Torno su Medium

E vedo che ci sono stati un po’ di cambiamenti. C’è innanzitutto un logo nuovo (non me ne vogliate, ma non mi piace). Poi qualche novità nella scrittura, come le menzioni. Nulla da eccepire.

Perché ho “abbandonato”?

Avere un blog è sempre stato un mio grande desiderio: scrivere, leggere, essere letto, condividere ed essere condiviso. E mi faccio prendere spesso dall’entusiasmo iniziale, la novità mi attira. Ho bisogno di provare, credere in quello che faccio. E, lo ammetto, all’inizio ci credo.

Credevo che Medium potesse essere davvero la svolta, che una comunità già avviata potesse rappresentare un vero trampolino di lancio verso qualcosa (di ignoto, ovviamente). Ma… Dov’è la comunità?

Ora sento che verrò preso a bastonate (virtuali, s’intende).

Non ho trovato ciò che mi aspettavo: è ancora presto, in pochi in Italia conoscono la piattaforma e se non hai già una scia di lettori al tuo seguito, se non hai ancora ben chiaro quale sia la tua nicchia, allora Medium non è per te.

Personalmente ho scelto un’altra strada. Insieme ad un amico ho deciso di aprire un blog, abbiamo acquistato dominio e hosting, installato WordPress e cominciato da zero. Abbiamo scelto di lanciarci in un ambito definito ma ampio: il web e la comunicazione. Di fatti il nostro motto è Connect, create, communicate.

Banale, ma racchiude tutto quello di cui vogliamo occuparci:

  • connect perché vogliamo essere sempre connessi al mondo, tramite Internet e i social network;
  • create perché vogliamo aiutare chi non è ancora a conoscenza delle potenzialità del web a creare una propria rete ed aumentare le proprie connessioni;
  • communicate perché vogliamo imparare (ed insegnare, quando possibile) le tecniche migliori per comunicare con gli altri, per fare marketing, per creare, attraverso le parole e le immagini, quell’alchimia che lega tra di loro le persone.

Non vogliamo sembrare pretenziosi, ma, come tutti, abbiamo dei sogni e stiamo cercando di realizzarli con quei pochi ma potenti mezzi che sono alla nostra portata. E questi mezzi possono essere trovati tutti all’interno di una sola cosa: Internet.

Ciò che ho capito durante gli anni che ho speso a navigare da un sito all’altro, ad aprire e chiudere blog e siti di vario genere, è questo: non si smette mai di imparare e, per imparare bene, bisogna provare, fallire, rialzarsi e fallire di nuovo. E non perdere la speranza, senza la quale il fallimento rimarrebbe solo una ferita impossibile da guarire.

Non voglio comunque concludere questo articolo avendo gettato solo fango su Medium: è una piattaforma ben diversa e più completa e professionale rispetto ad altre molto più conosciute e dà sicuramente una chance in più per essere conosciuti (con i giusti accorgimenti).

Io cercherò di essere ancora presente, nel frattempo puoi trovarmi su Syderso.com (si pronuncia sàider-so, all’inglese) e spero di trovare anche te lì, magari nei commenti o in un’e-mail critica o tra gli iscritti alla newsletter.