Cos’è giusto? Chiedo da #CittadinoComune

Questo è un post particolare per me: in generale tendo a evitare i grandi temi della Politica e dell’Economia - un po’ per inesperienza, un po’ per evitare le polemiche che infiammano il web.

Eppure, nell’ultimo mese o giù di lì, una serie di notizie ha messo in moto qualche rotella nel mio cervello… e ne è venuta fuori qualche pensiero.

Mi piacerebbe condividerli con voi; non tanto perché li ritenga tanto originali o interessanti, quanto piuttosto per sondare le vostre idee, raccogliere un po’ di esperienze, avviare magari una discussione.

Pronti? Partiamo.

1 - (H)onesti ma non troppo? Di Roma e dintorni

La questione più recente, ormai ufficiale: il sindaco di Roma, Virginia Raggi è indagata per una nomina controversa - e non è la prima tegola giudiziaria a turbare le nuove autorità capitoline.

Un amministratore pubblico indagato: dove sarebbe la novità, vi chiederete.

Nessuna, in effetti: se non fosse che il Movimento 5 Stelle, di cui Raggi è esponente, ha basato la propria raison d’être nella lotta alla corruzione e alle irregolarità proprie della cosiddetta Casta.

Honestà! - questa una delle sue parole d’ordine.

A scanso di equivoci: riconosco al Movimento il merito di aver riportato in campo come elettori e attivisti cittadini ormai lontani dalla Politica, e in un’occasione ho personalmente votato per un suo candidato.

Eppure, la questione romana, unita al recente ammorbidimento del Codice Etico vincolante per gli eletti pentastellati, qualche dubbio - e qualche lazzo da parte degli avversari - lo creano.

D’altra parte, più alto il piedistallo, più rovinosa la caduta.

L’interessata al momento di dichiara “serena” - altro termine non esattamente nuovo in casi simili.

Personalmente, Raggi mi ha dato l’impressione di essere ben intenzionata, ma bloccata dal controllo “ingombrante” del suo stesso gruppo e dall’oggettiva difficoltà di sbrogliare una matassa vecchia di decenni, di uscire da pratiche e consuetudini ormai inveterate.

Nessuna condanna preventiva, quindi, sia ben chiaro: ma nel frattempo, qualche riflessione sulla giustizia senza se e senza ma proposta da alcuni si impone.

2 - Aver pace o aver ragione? Giulio Regeni e i Marò

In questi stessi, giorni tanti nostri concittadini si stanno mobilitando nel primo anniversario della morte cruenta e misteriosa del giovane studioso Giulio Regeni, ritrovato senza vita al Cairo.

In un susseguirsi di macabri dettagli, smentite, teorie del complotto e appelli da parte della famiglia del giovane, prosegue ancora oggi l’intricato balletto diplomatico fra Italia ed Egitto.

Sulla vicenda, ognuno ha la propria opinione: c’è chi scende in piazza, e chi invece teme danni alle (proficue) relazioni fra i due Paesi.

Pur comprendendo i primi, non mi sento di biasimare i secondi: nell’Era della globalizzazione, a volte la ragion di Stato (e di portafogli) porta i Governi a mosse non sempre energiche quanto le si vorrebbe.

E di export l’Italia (soprav)vive.

Devo dire però, che quando sento alcuni deridere le “anime belle” che ancora chiedono verità e giustizia, vien proprio la voglia di portarli di peso a casa Regeni, da quei due genitori che ancora piangono il figlio: anime belle anche loro?

In circostanze più tragiche, si ripete l’odissea che ha visto protagonisti i due fucilieri italiani in India: fra le grandi potenze, a volte c’è pace senza giustizia.

Dilemmi del nostro Mondo iper-connesso, dove né l’idealismo a tutti i costi, né il pragmatismo tout court sembrano offrirci risposte adeguate.

3 - Casi di coscienza: da Chelsea Manning ai nostri whistleblower

Ma i rapporti con il resto del Mondo non sono l’unica fonte di problemi: fra gli ultimi atti del suo secondo mandato, il Presidente americano Obama ha disposto la commutazione della pena di Chelsea (un tempo Bradley) Manning, la militare statunitense al centro dell’affaire Wikileaks.

Salvo ulteriori sviluppi, l’ex-analista dell’intelligence dovrebbe lasciare il carcere nei prossimi mesi.

E mentre il nuovo vice-Presidente Mike Pence condanna la decisione, migliaia di attivisti in diversi Paesi celebrano Manning quale eroina della libertà di informazione e soprattutto della trasparenza pubblica.

Dal punto di vista dell’Amministrazione statunitense, Manning ha commesso diversi reati, e non dei meno gravi: milioni di persone, tuttavia, vedono invece nelle sue azioni un servizio a un più alto ideale di Giustizia.

Intanto, anche in Italia, i whistleblower non se la vedono benissimo, pagando anch’essi a caro prezzo la propria missione: ma anche qui, i cittadini si sono mostrati solidali.

Legalità e Giustizia - dovrebbero camminare insieme, ma per la gente sembrano ormai su due strade diverse.

4 - Per concludere - la Giustizia e Noi

E anche noi, cittadini comuni, abbiamo i nostri dilemmi.

Accettare quel lavoro, anche se in nero?

Il professionista fa lo sconto, purché non gli si richieda la fattura, mentre il negoziante non ci fa lo scontrino: gridare all’evasione fiscale o adeguarsi?

La nonna nonagenaria è ormai inferma, ma serve la sua firma su alcune carte, e la burocrazia per richiedere la nomina a tutore è lunga e incerta: che si fa, ci si improvvisa falsari?

Il collega così gentile e disponibile chiede di coprirlo: lo si aiuta?

L’oggettino d’oro trovato per strada: a chi lo porto? Me lo tengo?

Discorsi del genere se ne sentono tanti, per strada, in autobus, in ufficio…

Se l’Italia va avanti, è perché la maggior parte di noi è in fondo onesta.

Ma honesta à la 5S?

Forse no.

Per bisogno, per amore, per paura, perché tanto chi viene a controllare, chi lo viene a sapere

Sono molti le piccole irregolarità, le micro-illegalità che forse tutti abbiamo commesso o commetteremo…

Giorni fa, per un progetto personale (di cui forse scriverò un altro giorno), mi sono perso fra le teorie relative al Teletrasporto e al Viaggio nel Tempo.

E leggendone, mi è venuto da pensare: se davvero si potesse vedere il passato di tutto e di tutti, quanti di noi finirebbero almeno con qualche multa?

E ridendoci su: meno male che c’è la prescrizione!

Già - proprio quella prescrizione che ora alcuni attaccano, e forse non senza ragione: nata come difesa da accuse ormai vecchie e legate a contesti difficili da ricostruire, oggi è più che altro un refugium peccatorum per tanti grandi nomi, politici in testa.

E se le tutele dei piccoli diventano l’escamotage prediletto dei grandi, c’è da stupirsi se i primi mostrano cinismo e diffidenza?

In ogni caso, le nostre stesse istanze di Trasparenza e di Giustizia ci mettono davanti al Mondo intero, al nostro Paese… e soprattutto a noi stessi.

Ecco, questo era quello che volevo dire, da #CittadinoComune.

Adesso mi piacerebbe sentire le vostre voci: ne discutiamo insieme?

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