WestWorld finale di stagione

[5 Dicembre 2016]

Il finale di stagione di WestWorld ci regala tantissime emozioni e nuovi spunti di riflessione.
Il percorso di Dolores arriva finalmente a una conclusione, Maeve compie una mossa inaspettata, Robert Ford ci sorprende …
Ma andiamo con ordine.

Dolores

Tutto il discorso sulla sofferenza che fa Ford a Bernard a 10 minuti dalla fine conferma una delle ipotesi che avevo pensato alla ottava puntata: la crescita (e quindi la coscienza e in conseguenza, la libertà) attraverso il dolore… E Dolores è la chiave, è lei quel Wyatt che l’uomo nero va inutilmente e vanamente cercando ed è lei il centro del labirinto, è lei la voce interiore nella sua testa… e nella sua ricerca c’e’ alla fine la piena realizzazione della propria coscienza. Nella scena più importante Dolores finalmente libera guarda se stessa come in uno specchio e la sua identità diventa unica, non più frammentata in schegge di memoria, non più separata, divisa.
Una presa di coscienza reale e attraverso una ricerca interiore, non “indotta” come in Maeve (qualcuno ha programmato la sua ribellione).

No, Dolores in questo è unica. E’ lei il primo essere senziente del parco, è lei che soffre (omen nomen) e che alla fine riesce a trovare il labirinto e infine se stessa. Un essere vivo, autonomo, cosciente. 
Per raggiungere questo Dolores (anche i nomi non sono mai un caso in WW) attraversa una odissea umana di trent’anni, in una prigione fatta di violenza e abuso che ricorda molto quella altrettanto straziante di “A.I. Artificial Intelligence” di Spielberg/Kubrick.

Robert Ford

In questa ultima puntata Ford si rivela contrariamente a quello che ci hanno fatto credere gli autori, come colui che libera alla fine gli automi dal loro destino di schiavitù. Un ribaltamento di prospettiva sul personaggio che arriva abbastanza sorprendentemente ma non del tutto inaspettato visto il mistero che circonda fin dall’inizio la sua figura. In uno dei momenti chiave della puntata dice a Bernard:

Bernard, vuoi sapere il vero motivo per cui
ti ho dato il retroscena di tuo figlio?
Era l’idea chiave di Arnold:
quello che porta le Attrazioni
a risvegliare la coscienza…
la sofferenza.
Il dolore causato dal fatto che questo
mondo non è come lo vogliamo noi.
È stato quando Arnold è morto,
quando ho sofferto, che io…
ho cominciato a comprendere
cosa avesse scoperto.
A capire che avevo sbagliato.
[…]
Bernard, te l’ho detto, Arnold
non sapeva come salvarvi.
Io sì.
Vi serviva tempo.
Tempo per comprendere il tuo nemico.
Per diventare più forti di loro.
E temo che, per fuggire da questo posto,
dovrete soffrire ancora.
E ora…
è tempo di dirci addio,

La pietra angolare di Bernard: il figlio… l’esperienza senza la quale non puoi esistere. Ci vuole un’esperienza (una pietra angolare appunto) intorno alla quale costruire una personalità. Senza di quella crolla tutto.
Per Bernard è il ricordo del figlio (ed è una vera storia, è il figlio del suo amico Arnold), per Maeve è la figlia, per Teddy è Dolores e così via.
Dolores anche in questo è unica: non ha una pietra angolare in una esperienza impiantata e per questo la sua ricerca è stata la più lunga e difficile.

Ford sceglie di uscire di scena in modo analogo a quanto ha fatto il suo amico Arnold. Sarà effettivamente morto? Oppure lo ha fatto credere facendo sparare a una sua replica? Lo scopriremo solo nella prossima stagione…

William

Nel finale scopriamo che lo scopo di William è molto banalmente quello di avere un gioco non truccato nel parco, egli sirivela a Dolores raccontando di come abbia trovato se stesso, diventando semplicemente un cinico e un violento. E’ anche come si è capito uno dei principali azionisti di Delos, azienda che possiede il parco. Non si rende conto che non esiste nessun Wyatt, che il labirinto è una metafora, un luogo simbolico che non apparterrà mai a lui. A questo proposito Dolores in un dialogo molto importante che prefigura un mondo dominato dagli androidi gli dice senza essere capita:

Si dice…
che un tempo, in questo mondo,
vagassero delle bestie maestose.
Grandi come montagne.
Ma di loro, oggi, rimangono
soltanto ossa e ambra.
Il tempo è in grado di cancellare
persino le creature più potenti.
Guarda come ha ridotto te.
Un giorno morirai.
E giacerai nel fango
insieme a quelli come te.
I tuoi sogni verranno dimenticati,
le tue azioni terribili cancellate.
Le tue ossa diverranno sabbia.
E su quella stessa sabbia…
camminerà un nuovo dio.
Un dio immortale.

In una delle ultime scene vediamo William fronteggiare l’esercito degli host e sul suo volto si accende il ghigno di chi pensa di gettarsi in una lotta ad armi pari.

Maeve

Maeve compie il suo piano riuscendo alla fine a salire sul treno. Ma chi ha programmato la sua ribellione nel codice? Perché? Rimane tra le domande senza risposte, così come il motivo per cui all’ultimo momento decide di rimanere. Non può essere evidentemente solo il ricordo (impiantato!) della figlia: deve esserci di più. La speranza di vedere fuori dal parco attraverso i suoi occhi si infrange alla stazione, nella quale decide di fare dietrofront.

Domande irrisolte

Le questioni aperte sulle quali basare una nuova serie sono le seguenti:

  • Ford è veramente morto o no?
  • Se è morto, chi è che sta costruendo da diverse puntate?
  • Chi ha programmato Maeve e qual’e’ il suo piano?
  • L’uomo in nero sopravvive?
  • Chi altri sopravvive alla strage?
  • Che fine ha fatto Logan?
  • Dolores si metterà a capo dei ribelli?
  • Dov’e’ realmente WestWorld e qual’e’ il suo scopo?
  • Quanti parchi esistono oltre a WestWorld?

Sul luogo possiamo ragionevolmente ipotizzare che si tratti di un’isola. Bernard dice a Maeve che la sua fuga è scritta nel suo stesso codice: trovarsi alleati, ingannare, fuggire e poi una volta arrivata sulla terraferma… Ecco questo riferimento alla terraferma fa ipotizzare che si possa trattare di un’isola (nel codice si legge “mainland infiltration”). Il treno evidentemente deve passare sottoterra o sotto il mare… (ecco spiegata la decompressione ai tempi di William).
Sugli scopi del parco non sappiamo altro. Ma durante la fuga di Maeve veniamo a conoscenza che i parchi sono più di uno (come nel film di Crichton) e uno di questi si chiama SamuraiWorld (ha SW come logo e nei laboratori ci sono molti host orientali in costumi tradizionali che si esercitano con le spade). La figlia di Maeve stessa si trova nel Parco 1, settore 15, zona 3.

L’ingresso nel Samurai World…

Il fatto che uno dei parchi sia “Samurai World” fa salire le ipotesi che il mondo sia un mondo distopico. Se infatti ha senso un parco sul vecchio west in quanto nell’immaginario collettivo, un parco cosi’ settoriale come quello sui samurai, potrebbe essere correlato all’idea che il mondo sopravviva preda di grandi corporazioni (alcune per es. orientali).
Ma ovviamente è troppo presto per dirlo.

Sulla fine di Logan, un amico (grazie Dave) ipotizza la sua morte. 
Anche gli animali creati nel parco come gli host potrebbero verosimilmente avere la carica esplosiva di sicurezza. 
William lo porta al confine e poi legato al cavallo lo manda oltre…

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