La paura del sei

Io non ho paura, io non ciò paura di niente, cioè non è proprio paura più che altro è fastidio. Anzi: è il fastidio di avere fastidio che non c’entra niente con la paura, cioè le punture, quelle che si fanno con l’ago, non è che mi fanno paura, io non ho paura, io non ciò paura di niente, è che sono un po’ tutte fastidiose, sia quando ti devono togliere un po’ di sangue, anche se ci passano i minuti lì a togliere il sangue che alla fine pure l’ago si stanca di star lì dentro al braccio, sia quando ti devono mettere una medicina ma se te la fanno sul culo tu non sai mai quando inizia la puntura perché non la vedi arrivare, però c’è una puntura che i dottori la fanno dentro l’ospedale che a me non è che fa proprio paura, io non ho paura, io non ciò paura di niente, e però questa puntura dicono che te la fanno perché così dormi e i dottori ti aggiustano meglio che se tu fossi sveglio.

Dicono che funziona così: tu sei su un lettino con le ruote e entri dentro a questa stanza, che si chiama sala operatoria, che hai addosso solo un càmice lungo con sotto solo le muntande, poi ti fanno salire un tavolo freddissimo e poi si avvicinano un sacco di dottori che indossano delle cuffiette con dei disegni e dei colori un po’ strani, ci sono le cuffiette con i Simpson, con i fiori, con pescetti, e tu già lì vedendo quei disegni non è che ti senti di poter stare poi così tranquillo, però dice che se non sono colorati non se li mettono, poi ti puntano addosso una luce fortissima e mentre altri dottori iniziano a prendere un po’ di attrezzi che fanno dei rumori come quando metti le posate a tavola, viene un dottore che ti dice che adesso ti farà l’anestesia, che io lo so che cos’è l’anestesia, è una puntura, che a me non è che mi fa paura una puntura, io non ho paura, io non ciò paura di niente, però questa anestesia è come se fossi morto, però non sei proprio morto, ma serve ai dottori per fare delle cose che però se tu fossi sveglio ti farebbero morire dalla paura e tu sei lì perchè non è che prima stavi tanto bene, ciòè qualcosa che non va dovevi pure averla, poi sei mezzo nudo, sdraiato su un tavolo ghiacciato, con la luce che illumina solo te, con un sacco di persone che si muovono per la stanza con delle ciabatte che sembrano quelle dei pagliacci, e uno, il dottore che indossa la cuffietta con i disegni più strani di tutte le cuffiette che sono in quella stanza, con in mano una siringa lunghissima, che si avvicina per farti la puntura e ti dice: “Adesso pensa a una cosa bella”.

E ti dice così perché dicono che quando ti addormentano con quella puntura, se pensi a una cosa bella, poi quando ti risvegli, ti svegli con quella cosa bella in mente che avevi pensato un attimo prima che ti addormentassero e però non è come quando dormi, perché quando dormi appena senti qualche rumore, tipo lo sciacquone del bagno del vicino, tu ti svegli e ti svegli pure quando ti pungono le zanzare, e allora perché non ti svegli mentre stai lì che chissà che fanno i dottori con tutti quegli attrezzi? Allora vuol dire che in quel momento, con quella puntura saresti più morto che addormentato. Io non ciò paura, io non paura di niente, ma se poi non mi sveglio? Ma mi hanno detto che non fai nemmeno in tempo a pensare a una di queste cose che il dottore con la cuffietta con i disegni strani già t’ha fatto la puntura con dentro l’anestesia e ti dice: “Adesso conta fino a dieci”.

Di tutti quelli che hanno fatto questa cosa, nessuno di loro si ricorda di essere mai arrivato a contare fino a dieci, al massimo fino al quattro. Uno solo mi ha detto che è arrivato a contare fino a sei, che pure i dottori si sono stupiti, si sono guardati tra loro, si sono tolti la cuffietta colorata in forma di rispetto come si conviene a tutti eroi che superano prove difficilissime e poi dice che sul suo sei ci hanno scritto degli articoli scientifici su internet dal titolo: “Il famoso bambino che contò fino a sei” e che poi quando si è risvegliato tutti i medici gli fatto una festa e gli hanno regalato tutte le cuffiette colorate di tutti quelli che erano in sala operatoria, anche quella dei Simpson. A me però i Simpson non mi piacciono, e io non ho paura, io non c’ho paura di niente e adesso che ho imparato apposta a contare fino a sette, sarà sette la cosa bella che voglio pensare prima che il dottore riesca a farmi la puntura per addormentarmi.

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