I dilemmi della retroattività

Pensieri a margine della discussione sui vitalizi parlamentari

In questi giorni, la discussione parlamentare sulla vexata quaestio dei vitalizi di senatori e deputati è entrata nel vivo: la Camera ha dato il suo via libera, e si prepara il dibattimento in Senato.

A margine delle dispute fra partiti e all’interno di essi, della lotta fra PD e M5s per accaparrarsi la paternità dell’iniziativa e dei malumori dei singoli membri del Parlamento, un punto è stato particolarmente conteso:

Come trattare i vitalizi già maturati e/o percepiti?

Lasciarli intatti? Ricalcolarli in base al sistema contributivo?

Da più parti, si è levata compatta una risposta secca:

Non agisca su quanto deciso in passato! Quei vitalizi restino come sono!

Forse vi stupirà, ma in linea di massima sono d’accordo.

A mio avviso, infatti, una legge non dovrebbe agire retroattivamente, qualora porti un oggettivo svantaggio alle parti interessate.

Siete poco convinti?

Ecco un esempio: poniamo che una certa condotta, finora ritenuta perfettamente lecita, venga oggi messa fuori legge.

Vi piacerebbe trovarvi improvvisamente incriminati per il nuovo reato, sebbene tale atto non fosse tale?

Oppure, visto che siamo la patria dei condoni edilizi: se da un giorno all’altro un provvedimento legislativo li dichiarasse nulli, quanti di noi si troverebbero a rispondere dell’abuso perpetrato nella costruzione di un garage o di una nuova cameretta per i bambini?

Al contrario, sono dell’idea che una legge possa, e in alcuni casi debba riconoscere ad esempio l’errore commesso nel criminalizzare una condotta che ora la società non ritene più lesiva, ad esempio per restituire onorabilità e agibilità sociale agli eventuali condannati, ormai non più ritenuti delinquenti.

Quindi, come dicevo, sono d’accordo con i parlamentari.

Peccato solo che molti degli stessi, purtroppo, non abbiano mostrato lo stesso zelo sulla questione degli esodati, ad esempio.

I contratti stipulati da quei lavoratori, chissà perché, sono stati trasformati in carta straccia, con buona pace dei diritti acquisiti.

Ed è forse il ricordo di questa vicenda, che ancora oggi lascia il suo segno sulle vite di tanti nostri concittadini, che di solidarietà per l’eventuale esproprio ai danni degli onorevoli pensionati in giro ne vedo poca.

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