Questi articolo è un piccolo capolavoro formale che merita di essere analizzato.
Due lunghi paragrafi parlano del viaggio e sono sostanzialmente privi di contenuti oltre il ruolino di marcia: scrivere di aver parlato con Fukuyama e liquidare con delle frasi di buon senso penso sia l’esempio eclatante, anche se gli rendo merito che sia un buon senso mancante in quelli che chiama nuovi nazionalismi. Il nucleo presunto dell’articolo è qui, tra le valli della California e con un piede nel futuro.
Tuttavia è impossibile non vedere i due colpi di fucile di poche righe rispettivamente sul passato e sul presente, isolati in due paragrafi usando lo spazio bianco meglio di Ungaretti. Il primo è la rivendicazione (immagino giusta, ma mi confesso ignorante nel merito) del centro Apple a Napoli, il solco dei mille giorni, l’eredità. Il secondo è la confessione di essere alieno alla querelle interna del PD, opinabile se detto dall’ex-segretario nonché probabile futuro segretario. Il tutto chiuso dal congedo sulle orme della oramai celebre buonanotte da Pontassieve, come Stanford lontanissima dal palazzo di Roma.
Riuscire a incartare un messaggio diretto a Roma e sul presente in un pacchetto di California e futuro è decisamente notevole.
