<< CHI? CHE COSA? QUANDO? DOVE? PERCHE’? Beh, direi di no.>>
Impelagandoci allegramente nella selva oscura
Se fino a un mese fa i miei piedi poggiavano con attrito sull’ostinato impiantito della casa, custode celeberrima dei suoi abitanti e degli anni più caotici e marcanti della mia vita, ora mi ritrovo stralunata a sorseggiare un tè notevolmente speziato, in una stanza che non è la mia stanza, di un appartamento che non è il mio appartamento e, per rendere il quadretto ancor più destabilizzante (per me, più che per chi legge), in un’altra città: la città perbacco!
Non la “big apple”né alcun balzo al continente frizzante perché giovane e promettente (banalmente lo chiamano ancora America, o Americhe per i trapassati ancora presenti).
Ebbene, questo sradicamento totale — con traversata dell’Atlantico annessa — è ancora una recondita chimera che latita nelle prospettive allucinate della notte, sempre travagliata va da sé.
Mi sono inerpicata — in data 22 Settembre 2019 — dalla verde e pulsante Umbria, la quale ben si tiene stretta i suoi palpiti da pompa del Bel Paese, agli arti di quest’ultimo che macinano chilometri in vista del nord del nord, il più se stesso di se stesso; parliamo di Milano e della rincorsa all’Europa continentale.
Non casualmente ho introdotto una regione, la mia ed una città, poiché se la città in questione è Milano ogni altra si sarebbe sentita svilita al suo cospetto. Il capoluogo lombardo guarda dall’alto del nord, il basso del paese (centro o meridione, nessuna eccezione) con una boria che solo se sei figlio di Zeus è del tutto da giustificare. E Milano è la figlia prescelta, a sua volta madre di sangue o adottiva di frotte di cittadini e non, che si riversano su strade affollate a mo’ di corsie autostradali: E’ da tenere la destra o la sinistra? Passa lei o passo io? In breve si apprendono le regole e i trucchetti del mestiere, un ricettacolo spassionato di maniere non buone ma utili.
Altro momento conviviale dal quale non ci si può tenere alla larga se si è un pendolare o fuorisede (here i am), è la congestione gorgogliante gridolini e spintoni dell’ingresso nella stazione metropolitana: pannicelli caldi per il mio spirito infranto. Milano ci omaggia anche di questo.
Un impatto di tutto conto che opera sulle forme della mia vita e pian pianino s’insinua al di sotto della superficie. Cosa c’è da aspettarsi da una ragazza come me che sta studiando filosofia? Ben venga che ti trovi un lavoretto, non trovi? Poi tornerai a casa, non è vero? Spesso avrei sfoderato un cult: “Studio filosofia, so di non sapere e la ricerca non necessariamente è volta, in maniera esclusiva, alla tangibile produzione”. Che dire … anch’io provo compassione, talora.
Ma queste domande hanno protratta eco, si affastellano ad altri dubbi e spesso sono un come un cagnolino scodinzolante appresso.
Se fuggire costantemente dalla sindrome dell’impostore (la quale miete più vittime di un morbo contagioso) non arginerà la caduta nell’oblio, che strada prenderò o che strada traccerò? La solitudine aggrava la questione che rimane aperta. Farsi largo nel brulichio fluido della città non è un’impresa, ma farlo per poi ritrovarsi intonsi lo è. Qua iniziano i giochi, qua dove nessun portone è sprangato se sai porre le domande giuste al portinaio.
Per tanti mesi desideravo la formula, la parola chiave che aprisse a nuove stanze quando avrei dovuto mettere a fuoco le domande, ordirle con più finezza, così che potessero incidere come un fuso.
La mia domanda varrà, per me, molto di più di quello che lascerò su questi spazi come naturale prolungamento di quelle perplessità.
Ho deciso di iniziare a scrivere e, addirittura, di far vagare nei circuiti digitali dell’universo espanso (e in imperterrita espansione, a cui pare io stia dando manforte) del web, questa considerazione spastica ed altre che mi imporrò essere più lucide e organiche.
La cadenza di pubblicazione verrà col sopraggiungere di una certa consapevolezza.
E comunque, amo leggere di: filosofia, letteratura americana (sul podio) e narrativa generale (miscellanea vivente), riviste d’approfondimento mensili e settimanali. A singhiozzo seguo serie tv e cinema.
Buon ritorno ai vostri imbrogli,
Alessandra L.
