Ultimamente si parla molto di rivalutazione delle periferie romane e una metodologia utilizzata spesso negli anni più recenti per riqualificare vari quartieri è quella dei murales. Facciamo così un piccolo tour nelle periferie di Roma sud, ricche di queste nuove forme di arte.

Nella capitale italiana il fenomeno della street art ha preso piede in tempi recentissimi, si parla di 5 o 6 anni fa. Si tratta di un netto ritardo rispetto ad altre capitali europee come Berlino, che in quartieri come Kreuzberg o Zoologister Strasse presenta veri e propri musei a cielo aperto da quasi 20 anni.

Murales realizzati rispettivamente a Zoologister strasse e Kreuzberg

Tuttavia il boom è stato davvero grande, tanto da spingere vari artisti di strada da tutto il mondo a venire nella città eterna per esprimere la propria arte nelle periferie.

La street art infatti, che in realtà è una macro-categoria che ingloba murales, stencil, o graffiti, essendo un movimento giovanile di protesta sociale si sposa bene con gli aspetti di Roma Sud.

Questa è infatti una zona sempre più ricca di giovani (sembra essere diventata quasi una città universitaria grazie anche a Roma3) e di contraddizioni ambientali e sociali, che possono ispirare l’artista per i vari murales.

Molti degli artisti underground affermano infatti di aver scelto loro stessi determinati palazzi in zone precise di Roma Sud, poichè si adattavano bene alla loro idea di arte.

Essenzialmente sono due i quartieri della parte meridionale di Roma in cui si sono sviluppati i progetti approvati anche da Roma Capitale.

A Tor Marancia ha preso luogo il progetto “Big City life”, mentre a San Paolo Ostiense lo “Ostiense District”, portati avanti entrambi dall’ associazione 999 e approvati e finanziati dal Comune di Roma come opere di riqualificazione territoriale.

TOR MARANCIA:

Murales all’ingresso di Tor Marancia.

Questo quartiere, come è ben visibile dal murales in foto, viene soprannominato Shanghai.

Tale nome gli venne attribuito poiché, quando fu edificato nel 1933, presentava solo edifici piccoli e bassi che spesso nei mesi invernali a causa delle piogge si allagavano.

Una volta allagata, infatti, Tor Marancia sembrava essere una vera e propria palude con delle palafitte, tanto da ricordare il paesaggio paludoso che caratterizza Shanghai.

Questo insieme di casupole fu tirato su in meno di 50 giorni per trasferire coloro che risiedevano nelle abitazioni abbattute per costruire Via Dei Fori Imperiali e per ospitare i migranti del sud Italia.

Giovanni, uno degli “shanghaini” (così amano chiamarsi gli abitanti di Tor Marancia) più anziani, racconta che:” C’erano tarmente tanti sorci (tr:topi) e tarmente tanta acqua che me sentivo de vive nella giungla”.

Le condizioni di vita erano quindi talmente disastrose che nel 1948 il quartiere fu ricostruito del tutto, dando vita a quel complesso di palazzi di case popolari che ancora oggi occupa la zona a ridosso della Colombo, accanto alla Garbatella.

Posizione di Tor Marancia.

Tor Marancia è considerata quindi da sempre una borgata, una zona ricca di povertà, di spaccio e malfamata, tanto che qui nacque e crebbe Angelo Angelotti, esponente di spicco della Banda Della Magliana.

Proprio qui il comune negli ultimi anni ha quindi deciso di intraprendere vari progetti di riqualificazione urbana, tra cui quello di street art.

Ed ecco allora che su questi palazzoni sorgono vere e proprie opere d’arte a cielo aperto, visitabili completamente al solo costo di una passeggiata.

Questa ad esempio è la “Madonna di Tormarancia”, uno dei murales più rappresentativi del quartiere. E’ decisamente interessante vedere come artisti provenienti da ogni parte del mondo abbiano voluto rappresentare un simbolo locale, nel più completo rispetto dei residenti, che, secondo il parere degli underground artists, devono riconoscersi nelle loro opere d’arte.

Vi è poi un’altra opera decisamente rappresentativa del quartiere. Qui infatti viene rappresentato Agostino Di Bartolomei, grande giocatore della Roma degli anni ‘70/’80 nato e cresciuto proprio a Tor Marancia.

Seguono poi tantissime altre opere d’arte nella seguente galleria:

SAN PAOLO/OSTIENSE:

Gazometro col tramonto,Basilica di San Paolo ,Ponte di Garbatella .

Questo è il secondo quartiere più ricco di street art a Roma.

Posizione del quartiere San Paolo/Ostiense.

Si trova tra Piramide e Testaccio, a ridosso di Viale Marconi.

Le sue architetture moderne come il ponte o il gazometro (quasi diventato il simbolo per eccellenza di Roma Sud) si fondono con monumenti storici come la Basilica di San Paolo fuori le mura, rendendolo molto caratteristico.

Zona davvero antica, fu progettata nel 1908 dal sindaco di Roma Ernesto Nathan ed entrò a far parte nei primi XI quartieri di Roma istituiti nel 1921, prendendo il posto di X quartiere romano.

Inizialmente Ostiense fu progettato per edificare una nuova zona industriale. Da qui nascono il Porto Fluviale, il Gazometro, i Mercati Generali e la centrale di Montemartini.

Oggi la sua funzione industriale è venuta meno. Tutti gli edifici adibiti a tali scopi sono oggi riutilizzati. Ad esempio La Centrale di Montemartini oggi è un museo, mentre il Gazometro in estate si trasforma in discoteca.

Da quando nel 1992 poi il quartiere ospita l’università di Roma3, Ostiense si è riempita di giovani divenendo una sorta di città universitaria, tanto da diventare un centro della movida romana. Oltre al gran numero di locali situati proprio su Via Ostiense o su Via Libetta infatti, vi è anche la famosa discoteca Alpheus, per non parlare di vari eventi come la Festa di San Pietro e Paolo che ogni anno attrae migliaia di persone.

Proprio a San Paolo/Ostiense ha preso vita il progetto di street art “Ostiense District” a partire dal 2011.

Le opere qui sono davvero tante e diversissime tra loro.

wall of fame,Ostiense.

Questo è probabilmente il più grande e particolare dei murales di Ostiense.

Opera compiuta dall’artista underground JB ROCK, è intitolata “My Wall of Fame”. Viene chiamata così poiché rappresenta una serie di personaggi dipinti su uno sfondo rosso, i quali rappresentano tutte le personalità che hanno influenzato la vita dell’artista. Le varie figure si susseguono in ordine alfabetico dalla D di Dante alla Z di Zorro. Lo si può trovare in Via dei Magazzini Generali e non lo si può non notare, essendo lungo ben 60 metri.

I mille volti blu.

Situato all’incrocio tra Via del Porto Fluviale e Via delle Conce questo capolavoro di street art si chiama “I mille volti blu”.

Questa serie di figure per metà umane e metà infernali, condita da una serie di colori a volte freddi e a volte caldi, rappresenta una delle più grandi piaghe sociali della capitale: I senza casa e le abitazioni abusive.

Non a caso questa opera d’arte è stata dipinta su questo edificio, che ormai da tempo è occupato.

Le opere d’arte a Ostiense sono davvero infinite, alcune vengono riportate nella seguente galleria:

MURALES ILLEGALI

Comunque le opere di street art di Roma sud non si fermano ai due progetti di Tor Marancia e di Ostiense.

Vi è infatti una serie di murales che gravitano attorno a questi due quartieri, ma che non sono mai stati commissionati dal comune, o altri che non rientrano in progetti grandi come i due già elencati, ma non per questo sono meno belli.

Per quanto riguarda questi ultimi è emblematico il “Rattolupo” di Testaccio situato in Via Galvani.

il “Rattolupo”

che rappresenta la lupa capitolina raffigurata quasi come se fosse un topo, per criticare il degrado di Roma degli ultimi anni.

O ancora nel quartiere dormitorio di Roma70, famoso solo per la presenza del centro commerciale “I Granai”,a due passi da Via Di Grotta Perfetta, si trovano “la ragazza dai capelli rossi” e una scuola media completamente ridipinta da streetartists.

a sinistra la scuola media, a destra “la ragazza dai capelli rossi”

Per quanto riguarda i murales illegali invece se ne trovano a bizzeffe in tutti i vicoletti e sottopassaggi di Roma Sud. Alcune sono vere e proprie opere d’arte stupende e soprattutto di difficile fattura, se si pensa che spesso vengono fatti di notte, alla svelta e comunque con budget decisamente più bassi ripetto a quelli legali.

sottopassaggio tra Via del Tintoretto e Via Laurentina.

Questo ad esempio è il sottopassaggio situato tra Via del Tintoretto e Via Laurentina, vicino alla Montagnola.

Quando si entra qui la puzza di vernice e altri elementi organici che non specifico ti assale, m ciò che colpisce davvero sono i murales al proprio interno.

Ciò che salta subito all’occhio è che è un posto nascosto e non ben visibile, ma soprattutto buio, il che fa immaginare in che condizioni debbano lavorare tutti quegli artisti underground “illegali”, che dipingono qui.

murales a Via Casal de Merode

Questo poi è il murales fatto sul muro che circonda le palazzine occupate di Via Casal de Merode, a due minuti da Tor Marancia.

La scritta recita “Casal De Merode”. Purtroppo la foto non è venuta molto bene perché mentre mentre stavamo effettuando la fotografia dei ragazzi delle palazzine occupate ci sono venuti a cacciare in malomodo, pensando che stessimo riprendendo il loro murales per denunciarli, giusto per farvi capire la situazione.


In conclusione Roma Sud è un posto ricco di opere di street art.

Questo genere di arte riqualifica questi quartieri, ultimamente molto degradati, sia che i murales siano legali sia che siano stati eseguiti in modo illegale.

Cosa aspettate?! chiudete il computer, spegnete lo smatphone e andate a visitare queste gallerie d’arte a cielo aperto!