Sogni e confini

Inizio a confondermi, al risveglio, tra sogni e realtà. Sembra che le cose vissute in una giornata continuino durante la notte, assottigliando il confine tra veglia e sonno.

Avevo conversato con D. a proposito del libro di Mariano Tomatis “L’arte di stupire”. D. mi chiedeva come fossi arrivato a quel libro e io avevo cercato di fare mente locale, senza però riuscire esattamente a rintracciare quel ricordo. D. mi parlava poi di un altro libro di Tomatis, “Te lo leggo nella mente” e io mi ripromettevo di leggerlo quanto prima.

Durante la notte sono andato a guardare tra i miei libri e ho scoperto di possederne un altro di Mariano Tomatis, che avevo letto tempo prima con interesse senza però aver fatto caso all’autore. Nel sogno il libro aveva un preciso titolo, che purtroppo non ricordo, ma era chiaro questo: senza saperlo ero già da tempo un lettore di Tomatis.

Non è il sogno in sé che mi ha colpito, ma questo fatto — riscontrato altre volte — della continuità tra sogno e realtà e questa impressione, al mattino, nel dormiveglia, di non essere più in grado di stabilire confini certi.