Bere Liquori

aperitavìti? nooo! aperitivi? siii! (cit.)

il 16 marzo sono stato ad una manifestazione di settore, il settore degli sbevazzoni: Aperitivi & Co Experience alla pelota di Milano, organizzata da Bartender.it

Visto che la conoscenza è la vera ricchezza ho deciso di scrivere un breve resoconto e condividerlo qui su Medium visto che mi sembra che sia qui che su Twitter ci siano tanti assetati.

3 AREE

Come in tutte gli eventi di settore gli stand sono pieni di “assaggi” e di tecnici che presentano e spiegano prodotti nuovi (o antichissimi), oltre a questa area, la più grande, c’era un bar che presentava piacevoli cocktail “sbagliati” ovvero con varianti: tutti equilibrati; da segnalare in questo frangente la forte presenza del Pisco, un’acquavite sudamericana tutelata da due denominazioni di origine. La terza area era dedicata ai seminari, ho partecipato agli ultimi due: quello di Erik Lorincz (American Bar Hotel Savoy, Londra) e di Dario Comini (Nottingham Forest, Milano) che praticamente è il Gualtiero Marchesi dei miscelati: fortissimo.

PRODOTTI

Vi segnalo la fortissima presenza di vermouth (o vermutte), tantissimi, ci siamo chiesti quindi perchè e la risposta che ci siamo dati è la seguente: sembra che Martini abbia abbassato da tempo sia il grado alcolico che la qualità dei suoi prodotti, questo ha aperto uno spazio nel mercato della bevanda piemontese, vi segnalo quelli secondo me più interessanti o degni di nota qui di seguito.

Oscar.697 bianco

OSCAR.697: azienda di Calamandrana (AT) credo recente, produce un vermutte rosso, uno bianco (con un piacevole e tenue ricordo di bergamotto) ed un dry che allo stand è stato usato come profumo, in effetti molto persistente. Particolarmente tenui.

bordiga Occitan Gin

BORDIGA: L’occitan dry gin è probabilmente la bottiglia che mi ha stupito di più, evidentemente sulle le alpi marittime crescono dei ginepri con profumi che mi attirano; devo decisamente provarlo con toniche diverse. Anche il loro gin Smoke non è male, anche se di solito non amo le aromatizzazioni, in questo caso si tratta di un’affumicazione moderata.

ratafia Rousset

RATAFIA RUSSET: un ratafià artigianale proveniente dalla catalognia dalle proprietà digestive, il gusto che deriva da un mix di erbe e frutti è molto particolare e poco “addomensticato”. Strana esperienza.

grappa Castagner: Suite n°5

GRAPPA CASTAGNER: si chiama Suite n°5, è l’unica bottiglia che non mi è piaciuta su nessuna linea, neanche l’etichetta viola. Sembra il risultato di una squadra di profumieri che vogliono piacere a tutti i costi: poco autentica.

amaro Alpestre: la violenza delle erbe

ALPESTRE: Creato nel 1857 dal Padre Marista Frate Emanuele per curare i confratelli malati, amaro di grande potenza, pialla qualsiasi palato, 34 erbe, senza zuccheri, oltre i 40% alcolici ma sembrano 60%. Berne pochissimo basta a creare l’effetto desiderato.
CONSIDERAZIONI FINALI: arriveranno i vermutte ed i pisco.


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