I tre cervelli: perché facciamo le cose che facciamo

Perché compriamo i pomodori al banco del signor Gianni e non da Alberto, che li fa anche a meno? Cosa ci spinge a cliccare su un link e ignorare quello vicino?

Da ormai un secolo la neuropsicologia studia il cervello umano nel tentativo di capire perché facciamo le cose che facciamo.

Quello che sappiamo è che i nostri comportamenti, tante decisioni e scelte, sono determinate da processi mentali spesso inconsapevoli.

Il nostro cervello è un organo complesso - anzi, molto complesso: perché di cervelli non ne abbiamo uno solo, ma addirittura tre:

  • il cervello antico o rettiliano;
  • il sistema limbico o sotto-corticale;
  • il neo-cortex o corteccia cerebrale.

Il cervello antico ci parla di sopravvivenza: controlla lo spazio che ci circonda e decide cosa è sicuro e cosa no. Gestisce tutto quello che chiamiamo a volte automatico a volte involontario: digerire, respirare, muoverci.

Il sistema limbico si occupa delle emozioni: ci fa sentire, e queste emozioni sono alla base di molti comportamenti — ad esempio quelli di acquisto.

La corteccia è invece legata al linguaggio, alla lettura, alla musica, ai pensieri, ai progetti. Grazie alla corteccia stai leggendo questo post.

“Quello che ci rende umani sono questi tre cervelli. Ma poiché la corteccia è l’unica della quale siamo consapevoli, pensiamo sia la più importante. I processi del nostro sistema limbico (le emozioni) e di quello antico (le funzioni automatiche) sono perlopiù inconsapevoli, ma qui viene il bello: il nostro comportamento e le nostre decisioni dipendono sopratutto da loro”.
(Susan M. Weinschenk — Neuro Web Design)

I nostri tre cervelli ci rendono umani e ci dicono che le nostre scelte dipendono da automatismi e da emozioni. Molto più che da processi consci.

Continueremo a parlarne qui, e per chi volesse approfondire anche dal vivo il 7 aprile a UXUniversity a Roma.

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