La giornata politica #4


Sul Quirinale si sta svolgendo uno “Stud poker” nel quale il ruolo determinante lo ha una carta coperta, mentre le altre vengono distribuite una alla volta e tutte rigorosamente scoperte. Questo è lo schema di gioco e Renzi, Berlusconi ed Alfano hanno ottenuto un primo risultato, quello di svuotare, in parte, il potenziale esplosivo del toto-nomi, riservandosi la “pallottola d’argento’’ per l’ultimo momento.

La quarta votazione di sabato mattina è indicata un po’ da tutti come il momento della verità. I troppi no che giungono dalle varie parti politiche, in questo scenario, sono destinati fatalmente a cadere, almeno parzialmente, con l’avanzare delle trattative.

I veri lineamenti dell’identikit del futuro capo dello Stato emersi nelle ultime ore sembrano soprattutto tre:

1. una personalità autorevole,

2. super partes

3. riconosciuta autorevolezza internazionale.

Che sia anche un politico è tutto da vedere, un fatto è certo il Patto del Nazareno tiene ancora e non “scricchiola”.

Il Premier Renzi ha naturalmente la necessità di fronte al suo partito di non cedere ai diktat di Forza Italia, ma allo stesso tempo si preoccupa di evidenziare come il voto sul nuovo presidente con l’appoggio di Berlusconi “sia un valore”.

Dall’altro lato l’intenzione di Silvio Berlusconi è quella di non perdere quel ruolo di interlocutore privilegiato che tanto si vanta di aver riconquistato per questo parla di consultazioni permanenti nel tentativo di accreditarsi come uno dei king-makers della partita per il Quirinale. Rompere l’intesa con Renzi definito “uomo diverso dalla vecchia sinistra’’, non conviene a nessuno e in particolare a Berlusconi che deve recuperare l’agibilità politica.

Un candidato ancora non c’è, sostengono i due, eppure si fa largo il nome di Sergio Mattarella sul quale, a quanto si apprende, ci sarebbe una base di 600 voti.

Il Pd non può sbagliare, in fondo se alle prime votazioni non ci fosse ancora un nome non sarebbe la fine del mondo, fa sapere il renziano Sergio Chiamparino. Molto dipenderà da ciò che ruolo avrà l’asse Fi-Ncd che in questa partita, non bisogna dimenticarlo, ha deciso di lavorare compatto.

Berlusconi si è detto convinto che il nome maturerà poco a poco ciò dà la sensazione di un percorso che si vuole far procedere a rilento verso il cruciale quarto scrutinio. In una possibile fase di stallo tra i partiti di destra e sinistra potrebbe emergere una personalità istituzionale come quella del Presidente del Senato Pietro Grasso che libererebbe per di più la poltrona di Palazzo Madama in vista della seconda fase della legislatura, magari per un centrista o anche un nome a sorpresa, come è nello stile del premier.

In questa fase gli altri partiti hanno difficoltà a individuare una strategia comune.

Beppe Grillo, nella giornata di oggi, ha lanciato le “Quirinarie” forse con un po’ di ritardo, nella speranza che Renzi gli sottoponesse la sua rosa dei nomi.

Nella rosa del Movimento 5 Stelle ci sono personalità autorevoli tra le quali Cantone, Prodi e Imposimato che in caso di stallo potrebbero giocare un ruolo rilevante.

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