I 20 migliori film del 2016 in 20 canzoni

Sono 564 i film usciti nelle sale italiane dal 1 gennaio 2016 a oggi. Un numero impressionante, che ha reso molto difficile la selezione di appena venti titoli in grado di rappresentare al meglio quest’annata cinematografica. Ho deciso di raccontare i film attraverso una playlist musicale, composta dalle canzoni più emblematiche usate nelle sequenze chiave delle pellicole presenti in classifica. I film presi in esame, salvo alcuni casi, sono usciti al cinema negli ultimi dodici mesi. Buona lettura e, da quest’anno, anche buon ascolto.

20 Conditor alme siderum — Agnus Dei
Rigoroso, ascetico e destabilizzante: la potenza espressiva di Agnus Dei si intuisce tutta già dalla sua prima sequenza. Uno splendido coro di suore benedettine, sulle note di Conditor alme siderum, viene dilaniato dalle urla di dolore di alcune sorelle costrette ad abortire dopo essere state violentate da uno squadrone di soldati dell’esercito russo. Non sempre convincente, soprattutto nella parte finale, Agnus Dei resta però una grande storia dedicata all'universo femminile, raccontata dalla regista lussemburghese Anne Fontaine con uno stile formale ed elegante al tempo stesso.

19 Big rock candy mountain — Room
Big rock candy mountain è un classico della musica folk, inciso per la prima volta nel 1928 da Harry McClintock. In questa toccante sequenza, la vincitrice dell’Oscar 2016 Brie Larson sussurra la canzone al figlio Jack per farlo addormentare. Il sogno di una moderna Cuccagna, descritto nel testo, è una splendida metafora del paradiso che i due personaggi immaginano fuori dalla stanza in cui si trovano rinchiusi. Un dramma di pura emozione, recitato in maniera impeccabile.

18 Sul bel Danubio blu — Il condominio dei cuori infranti
Il valzer più famoso di Johann Strauss è stato sdoganato sul grande schermo dall'insuperabile danza delle astronavi nel capolavoro di Stanley Kubrick 2001: Odissea nello spazio. Il regista Samuel Benchetrit riutilizza quella stessa musica in questo piccolo gioiello surrealista, visto purtroppo da pochissimi spettatori in Italia. L’astronauta Micheal Pitt finisce con la sua astronave sul tetto dell’appartamento di un’anziana signora e, per farsi venire a prendere, telefona alla Nasa che come musica del messaggio d’attesa ha, ovviamente, il valzer di Strauss. Un film corale pieno di citazioni, incentrato sulla solitudine e sui diversi modi che abbiamo a nostra disposizione per affrontarla.

17 The great beyond — Sausage Party
Solo la mente geniale di Seth Rogen e del suo team di amici e collaboratori poteva dar vita al cartone animato più irriverente dell’anno. La storia di una salsiccia in piena crisi esistenziale, diventa un viaggio incredibile alla scoperta del mondo che si nasconde al di là delle porte del supermercato. Si ride tanto, ma mai solo di pancia.

16 Isle of Wight — The Witch
Uno degli horror più inquietanti usciti quest’anno si rifà direttamente alle antiche leggende e tradizioni popolari dedicati alle streghe e il canto Isle of Wight ne è l’esempio perfetto. Come in un’inquietante storia narrata dai fratelli Grimm, The Witch ci tiene con il fiato sospeso dalla prima all'ultima inquadratura, ricreando un’atmosfera d’epoca davvero insolita per un film dell’orrore. Indimenticabile l’interpretazione della giovanissima Anya Taylor-Joy.

15 Cotton Eye Joe — Swiss Army Man
“Volevamo fare un film in cui la prima scoreggia facesse ridere lo spettatore e l’ultima lo facesse piangere.” I Daniels sono due dei registi più promettenti del cinema americano e il loro primo lungometraggio ne è la dimostrazione. Una storia irriverente di amicizia, amore e fratellanza musicata splendidamente dai Manchester Orchestra che hanno scomposto grandi classici della musica pop, arrangiati poi “a cappella” dai protagonisti del film Paul Dano e Daniel Radcliffe. Presentato alla Festa del cinema di Roma, meriterebbe di arrivare presto anche nelle nostre sale.

14 Home is where it hurts — E’ solo la fine del mondo
Non sbaglia un film il talento del cinema canadese Xavier Dolan. E’ solo la fine del mondo non raggiunge i livelli del suo capolavoro Mommy ma è comunque uno struggente dramma d’interni, pervaso da una tensione costante e musicato in maniera impeccabile. Il brano di Camille apre il film facendo da preludio alle pene che attendono il giovane protagonista in questa intensa apocalisse domestica. Maniacale la cura per i dettagli, titanica l’interpretazione di Vincent Cassel.

13 Up — Sing Street
Dopo gli splendidi Once e Tutto può cambiare, John Carney mette a segno un altro film che colpisce dritto al cuore. Le vicissitudini della giovane band irlandese Sing Street alle prese con tormenti amorosi, problemi adolescenziali e tanta buona musica, sono una delle storie più riuscite di quest’anno. Incredibile la colonna sonora, sempre in dialogo tra canzoni originali e hit Anni 80. Un grande film sulla fratellanza e sul coraggio di portare fino in fondo le proprie passioni.

12 Sail — Veloce come il vento
Lo chiamavano Jeeg Robot e Perfetti Sconosciuti sono i film che, a detta di molti, hanno segnato di più il cinema italiano nel 2016. A mio modesto parere però, Matteo Rovere ha confezionato un’opera praticamente perfetta. Muscolare, tecnica e allo stesso tempo piena di cuore ed emozioni. Straordinari Stefano Accorsi e Matilda De Angelis. Awolnation e la sua Sail in sottofondo fanno venir voglia di mettersi subito al volante. Un grande cult italiano.

11 Hello stranger — Moonlight
Grande cinema firmato Berry Jenkins. Moonlight è uno dei film più potenti di questa stagione, una storia d’amore e sofferenza capace di lasciare lo spettatore con il cuore a pezzi. L’incontro tra i due amanti protagonisti sulle note di Barbara Lewis è uno dei momenti di cinema più alti del 2016. Una Vita di Adele al maschile, già vincitore di tantissimi riconoscimenti. In Italia arriverà nei prossimi mesi.

10 Jeepers Creepers — Café Society
Woody Allen al suo meglio per raccontare una malinconica storia d’amore nei gloriosi Anni 30. Crogiolarsi nel rimpianto di ciò che avremmo potuto essere non è mai stato così piacevole. Imperfetto e banale nella prima parte, splendido nel finale. La fotografia di Vittorio Storaro dà all'opera un valore aggiunto, l’alba a Central Park è la scenografia perfetta per una sequenza indimenticabile. La nostalgia al cinema non è mai stata così dorata.

9 Shelter From The Storm — Steve Jobs
Prima di ricadere nella spirale cult di Trainspotting, il fluviale Danny Boyle ci ha regalato, a inizio anno, uno splendido esempio di cinema umano, ritraendo alla perfezione il lato oscuro di Steve Jobs. Genio burbero ed egocentrico, rappresentato qui come un eroe shakespeariano costretto a interpretare il dramma della sua esistenza. Sublime prova d’attore di Michael Fassbender, sceneggiatura divisa in tre atti da Oscar e la voce di Bob Dylan sui titoli di coda sono gli elementi chiave di uno dei migliori biopic del ventunesimo secolo.

8 Silent Night — The Hateful Eight
Che abbia copiato o meno i Subsonica, Ennio Morricone è stata una delle migliori cose capitate all'ottavo film di Quentin Tarantino. Un western “da camera” diretto splendidamente e interpretato in maniera sontuosa da tutti i suoi protagonisti. Riportando in auge i fasti delle pellicole in 70 millimetri, Tarantino nobilita ancora una volta la settima arte, salvo poi contaminarla con i suoi tipici deliri splatter. La versione strumentale di Silent Night accompagna uno dei momenti chiave del film e ci fa capire ancora una volta quanto Tarantino riesca (quasi) sempre a regalarci grande cinema.

7 Si no te vas — Julieta
Dopo Woody Allen, un altro grande ritorno al cinema è stato quello di Pedro Almodovar che con Julieta ha diretto una storia essenziale, passionale e struggente. Un film di puro sentimento, girato con misura ed eleganza alla scoperta dei dolori più profondi nell'animo di una madre. E se Almodovar è tornato a essere una conferma per il cinema contemporaneo, la splendida Adriana Ugarte è invece una giovane promessa che avremmo voluto conoscere molto prima.

6 The Demon Dance — The Neon Demon
Refn raggiunge l’apice del suo cinema con un clamoroso insieme di citazionismo e manierismo formale. Le sue modelle emanano un’aurea terrificante sotto le fredde luci al neon che trasformano la bellezza “nell'unica cosa che conta”. Estetica cinematografica al servizio di una macabra parabola che strizza l’occhio alla nostra ossessione per l’apparire. Cliff Martinez e Julian Winding martellano le immagini a colpi di musica elettronica e il risultato finale è un film tanto controverso quanto meraviglioso.

5 Wayward Sisters — Animali Notturni
Il secondo film da regista di Tom Ford si apre con una spiazzante esibizione di corpi nudi e obesi che si muovono in slow motion sulle note di questo brano. E’ un incipit che richiama, per certi versi, il cinema di David Lynch ed è l’unica parte originale della storia creata da Ford, che in realtà si ispira allo straordinario romanzo Tony & Susan di Austin Wright. Un thriller psicologico elegante e profondo in cui svettano le interpretazioni maestose di Amy Adams e Micheal Shannon.

4 Sweet child o’mine — Captain Fantastic
La vera sorpresa di questo 2016 è il nuovo film del regista di American Psycho Matt Ross che, evitando il rischio di dirigere una brutta copia di un film di Wes Anderson, gira una storia ispirata alla sua esperienza di vita personale su una famiglia incredibile, capeggiata da Viggo Mortensen. La scena più toccante arriva sulle note intramontabili dei Guns N Roses. Cinema fresco e vitale dove più che allo stile si bada alla bellezza della vita quotidiana e alla semplicità dei piccoli gesti carichi di attenzioni.

3 You’re my sunshine — Dark Night
Prendere un fatto di cronaca e trasformarlo in uno straordinario affresco cinematografico dedicato al disagio giovanile della provincia americana. Si potrebbe riassumere così l’ultimo film di Tim Sutton che, partendo dalla strage di Aurora in Colorado (dove dodici persone vennero uccise da James Holmes alla prima proiezione de Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan), si trasforma in un potentissimo atto d’accusa contro la violenza giovanile e l’uso di armi negli States. Non un documentario, né un film di finzione, Dark Night è semplicemente un’opera unica nel suo genere. Un film dove dietro l’innocenza si nasconde la brutalità inaspettata e dove la noia finisce per sfociare sempre nella violenza insensata. Sconvolgente.

2 Neruda
Non servono musiche o canzoni quando le parole suonano così bene da sembrare musica. Pablo Larrain conferma il suo sconfinato talento dietro la macchina da presa raccontando, come mai nessuno aveva fatto prima, la vita del poeta Neruda, inserendola nell'eterna e simbolica disputa tra verità e finzione. Un biopic allegorico, in cui la voce del poeta diventa la voce del popolo che combatte l’oppressione di una burocrazia che sogna sempre un ruolo da protagonista, ma viene legittimata solo nel momento in cui il popolo e il Poeta ne parlano. Un capolavoro carico di bellezza e intelligenza.

1 La Primavera — Io, Daniel Blake
Come ne Il condominio dei cuori infranti, anche Ken Loach si diverte a usare un citazionismo intelligente nelle musiche telefoniche registrate. La primavera di Vivaldi accompagna qui le attese infinite del vessato Daniel Blake, lavoratore in lotta contro il sistema sanitario britannico. La sua straordinaria umanità è l’immagine più vera e commovente che il cinema del 2016 è riuscito a regalarci, un personaggio per molti aspetti simile a ognuno di noi. Un cittadino, niente di più, niente di meno. Il neorealismo moderno di Loach dà vita a un’opera semplice, poetica e struggente che ci racconta le difficoltà della vita e ci insegna a non perdere mai il rispetto verso noi stessi.

Alvise Wollner