Buongiorno, Nutini e la sveglia

Come ogni mattina, da ormai diverso tempo a questa parte, il mio rituale consiste in poche azioni, ma fondamentali:

7:45 sveglia che suona e io che repentinamente la stacco alzandomi dopo 5 minuti (7 quando sono particolarmente ribelle); senza passare dal via arriviamo direttamente in cucina: buongiorno a mamma già iperaffaccendata e attiva — Renzi e la sua agenda piena di impegni le fanno un baffo — caffè, yogurt, e per concludere radio, passaggio importante per capire dalla prima canzone che ascolto in maniera del tutto casuale quale potrebbe essere la giornata che mi aspetta. Ci sono giorni in cui allo yogurt possono preferire una spremuta e dei cereali, la sveglia può squillare dopo nel weekend, ma al di là di questi particolari il caffè e la colonna sonora affidata al fato rimangono sempre elementi fissi.

Quella di oggi è stata “Better Man” di Paolo Nutini, “Un uomo migliore”:

lei non ha paura, è libera 
 è una vera potenza 
 e quella ragazza 
 mi fa sentire davvero meglio 
 scambieresti tutto il denaro del mondo 
 solo per vedere il suo sorriso 
 in quel momento, lei ti farà sentire così bene

Mentre affondavo il cucchiaino nello yogurt mi sono soffermata su questa strofa e queste parole mi hanno fatto un certo effetto — dal via c’ero già passata, quindi parlo di altri effetti — che mi ha fatto pensare. Ragazze libere e forti che non spaventano ma al contrario attraggono e fanno sentire gli uomini persone migliori: non l’ha scritta un alieno, è un cantautore scozzese che ho scoperto stamattina essere anche mio coetaneo — ho sempre sostenuto che il 1987 si stata un’ottima annata.

Parlare di emozioni e di sentimenti oggi per il genere umano è un po’ come parlare di animali in via d’estinzione o di specie protette dal Wwf: tutto è sempre così veloce, così immediato, a volte anche così virtuale, così malato o così egocentrico che le emozioni passano in secondo, terzo, quarto piano; per fortuna a proteggerle, oltre a canzoni come questa, esiste ancora qualche essere vivente sulla faccia della Terra. Tra milioni di individui strani “evolutisi” a pane e social network, ventenni come quarantenni come sessantenni di genere maschile e femminile che non riescono ad esternare gli stati d’animo più profondi e fragili o non vogliono farlo per paura o incapacità preferendo godere di piccoli momenti di vana gloria, una piccola percentuale di individui altrettanto strani che usano i social ma non per rimorchiare facile, che vivono consapevolmente la loro età e che riescono ancora ad emozionarsi e a provare sentimenti reali esiste.

Capire tu non puoi” cantava qualcuno prima di Nutini; Lucio aveva già chiaro un bel po’ di anni fa che parlare di emozioni non è mai semplice, il nostro amico scozzese oggi invece mi ha ricordato che le emozioni, seppur non semplici da trovare e gestire, ci possono rendere uomini e donne migliori.

Senza ulteriore retorica, frasi fatte o citazioni filosofiche di grandi pensatori, scrittori e poeti, il mio pensiero si ferma qui, il tempo di mangiare uno yogurt: ognuno è libero di vivere la propria vita e di emozionarsi come meglio crede; per me che sono un po’ Alice nel paese delle meraviglie, un po’ Bridget Jones e un po’ Josephine March il buongiorno di oggi è stato un piacevole buongiorno.

L’amore è nell’aria, il polline pure: per me il primo resta comunque sempre più forte del secondo.