Io (non) sto con Uber (3)


Io non sto con Uber ma con l’innovazione e con la libertà di scegliere. Sempre.

Secondo me qui devo tornare al precedente argomento: le minoranze.
Le ragioni del singolo, del gruppo, della lobby, gli interessi particolari di qualcuno sono spesso chiari, comprensibili, a volte anche giustificati.
Chi ha un taxi ha pagato una licenza, ha delle tariffe, rispetta delle regole, ci paga delle tasse (?!), perché dover rischiare ed entrare in un mercato aperto, rivedere le regole e mettere in discussione la propria posizione di vantaggio, se non di monopolio?

Ma se queste esigenze, se questi interessi particolari si scontrano con quelli della maggioranza, dell’utente, del cittadino qualunque in questo e molti altri casi, cosa bisogna fare?
Quando le regole sono obsolete, cosa fare?
Quando il legislatore vive un evidente gap culturale con la realtà che corre più veloce, cosa è giusto fare?
C’erano le carrozze quando arrivarono le auto, non sarà stato bello per chi produceva carrozze o chi gestiva servizi su carrozza. Chissà che scioperi.
C’erano i compact disc quando arrivò la musica digitale, immagino chi aveva appena comprato un mega masterizzatore da milioni di lire.

Piaccia o non piaccia le regole vanno adeguate sempre e costantemente al presente.
Chi ci governa può fare viso a cattivo gioco per un po’ per limitare i danni (perdere decine di migliaia di voti) ma le regole andranno presto adeguate.
È necessario andare avanti, sempre.
Che i taxi siano su MyTaxi, su Uber, su Hailo, al Radiotaxi o qualsiasi altro libero aggregatore (magari non in mano a chi chiede l’esclusiva).

Ogni riforma che aprirà al futuro (presente) andrà a sbattere contro un gruppo, una lobby, una casta, un interesse particolare: hotel, ambulanti, trasportatori, farmacie, avvocati, notai, petrolieri — tanto per dirne qualcuna.

Chiariamo, il Milleproroghe non è la risposta. Vuole spostare solo il problema ma non lo affronta.

Che i tassisti protestino (legalmente e civilmente, senza violenza e saluti fascisti) ci sta, è legittimo. Dovranno farlo di continuo perché prima o poi arriverà una legge che accoglierà il futuro (che ormai sarà passato).
Intanto Uber continuerà a spopolare.
Ma è anche corretto che i governi prendano in mano la situazione e abbiano il coraggio di resistere alle proteste. Resistere agli interessi particolari.