Il paradiso?

Forse stanotte ho sognato il paradiso. Mi trovavo in un luogo isolato di campagna — bellissimo — vicino a un bosco, con una casa e un giardino aperto, senza recinzioni o confini. In un tavolo del giardino era serenamente seduto mio padre, che — presente per tutta la durata del sogno — non ha però mai detto una parola. In questo luogo di pace sono arrivati ad un certo punto degli ospiti molto rumorosi e piuttosto invadenti. Mi sono sentito in dovere di riprenderli, anche perché avevano utilizzato senza avvisarmi tutto lo shampo che avevo lasciato nella doccia. Inoltre con il loro rumore disturbavano la perfetta quiete di mio padre, oltre al fatto di consumare moltissima acqua calda. Una ragazza, nel momento di andar via, si è avvicinata a me e mi ha consegnato dei soldi, come rimborso spese. Non so perché, ci sono rimasto un po’ male, ma ho preso ugualmente la somma. Non è mancata la visita ad una casa attigua, ma non vicina, con una bicicletta. Arrivato sul posto la casa sembrava disabitata, ma alcuni segni davano invece l’idea opposta. Dentro la casa c’era un uomo, con una maglietta da ciclista che ha colpito il mio sguardo. Ho parlato a lungo con lui, che però si copriva le gambe con una coperta. Poi il sogno è finito. Quando mi sono svegliato, senza averci pensato troppo, ricordavo il sogno alla perfezione (purtroppo non sono riuscito a descrivere alcuni particolari ancora nitidamente presenti nella mia mente) e le associazioni mentali hanno fatto emergere la parola “paradiso”. Non so se abbia senso. Ho raccontato soltanto quello che mi è realmente successo tra la notte scorsa e l’odierno risveglio.