Myung-Whun Chung, il sacerdote e il santo

Andrea Amici
Jan 23 · 5 min read

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Compie sessantasette anni il direttore d’orchestra sud coreano Myung-Whun Chung, ormai uno dei più autorevoli protagonisti del podio a livello mondiale, che ha al suo attivo un’intensa attività non solo nel repertorio tradizionale ma anche nella musica contemporanea.

Ho imparato ad apprezzare il rigore e la profondità di questo artista anni fa, grazie a una bella incisione della Sinfonia Turangalîla di Olivier Messiaen, capolavoro di grande complessità, nella scrittura musicale ma soprattutto anche nella profondità dei significati metalinguistici presenti. Un’incisione che si può considerare di riferimento per la qualità e anche per una “investitura” conferita dalla presenza del compositore stesso al processo di registrazione.

Il direttore d’orchestra riesce a padroneggiare in maniera sicura gli sterminati e vertiginosi paesaggi di Messiaen, fra imponenti sculture di poderosi ottoni, canti di uccelli, profonde e lunghe frasi costellate di “personaggi ritmici” che si diramano come una melodia infinita, il canto che vuole racchiudere in sé l’amore che pervade l’intero universo.

Ci riesce senza eccedere negli effetti, con una concertazione efficace e una sicurezza che fra l’altro pervade dal gesto preciso e privo di orpelli ma chiaro nella sua intrinseca musicalità.

Myun-Whun Chung è direttore di grande professionalità, poco appariscente e spettacolare ma musicalmente ineccepibile, legato a una concezione anti divistica del proprio ruolo, fondata invece sulla scrupolosa preparazione della partitura prima da solo e poi con l’orchestra, con l’obiettivo di riuscire alla fine a far fluire la musica, quasi facendo scomparire la figura della guida (che però poi in realtà è sempre ben presente e salda), atteggiamento mutuato sicuramente anche dalla presenza nella sua carriera di Carlo Maria Giulini, del quale fu assistente, definito in un’intervista al Corriere di qualche anno fa “un asceta del podio”, “sacerdote” della musica.

Nella medesima intervista, ma anche altrove, proseguendo in questa metafora sacrale della musica, Chung si riferisce pure a Messiaen, definito, per purezza e umiltà, il santo, testimoniando così non solo una smisurata stima ma anche una profonda compenetrazione in un universo di pensiero e di spiritualità sicuramente fuori dal comune e quasi senza precedenti nella storia della musica.

Ed effettivamente quando si parla di Messiaen, Chung ne diviene a buon diritto uno dei più esperti interpreti che fra l’altro ha al suo attivo un gran numero di incisioni, per il marchio Deutsche Grammophon, di opere del grande compositore francese, fra le quali non si può non ricordare l’album contenente il Concert à quatre, dedicato nel 1994 da Messiaen proprio a Chung che ne ha curato la première.

Ancora Eclairs Sur L’Au-Dela, con l’Orchestre de l’Opera Bastille; con la medesima orchestra L’Ascension, abbinata alla Sinfonia n. 3 di Saint-Saëns, l’altra bellissima raccolta con Trois Petites Liturgies de la présence divine, Couleurs de la Cité Céleste e Hymne au Saint-Sacrement con l’Orchestre Philharmonique de Radio France; Des Canyons Aux Étoiles, altro imponente e difficilissimo affresco sinfonico, La Transfiguration de Notre-Seigneus Jésus-Christ, senza naturalmente dimenticare il Quatuor Pour La Fin Du Temps nel quale Chung è in veste di pianista.

Un’interessante e bella discografia, questa dedicata a Messiaen da Myun-Whun Chung, per accostarsi a un pilastro della musica del XX secolo e non solo, attraverso un’interpretazione profonda, accurata e autentica di un direttore, o “anti-direttore”, secondo la sua auto definizione, di grande pregio.


Andrea Amici, docente di lettere, compositore, direttore d’orchestra.
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The South Korean conductor Myung-Whun Chung, now one of the most authoritative protagonists of the podium worldwide, who has an intense activity not only in the traditional repertoire but also in contemporary music, turns sixty seven years old.

I learned to appreciate the rigor and depth of this artist years ago, thanks to a beautiful recording of Olivier Messiaen’s Symphony Turangalîla, a masterpiece of great complexity, in musical writing but above all also in the depth of the metalinguistic meanings. A recording that can be considered a reference for quality and also for an “investiture” conferred by the presence of the composer himself in the recording process.

The conductor manages to master safely the endless and dizzying landscapes of Messiaen, between imposing sculptures of mighty brass, bird songs, deep and long phrases dotted with “rhythmic characters” that branch out like an infinite melody, a chant that wants to enclose in itself the love that pervades the entire universe.

He succeeds without exceeding the effects, with effective concertation and a certainty which, among other things, pervades the precise gesture without frills but clear in its intrinsic musicality.

Myun-Whun Chung is a highly professional conductor, inconspicuous and not spectacular but musically unexceptionable, linked to an anti-divistic conception of his role, founded instead on the scrupulous preparation of the score first by himself and then with the orchestra, with the aim to make the music flow, almost making the figure of the guide disappear (which however very present and firm), an attitude surely borrowed also from the presence in his career of Carlo Maria Giulini, of whom he was assistant, defined in an interview with Corriere della Sera a few years ago “an ascetic of the podium”, “priest” of music.

In the same interview, but also elsewhere, continuing in this sacred metaphor of music, Chung also refers to Messiaen, defined, for purity and humility, “the saint”, thus proving not only an immense esteem but also a profound interpenetration in a universe of thought and spirituality certainly out of the ordinary and almost unprecedented in the history of music.

And indeed, when it comes to Messiaen, Chung rightly becomes one of the most expert interpreters who, among other things, has to his credit a large number of recordings, for the Deutsche Grammophon brand, of works by the great French composer, among which one cannot forget the album containing the Concert à quatre, dedicated in 1994 by Messiaen to Chung who conducted the première.

Then Eclairs On Au-Dela, with the Bastille Opera Orchestra; with the same orchestra L’Ascension, combined with Symphony no. 3 by Saint-Saëns, the other beautiful collection with Trois Petites Liturgies de la présence divine, Couleurs de la Cité Céleste e Hymne au Saint-Sacrement with the Radio France Philharmonic Orchestra; Des Canyons Aux Étoiles, another imposing and very difficult symphonic fresco, La Transfiguration de Notre-Seigneus Jésus-Christ, without forgetting the Quatuor Pour La Fin Du Temps in which Chung is a pianist.

An interesting and beautiful discography, this one dedicated to Messiaen by Myun-Whun Chung, to approach a pillar of 20th century music and beyond, through a deep, accurate and authentic interpretation of a conductor, or “anti-conductor” , according to its self-definition, of great value.


Andrea Amici — Teacher, composer and conductor

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