Welfare o Malfare

In Italia ogni 3–6 mesi si parla di alzare l’età pensionabile. Questo perchè i pagatori (detti anche lavoratori) sono sempre meno (nonostante il bilancio positivo dell’apporto degli immigrati, come dice Boeri) e i creditori (i pensionati) sempre più. Questo grazie al periodo del baby boom, grazie alle migliori tecnologie, alle migliori condizioni di vita, al supporto dello Stato, insomma al welfare.

Quello che sta però chiedendo la società alle persone nate dagli anni 70 in poi che lavorano è questo:

  1. lavorare sempre di più
  2. lavorare in condizioni sempre più ridotte di tutela
  3. lavorare con la massima flessibilità
  4. lavorare con la massima capacità di reinventarsi ogni giorno
  5. lavorare con la massima apertura al cambiamento
  6. lavorare con la voglia di fare sempre cose nuove e alla massima velocità

Questo non è naturale per l’essere umano, tanto è vero che, a mio avviso, abbiamo raggiunto la massima speranza di vita di possibile e ci sarà una regressione negli anni a venire dovuti alle malattie cardiocircolatorie (che sono la prima causa di morte nel mondo) ovvero allo stress.

I ritmi e la velocità del mondo del lavoro stanno consumando ogni persona molto velocemente sia a livello fisico che psichico.

Se prima quindi, ipotizzando che il lavoratore sia una candela, si arrivava alla pensione quando la candela, accesa il primo giorno di lavoro, era ancora a 3/4 e si avevano energie e voglia di godersi una bella pensione calcolata con il retributivo, oggi la candela si spegne prima di arrivare alla pensione. Questo come detto per i ritmi troppo veloci del mondo del lavoro e per il continuo aumento dell’età pensionabile.

Il tutto comporta che il lavoratore-candela sia consumato a 55–60 anni o anche prima, sui 40-50. A questo punto (se non prima visto che le statistiche parlando di grande uso di psicofarmaci anche in età precedente tra le ex middle class europee e usa) il lavoratore si appoggia al sistema sanitario per mantenere un equilibrio fisico e psichico e cercando di arrancare fino alla pensione.

Questo genera costi per il sistema Paese. Per cui, con lo scopo di risparmiare sulla pensione alzando l’età pensionabile in verità si generano costi derivanti dal logorio anticipato dei lavoratori che poi devono rimanere nel mondo del lavoro ancora 10–15 anni dopo lo sfinimento totale.

Inoltre, questo “inchioda” delle persone poco produttive (essendo sfinite ovvero finite come la candela) al mondo del lavoro, rendendolo poco efficiente e poco produttivo, riducendo il turnover e abbassando l’indice dello star bene mondiale secondo gli economisti, ovvero il PIL. Il tutto in una ruota che non mi sembra dia valore aggiunto, se non sui fogli excel di qualche burocrate e/o tecnopolitico forse troppo attento ai soli numeri.