PIL — Prodotto infelice lordo

Il PIL (prodotto interno lordo) non è null’altro se non la misura della produttività di una nazione.

In verità sta diventando, in questa coda di modello capitalistico che non vuole morire, l’indice di misurazione dell’infelicità di una nazione.

Perchè se hai il PIL basso, devi sentirti triste e depresso perchè il tuo Paese non cresce e se non cresce allora se sei in Europa cominciano a tenerti d’occhio e magari ti guardano con la lente di ingradimento il debito e i conti. E da cosa nasce cosa, come quando ti fermano i carabinieri: vuoi che non trovino una luce bruciata o qualcosa di simile? E allora si innesca un meccanismo per cui sei sotto controllo fino a che non dimostri una stato di supersalute. Per guarirti quindi cosa fanno? Una cura dimagrante alla “Make Over Diet Edition”, ovvero lavorate, non andate in pensione, riducete i costi per la sanità: in una parola austerity.

Non parliamo poi se il PIL è negativo, allora entra in campo anche la BCE, detta Doctor Euro, e la cosa diventa ancora più seria. Compro debito se tu segui le regole del Doctor Europa. E da lì il Paese si sente un malato terminale quando forse sta solo seguendo le regole della natura: non si può crescere per sempre.

Forse sarebbe ora di cominciare a dirsi la verità:

  1. non si può consumare all’infinito
  2. non si può crescere all’infinito
  3. il PIL non può essere un misuratore di produttività efficace per far progredire l’umanità
  4. il capitalismo ha quasi raggiunto il suo capolinea, che è stato spostato facendo diventare consumatori 1 miliardi di cinesi e 1 miliardi di indiani, a discapito della nostra povera madre Terra che viene consumata come fosse un formaggio dal topo

In fondo siamo nell‘antropocene, ovvero in quell’epoca in cui l’uomo ha iniziato ad incidere così tanto sull’ecosistema Terra da diventare lui il generato di situazioni spiacevoli (come lo scoglimento dei ghiacci). Sarà l’uomo con il suo capitalismo a definire la prossima era glaciale o di surriscaldamento, a decretare lo sparire di intere famiglie di animali e piante, a distruggere la terra su cui cammina.

Sembra che se continuerà ad essere il PIL il metro di misura, e la sua non crescita con nomi orribili tipo stagflazione, regressione, depressione invece che con il suo nome corretto, ovvero normalità, andremo proprio in quella direzione.