Persuasione e comunicazione multicanale: confine sempre più labile?

Persuasione e comunicazione multicanale

La persuasione pervade ogni aspetto della nostra vita: le persone che ci circondano desiderano piacerci, i brand vogliono farci acquistare i loro prodotti, i politici aspirano al nostro voto.

Spesso la persuasione viene confusa con la comunicazione, in alcuni casi vengono utilizzate come sinonimi, forse proprio perché sono due elementi che convivono in molte occasioni e il cui equilibrio è precario.

Nella società connessa, dinamica e multicanale in cui viviamo, gli individui vengono continuamente sommersi e travolti dai messaggi pubblicitari persuasivi, non solo tramite punti di contatto ormai usuali come TV, radio, stampa, centri commerciali, etc. ma anche online in molti altri contesti, ad esempio quando si legge una notizia alla mattina, mentre si ascolta la musica aspettando la metro o in mobilità, quando di sera si vuole vedere un video, etc.

La persuasione è un elemento essenziale nella comunicazione e nel marketing, garantisce alle aziende che le persone saranno coinvolte dai loro prodotti nel modo desiderato, portando anche i risultati auspicati.

Per tale ragione, da parte dei brand sono sempre più messe in atto strategie e tattiche di interazioni con i clienti volte a far compiere loro l’azione desiderata per il raggiungimento della “performance” obiettivo.

Tali strategie sfruttano bias cognitivi e/o tecniche del persuasive design che nei contesti digitali vengono definite “Dark Pattern”. Esse rappresentano un filone di studio, ricerca e azione che combina competenze sia di User Experience Design, sia di Consumer Behaviour sia di marketing e comunicazione.

Come scrive Richard Perloff in The Dynamics of Persuasion, la persuasione non è solo comunicazione, un tentativo di influenzare. Essa implica più delle parole, senza però essere coercizione. La persuasione è, quindi, fondamentale per il buon design dell’esperienza e influenza profondamente la progettazione dei pattern digitali, un aspetto critico e strategico di marketing che necessita di una profonda collaborazione tra marketer e designer.

Ma qual è lo stato dell’arte in Italia di queste pratiche? E soprattutto sono percepiti dai consumatori italiani che si imbattono in questi pattern? Qual è il livello di accettazione da parte dei consumatori italiani?

Partendo da questo presupposto, è stata svolta una ricerca, unica in Italia, su un campione di 1.000 utenti rappresentativi di oltre 11 milioni di italiani heavy user eCommerce, volta ad analizzare i pattern di esperienza digitale (denominati “pattern” e “dark pattern”) e come questi siano vissuti e percepiti dalla popolazione italiana maggiormente evoluta da un punto di vista multicanale.

I risultati della ricerca saranno presentati nell’ambito di un evento che si svolgerà mercoledì 21 giugno 2017 dalle 9 alle 13 presso la sala Castiglioni del Politecnico di Milano nel campus Bovisa, con partecipazione gratuita previa iscrizione.

In questa occasione si terrà la prima iniziativa del progetto Experience Matters, denominata Marketing + Design: nuovi pattern per la convergenza digitale”.

Experience Matters

Il progetto Experience Matters è un’iniziativa congiunta dell’Experience Design Academy di PoliDesign, Great Pixel e Personalive e si pone l’obiettivo di rilevare, descrivere e classificare fenomeni e trend in atto, offrire momenti di confronto, presentare casi, fornire best pratices e linee guide per marketer, designer, eCommerce manager, lead generation manager e specialisti di comunicazione multicanale sia di aziende sia di agenzie.

Vi aspettiamo numerosi! Per iscriversi qui.

Andrea Boaretto

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