La verità, vi prego, sugli 80 euro
Matteo Renzi
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Purtroppo o per fortuna c'è una normativa in vigore dal 2014 che disciplina la spettanza dei famosi 80 euro. La normativa,per quanto magari non immediata di comprensione a tutti,è sempre quella. Quindi perché solo ora tutte queste polemiche?

Per carità,come tutte le cose poteva essere miglire ma ripeto,già dal 2014 era chiara:

1. Si tratta di un credito d'imposta anzitutto,spettante coloro che percepiscono redditi da lavoro dipendente fino a 26.000,00 € annui, purché l’imposta lorda dell’anno sia superiore alle detrazioni per lavoro dipendente,ovvero credito se l’imposta lorda è azzerata da altre detrazioni, come ad esempio per carichi di famiglia.

2. Il bonus complessivo di 640,00 euro, ovvero 80,00 euro mensili, vale per i redditi fino a 24mila euro. Se il reddito è superiore,il bonus diminuisce gradualmente e in modo proporzionale fino a 26.000,00 euro.

3. Da 0,00 a 8000,00 € il bonus non spetta. Non spetta perché,essendo un credito di imposta,tra 0 e 8000 euro non si pagano imposte.

Il problema quindi sta a monte. Il fatto che sia strutturato come un credito di imposta! Quindi è qui che si dovrebbe mettere mano. 
Poi c'è il caso di quei soggetti che,in sede di conguaglio a dicembre si vedono trattenere in busta paga quanto percepito in corso d'anno per aver superato i 26.000,00€. Questo succede quando si fanno molti straordinari,si ricevono aumenti retributivi.

Suggerimento,nella dichiarazione di responsabilità che i datori di lavoro consegnano all'inizio dell'anno,ma si può fare benissimo anche in corso d'anno,chiedete che il bonus vi venga erogato in sede di conguaglio. Così facendo a dicembre,in base ai redditi effettivi dell'anno, vi verrà erogato o meno.

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