DOWNLOAD ZIP // Marracash — Persona MP3 Album Download
Marracash — Persona Album Download
Persona è il sesto album in studio del rapper italiano Marracash, pubblicato il 31 ottobre 2019 dalla Island Records.
Persona di Marracash vede luce oggi, giovedì 31 ottobre, una data particolare che coincide con la festa di Halloween e su cui si è generato un hype inverosimile, influenzato anche dalla lunga attesa su quello che sarebbe stato il dopo Status, il suo ultimo album ufficiale da solista, datato gennaio 2015.
Go To Download Free :> https://www.musiconfridays.xyz/p/persona-marracash-genre-release-date.html
Tracks List :
QUALCOSA IN CUI CREDERE — Lo scheletro (Ft. Guè Pequeno)
QUELLI CHE NON PENSANO — Il cervello (Ft. Coez)
APPARTENGO — Il sangue (Ft. Massimo Pericolo)
POCO DI BUONO — Il fegato
BRAVI A CADERE — I polmoni
NON SONO MARRA — La pelle (Ft. Mahmood)
SUPREME — L’ego (Ft. Sfera Ebbasta & tha Supreme)
SPORT — I muscoli (Ft. Luchè)
DA BUTTARE — Il ca**o
CRUDELIA — I nervi
G.O.A.T. — Il cuore
MADAME — L’anima (Ft. Madame)
TUTTO QUESTO NIENTE — Gli occhi
GRETA THUNBERG — Lo stomaco (Ft. Cosmo)
Dopo Status — arricchito dalla Vendetta Edition — è stato il turno l’anno successivo dell’ottimo Santeria in compagnia del sempre fedele Guè Pequeno ma poi poco altro, alcuni featuring di livello, la ri-edizione del suo album d’esordio e un continuo rimandare quell’annuncio tanto bramato da più di un milione di fan (almeno su Instagram) e che è arrivato il 10 ottobre con questo post:
Ventuno giorni dopo — e tanto parlare — ecco che Persona di Marracash è così disponibile in formato fisico (anche autografato) e digitale e noi non vediamo l’ora di metterlo in play, per capire cosa si son detti per la prima volta la persona Fabio Rizzo e l’artista Marracash, come anticipato da lui stesso nel primo trailer promozionale del disco.
Non è un progetto qualunque e lo si può capire proprio dal concept che vi è dietro: questo primo incontro è infatti stato messo in rima grazie a quindici brani, quindici parti del corpo di Fabio “utilizzate” per raccontare meglio Marra. Troviamo così il cuore, il polmoni, il cervello, ma anche il ca*zo e l’anima e per presentarceli ha scelto di non essere da solo.
Persona” di Marracash, per chi ama il rap italiano, era uno degli album più attesi dell’anno, se non il più atteso. Aspettative altissime, figlie di una carriera che ha sempre visto “The king of rap”, sin dall’omonimo gioiello del 2008, distinguersi dal resto del panorama hip hop nostrano per una capacità di scrittura inimitabile.
“Persona” è un disco densissimo di suoni e significati, un viaggio di carne e spirito alla scoperta della propria identità. A ogni brano è legata una parte del corpo, tutte insieme formano un Frankenstein. Quindici pezzi anatomici: denti, scheletro, cervello, sangue, fegato, polmoni, pelle, ego, muscoli, organi genitali, nervi, cuore, anima, occhi e stomaco. Le produzioni, in larga parte curate da Marz, sono perfettamente calibrate sul “brandello di sé” che il rapper vuole raccontare. E sono varie, per nulla stereotipate o confondibili. L’eterogeneità del lavoro si percepisce anche dall’uso degli strumenti: bassi, chitarre e perfino un sax, tutti suonati per davvero. Pur avendo diversi volti, “Persona” è granitico, piantato sull’idea di trasmettere pensieri personali, visioni politiche e vicissitudini di Fabio Bartolo Rizzo, l’uomo che è dietro l’artista. “Ho ucciso Marracash”, ha raccontato il rapper, che grazie alla catarsi di questo album si è liberato dalle ferite della depressione e di una relazione sentimentale definita “tossica”. Il disco è oscuro, ma non trascina verso il basso, non trasmette disperazione, ma anzi riscatto, rabbia, voglia di farcela. Ancora una volta. Quasi fosse il primo canto di un rapper, che invece è sulle scene da oltre dieci anni.
All’interno dell’album sono presenti nove featuring, nove persone a cui Marracash ha affidato un pezzo di se stesso: Coez, Cosmo, Guè Pequeno, Luchè, Madame, Mahmood, Massimo Pericolo, Sfera Ebbasta, tha Supreme. Sono tutti contributi riusciti in cui gli artisti coinvolti sono perfettamente integrati nella visione del rapper di Barona, al contrario di molti feat che vanno per la maggiore oggi, spesso slegati dal resto della canzone, quasi delle “rotture”. Qui, invece, i contributi impreziosiscono le canzoni di Marra, mettendone in luce sonorità e messaggi. Si alternano pezzi intimi come “Appartengo” a bombe di suoni e parole come “Poco di buono” dove si torna perfino a parlare di rivoluzione, il tutto partendo da un frammento di “Un ragazzo di strada” dei Corvi del 1966. Imprescindibile, per capire “Persona”, l’ascolto di “Quelli che non pensano”, che riprende dodici anni dopo l’immortale “Quelli che benpensano” di Frankie hi-nrg mc, rimodulando il bersaglio. “Tutto questo niente” è una canzone a tutti gli effetti che va oltre i recinti del rap, mentre “Greta Thunberg”, in cui si alternano provocazione e fame di trasformazione, è una gioia per le orecchie.
Le strofe tessute da Marra non sono esercizi di stile, appaiono lontanissime dal rap game, da quella voglia di dimostrare a tutti i costi di essere il migliore, annichilendo gli altri colleghi. Si guarda allo specchio, mette le mani dentro di sé, alla ricerca di un io più cristallino, in un mondo in cui tutto sembra crollare dilaniato dal consumismo e dall’apparenza contro cui si scaglia il rapper. Resta in piedi, nonostante le difficoltà. Gareggia con se stesso perché tenta di essere una persona migliore, prima che un artista. Per questo vince oggi come dieci anni fa. In “Poco di buono” canta “ci cago sul trono”. Ma rimane il re.
