Pronti a partire per i Mondi (Im)Possibili?

Lo so — in questi giorni ho latitato parecchio, qui su Medium.

Questa volta, però, non si è trattato di un bug fastidioso — bensì di un impegno molto più gratificante.

La mia nuova raccolta di racconti, Mondi (Im)Possibili, è qui:

Penso che già dalla copertina si possa intuire la differenza fra questo mio nuovo esperimento e il mio esordio con Fughe, la scorsa estate.

In questo libro, infatti, troverete sempre dei brevi racconti, che tuttavia, al contrario di quelli precedenti, non procedono lungo binari paralleli, tutt’altro: ognuno a suo modo, pagina dopo pagina, si rivelerà parte di una narrazione più complessa, destinata a chiudersi alle ultime battute.

Come vi avevo anticipato, il tema portante dell’opera è la Fantascienza, intesa però non come sguardo meravigliato verso un futuro ritenuto ancora lontano, bensì come una riflessione spesso amara sulle possibili derive del nostro attuale rapporto con la Tecnologia.

Big Data, algoritmi, robot — cosa potrebbe andare storto?

Be’, tutto (o quasi), come vedrete.

Mondi (Im)Possibili è disponibile in e-book presso vari store digitali, a cominciare da PubMe e La Feltrinelli (se vorrete leggerlo, e magari lasciare una breve recensione sul sito, mi farete molto felice):

Qui, inoltre, trovate un breve estratto - giusto per vedere se può piacervi:

TIP-TIP-TIP-TIP-TIP-TIP-TIP-TIP-TIP
…C-che succede?
I circuiti cerebrali si rimettono in moto, a fatica.
Ah.
Di nuovo.
Il suono della sveglia e le luci ad accensione automatica mi hanno strappato senza pietà a quel poco di riposo che ero riuscito ad agguantare.
La mia testa è ancora pesante, piena del nulla benedetto della notte; gli occhi, due piombi che continuano a tirare verso il basso le palpebre arrossate.
Per un attimo, resto sospeso così, fra sonno e veglia, essere e non essere, possibilità e certezza.
Ma devo aprire gli occhi, anche se non vorrei.
Devo alzarmi, anche se non vorrei.
Non vorrei, ma devo — l’ultima volta che ho indugiato troppo a lungo fra le coperte, è stato il mio stesso letto a prendere in mano la situazione, ribaltandosi e scaraventandomi sulle piastrelle gelide.

Senza dilungarmi oltre, vi ringrazio per l’incoraggiamento che mi avete dimostrato finora, e spero che questo viaggio possa non solo intrattenervi per qualche ora, ma anche darvi qualche spunto su cui riflettere e discutere…

…Sempre che riusciate a venirne fuori vivi!

Grazie ancora per il vostro sostegno; alla prossima!


Originally published at opportunityseekers20.blogspot.com.