Del leggere
Andrea Zanni
201

I miei due centesimi, già spesi in un articoletto e che si ricollegano con parte di quanto hai scritto: credo che leggere sia importante perché attività incontrovertibilmente individuale. Non solo: mi piace pensare che leggere sia una forma di preghiera senza divinità, sia una forma di libertà senza tatuaggio o orologio o apro-un-locale-sulla-spiaggia, sia procacciarsi da mangiare e da bere, darsi una carezza e poi due carezze: tutte sulla testa. Mi piace pensare che leggere sia farsi coraggio, soprattutto. E poi, daje: ci sarebbe da avere il terrore delle collettività. Le collettività sono un pericolo e si sono prese quasi tutto e si sono prese quasi tutto e vanno avanti, proliferano. Le collettività riflettono e decidono, azzerano il pensiero critico, mortificano l’individuo. E potrei continuare, ma anche no. Bel pezzo, btw.

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