, scompaginerà il quadro fittizio che alimenta la chiacchiera politica quotidiana, mostrando che questi rapporti di forza tra partiti sono interni a un mondo del tutto autoreferenziale” [WU MING].


Alcune note sparse

1a. “La Sinistra veneziana riparta da” … Santa Marta

Se allarghiamo lo sguardo a “tutto ciò che sta a sinistra del PD” c’è sicuramente di che rallegrarsi. Se Europa Verde, La Sinistra e il Partito Comunista fossero un unico partito, avrebbero ottenuto il 7,08% dei voti — contro un risultato nazionale del 4,95% — posizionandosi come quarto partito dopo il M5S (al 12,29%). 
Il caso più eclatante di questo successo potenziale è Santa Marta (sezione 47): qui questo immaginario raggruppamento di Sinistre avrebbe ottenuto il valore più alto di tutto il Comune, quasi il 15% dei voti totali. E invece la sezione è capitolata in mano alla Lega con il 33,67% dei voti.

1b. “La Sinistra veneziana riparta da” … La Giudecca

A livello nazionale e comunale si parla di una disfatta della Sinistra più radicale, frammentata nei partiti La Sinistra e Partito Comunista, nessuno dei quali ha superato lo sbarramento del 4%. Alcune sezioni elettorali veneziane hanno assegnato una percentuale di voti a questi due partiti ben sopra la media nazionale (di 2,7% per i due partiti combinati). In primo posto la Sezione 54 della Giudecca, con 8,26%.

2. E l’ondata nera?

Casa Pound e Forza Nuova messe assieme hanno ottenuto lo 0,3% dei voti assegnati, che si dimezza e diventa lo 0,17% se si considerano il totale degli aventi diritto. Un numero basso, che arriva a 1,4% del totale assegnato in alcune sezioni. Sono comunque 356 elettori, con una presenza diffusa in tutto il territorio comunale, con 186 sezioni su 256 con almeno un elettore che ha scelto uno di questi due partiti.

3. Cosa cambia per la Lega calibrando sul totale degli aventi diritto


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Fonte dei dati: tutti i grafici sono basati su dati del Comune di Venezia. Nello specifico, i dati sui voti in ogni sezione sono stati estratti dal .PDF Europee 2019 — voti di lista.pdf (in data 27/05/2019 06.26.31) e i dati sui confini geografici di ogni sezione e il numero di iscritti in ciascuna da qui (sono stati estratti in data 27/05/2019, ma non è specificata l’ultima data di aggiornamento).

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