Roma si rifiuta

Viaggio nel ciclo dei rifiuti romano tra cattiva politica e malaffare

Dopo il ponte del 25 aprile e del 1° maggio, Roma si è risvegliata nel pieno dell’emergenza rifiuti. Alla ricerca delle ragioni che hanno fatto di un’emergenza un problema strutturale nella Capitale.

RepubblicaTV

22/05/2017

Il video servizio realizzato dagli studenti della Sdf 2017 dell’Isfci di Roma:

Nonostante le strade siano state pulite facendo ricorso a degli interventi straordinari, la cittadinanza denuncia la lentezza e la poca preparazione dell’amministrazione comunale.

La giunta Raggi rifiuta l’ipotesi di aprire nuove discariche o inceneritori preferendo politiche del riciclo. Tuttavia, ad oggi non sono ancora previste misure alternative efficaci e realizzabili nel breve e nel lungo periodo. A portare avanti le rivendicazioni sono gli stessi cittadini delle zone interessate dallo stoccaggio dei rifiuti. Per questo motivo, in alcune aree periferiche sono attivi comitati di quartiere e associazioni che denunciano i numerosi problemi ambientali del territorio.

La chiusura di Malagrotta e il funzionamento a capacità ridotta di alcuni impianti romani acuisce il problema della gestione del ciclo dei rifiuti, già inadeguato agli standard europei. Quando si presenteranno delle alternative credibili?

Aeroporto di Roma— Parco archeologico di Centocelle

SVILUPPI ULTIME 48 ORE

Nelle ultime 48 ore la situazione è in via di normalizzazione. I 4.000 dipendenti, con l’ausilio di 1.800 mezzi, hanno assicurato la pulizia di circa 63.800 cassonetti stradali e rimosso rifiuti da 16.270 postazioni. Complessivamente sono state raccolte 700 tonnellate in più rispetto al normale. A causa di questa incombenza e per garantire il corretto trattamento dei rifiuti, sono stati attivati in via straordinaria i turni notturni negli impianti tmb di via Salaria e Rocca Cencia.

Per sopperire alle criticità dell’attuale gestione rifiuti, Ama, nel documento diffuso il 15 maggio, ha annunciato la creazione di tre nuovi impianti di compostaggio da 100 mila tonnellate complessive, uno multimateriale da 80 mila e 111 milioni di investimenti fino al 2021. L’accordo, firmato il 4 maggio dall’ormai ex amministratrice Antonella Giglio, si integrerà con il nuovo programma della giunta capitolina che punta soprattutto sulla costruzione di un impianto per la produzione di biogas sul modello di Pinerolo, in Piemonte.

Inoltre, il piano industriale di Ama include la realizzazione di un’altra struttura per una selezione di primo livello dei rifiuti e per lo smistamento dei materiali nei diversi impianti di recupero (i cosiddetti “Mml”). Ciò, secondo le previsioni dell’azienda, sarà indispensabile per quando la raccolta differenziata arriverà alla quota prevista (70% entro il 2021). Il progetto si prefigura inoltre la conversione degli attuali tmb, tra cui quello di Rocca Cencia, nei futuri mml. Al fine di ridurre dell’11% la produzione dei rifiuti pro-capite, il piano di intervento verrà affiancato da politiche volte ad incentivare l’uso di prodotti alla spina e dall’apertura di centri di riparazione e riuso. Si prospetta invece la chiusura per il contestato impianto del Salario.

Nonostante le critiche al nuovo programma di smaltimento dei rifiuti non si siano fatte attendere, la cittadinanza, estenuata dal continuo rimpallo di responsabilità e dalle disattese promesse della politica, attende con ansia l’adozione di un piano che risolva una volta per tutte il problema rifiuti a Roma.

Il video è stato realizzato durante il workshop su “Video servizio per il web” alla Scuola di Fotogiornalismo 2017 dell’Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata di San Lorenzo (Roma)

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