Italicum: Renzi non cede il tempo delle mediazioni è finito


Gli uni contro gli altri armati, renziani e esponenti della minoranza Pd si preparano a darsi battaglia nella riunione della direzione nazionale chiamata a decidere oggi pomeriggio sulla legge elettorale, l’Italicum.

L’esito è scontato (il Premier-Segretario conta su una vastissima maggioranza) ma il clima (come nelle ultime riunioni della direzione) non è dei migliori. La minoranza insiste nel chiedere che vengano applicate profonde modifiche alla legge elettorale che sarà nei prossimi giorni all’esame dell’Aula della Camera.

I renziani chiudono ad ogni proposta di cambiamento: “il tempo delle mediazioni è finito, ora bisogna arrivare al sì definitivo.”

L’appuntamento è a Largo del Nazareno oggi alle 16 di oggi con consueta diretta streaming. I rappresentanti di tutte le correnti Dem esporranno le loro osservazioni, ma alla fine ci sarà un voto che il premier e i suoi fedelissimi considereranno vincolante per i deputati.

La minoranza Pd sa bene di non avere i numeri per bloccare la marcia dell’Italicum in direzione per questo è pronta a spostare la battaglia alla Camera dei Deputati dove la sua presenza è più consistente. Lo afferma il bersaniano Alfredo D’Attorre: “noi continueremo a insistere fino all’ultimo per la ripresa del dialogo nel Partito Democratico. Lo faremo domani, ma la Direzione non è il passaggio decisivo, la partita vera sarà il Parlamento. Una forzatura da parte del Premier non sarà risolutiva”.

Renzi non sembra impressionato dalle minacce di guerriglia parlamentare, il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi sintetizza “andiamo avanti sulla strada del cambiamento, il Pd ha una grande responsabilità perché rappresenta il 41% degli italiani ed è l’unico partito in grado di cambiare il Paese.

I fedelissimi di Renzi dicono di voler favorire un clima di dialogo e di voler lasciare libero spazio a tutte le argomentazioni di chi non condivide l’impianto dell’Italicum, però ora, ribadiscono i renziani, è arrivato il momento di decidere.

Uno piraglio per la ricomposizione della frattura nel Pd è la probabile convocazione di una riunione dei gruppi parlamentari dopo Pasqua. Sarà forse quella la sede opportuna per evitare che la crepa diventi una voragine e che la minoranza Pd voti in Aula contro le indicazioni del partito.

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