Flavio Tosi: da simpatizzante di estrema destra ad aspirante democristiano

26 febbraio 2015
Com’è cambiato Flavio Tosi. Ai tempo delle comunali di Verona del 2012 si parlava soprattutto della sua vicinanza con l’estrema destra. Una situazione certo non unica nella Lega Nord (Mario Borghezio e Giancarlo Gentilini non hanno mai nascosto le loro simpatie, per dirne solo due), ma che lo aveva portato anche ad avere qualche attrito con Umberto Bossi, infastidito dalle troppe bandiere tricolori che spuntavano nei simboli delle liste civiche che apoggiavano la sua candidatura a sindaco.
Non è una novità che Tosi sia stato vicino all’estrema destra veronese, e d’altra parte nel suo curriculum vanta una condanna per “propaganda di idee razziste” e la proposta di piazzare un nostalgico del Duce a capo dell’Istituto storico della Resistenza di Verona, tale Andrea Miglioranzi. E proprio questo Miglioranzi è stato capofila di quella squadretta di squadristi di cui il sindaco si era circondando — sfruttando le liste civiche — in vista delle elezioni comunali di Verona, come aveva spiegato a suo tempo l’Espresso.
Sono passati tre anni, nel mondo della Lega Nord è cambiato tutto, e oggi troviamo Flavio Tosi “aspirante democristiano”.
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