Olanda - chi ha vinto?

I partiti tradizionali celebrano lo scampato pericolo, ma…

Ad urne appena chiuse, già si respirava il sollievo.

Gli Olandesi hanno rifiutato il Populismo, si è detto.

Ecco i risultati elettorali nel Paese dei Tulipani:

Sì, il premier Rutte (VVD) ha forse salvato la poltrona (a fatica)…

Ma possiamo davvero parlare di vittoria della Democrazia?

Pensiamo ai giorni scorsi: occhi puntati su Geert Wilders (PVV) e soci, fantasmi della Nexit agitati qua e là, mentre la Brexit prendeva davvero corpo.

I protagonisti assoluti sono stati loro, gli Euroscettici, anti-establishment, reazionari… chiamiamoli un po’ come vogliamo.

E infatti, benché non trionfatore, Wilders e i suoi sostenitori possono dirsi soddisfatti, e a giusta ragione: se anche sconfitti sono riusciti a tenere l’UE con il fiato sospeso, monopolizzando il dibattito, perché non esserlo?

I partiti europeisti, in Olanda e fuori, ormai temono i loro rivali, e soprattutto coloro che li votano - ma non si chiedono perché si sia arrivati a questo punto?

Partiti di destra euroscettici se ne sono sempre visti: perché solo ora fanno così paura?

Cosa spinge i cittadini a dar loro fiducia?

Questa è la domanda che ogni volta resta sospesa: se si perde, si parla del Populismo come se fosse un morbo contagioso, che chissà come, chissà perché, infetta le menti.

Se si riesce a vincere, anche di misura, si tira un gran sospiro di sollievo - almeno fino al prossimo appuntamento elettorale, senza troppo badare al crollo dei Laburisti e al buon risultato dei Verdi, sviluppi che pure dovrebbero far pensare.

Peccato che quello olandese non sia stato affatto l’ultimo, in questo 2017 che tanto fa preoccupare le cancellerie di mezza Europa…

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