Perché il femminismo è ancora necessario (purtroppo)

C’è chi afferma che il femminismo sia ormai anacronistico. Le donne godono, oggi, dei diritti per i quali hanno combattuto e sono morte, in passato. Essere femminista, oggi, vuol dire “essere contro i maschi”, in un irritante ribaltamento dei “ruoli”.

La donna ha sempre avuto pazienza, ha sempre sopportato, ha sempre sofferto con dignità: è nata per questo, no?

Fin da bambina, fin da quando ho capito che maschi e femmine nascono entrambi correndo, ma non sulla stessa pista, che il percorso di una donna è infinitamente più accidentato, ho considerato l’idea del femminismo la mia idea.

Nel mio mondo ideale uomini e donne vivono alla pari, non solo sulla carta, per una specie di “compromesso” che l’universo maschile ha, nella sua infinita bontà, concesso a quello femminile, ma sostanzialmente alla pari, perché ogni uomo sa, nel suo profondo, che è giusto e naturale così. Perché non ci pensa neanche a mettere in discussione un principio naturale, come non mette in discussione il nome di sua madre.

Il femminismo è molto lontano dall’essere anacronistico o inutile: è ancora terribilmente necessario. É necessario ogni volta che un uomo (un marito, un compagno, un fidanzato) dice alla propria donna: “Stai zitta”. Non ho mai sentito un maschio dirlo a un altro maschio: le discussioni fra uomini sono alla pari, quelle uomo-donna, subito si trasformano da dibattiti a lotte di genere. E potrei fare mille esempi ancora di quanto la società di oggi sia sostanzialmente maschilista o, nelle ipotesi più rosee, accondiscendente verso le donne.

È necessario il femminismo, ogni volta che su Facebook vedo condivisi articoli o infografiche che ribaltano la storia e ci parlano degli uomini maltrattati, stuprati, uccisi dalle donne.

Mi sono imbattuta, qualche giorno fa, in questa infografica:

Era stata condivisa dalla pagina Antisessismo, che si definisce una pagina MRA, per i diritti degli uomini, intesi non come umanità ma come maschi, proprio. Questo mi ha fatto fare la prima riflessione. Di solito, un movimento per i diritti di… è il frutto di una parabola sociale (i diritti delle donne sono nati dopo secoli di abusi di genere, come i diritti dei gay, dei bambini, ecc. come i diritti di tutti i gruppi discriminati). Il Movimento per i diritti civili degli afroamericani è esistito perché è esistita, fra le altre cose, la segregazione razziale. E la nascita del Movimento per i diritti civili, le lotte per cancellare la discriminazione basata sul colore della pelle, non ha portato alla nascita del Movimento per i diritti civili dei Bianchi. Non so se mi spiego.

Vado a monte e sarò più precisa: non credo esista una discriminazione maschile. Esistono sicuramente uomini discriminati, per diverse ragioni (anche da donne), ma non a causa di un inesistente mondo femminista. Esistono, come esistono i negri razzisti verso i bianchi. Eccezioni, in un mondo che gira esattamente al contrario.

Il femminismo è una conseguenza agli abusi, non una nuova forma di governo distopica. Esistono donne che vorrebbero i maschi ridotti in catene? Boh, può darsi. Esistono donne che approfittano dei diritti conquistati per farli valere anche quando non dovrebbero? Sì, esistono anche queste donne.

Ma sono eccezioni (stupide), in un universo profondamente diverso, un mondo in cui muoiono più uomini sul posto di lavoro perché il tasso d’occupazione maschile è del 65,5 % e quello femminile del 47,2 % (dati Istat 2016, non “infografiche a casaccio prese su Facebook”)

Esistono molti uomini, invece, che non si capacitano ancora per i diritti conquistati dalle donne. Non parlo dei pazzi assassini che danno fuoco alle compagne o agli stupratori, parlo proprio degli uomini “normali”, quelli che, per intenderci, fanno le infografiche di cui sopra o le condividono.

Ora, io non discuto i diritti degli uomini, né la necessità di rivedere una serie di leggi sull’affidamento che sono allo stesso tempo discriminatorie per i maschi tanto quanto per le femmine (come se si desse per scontato che a badare ai figli le donne sono buone per natura).

Io discuto la superficialità con cui se ne fa un discorso in antitesi, come se l’esistenza del femminismo fosse del tutto ingiustificata, come se la storia avesse voluto, per qualche imperscrutabile ragione, far emergere solo una parte del marciume, nascondendone un’altra.

Come se il femminismo avesse prodotto la discriminazione maschile.

Se leggiamo l’infografica qui su, noteremo come molte delle problematiche maschili riportate siano il mero prodotto di un mondo profondamente maschilista (cfr. le liste di leva).

Per fare un esempio: la percentuale di suicidi è da considerarsi frutto di discriminazione? Quali sarebbero i dati relativi a una tale affermazione? Davvero quel 79% si è suicidato perché vittima di discriminazioni? O è accaduto, “semplicemente”, per altri motivi (fra cui magari anche la discriminazione)? Quindi cosa c’entra in un’infografica che parla di discriminazione maschile? Dati come questi non andrebbero mai trattati con tale superficialità.

Mi fa rabbia il tentativo di ridimensionare il problema della parità dei diritti, problema ancora vivo, ma di cui parecchi maschi si sono stancati di parlare. Si butta lì, dunque, il concetto generico che pure gli uomini soffrono (e ci mancherebbe, lo sappiamo) con l’idea che le donne “esagerino” e il gioco è fatto.

Vi basterà leggere alcuni commenti sotto il post in questione, per capire quanto il femminismo sia ancora necessario. E quando parlo di femminismo, non immagino donne mascoline che picchiano o stuprano i loro maschi, ma donne che sperano un giorno di non dover più combattere per i diritti basilari, perché sono acquisiti, ormai, perché non sono messi più in discussione, considerati naturali come il sole che sorge e tramonta ogni giorno. In questo mondo, gli uomini lottano accanto alle donne.

Finché circoleranno infografiche come questa e articoli che provano a ridimensionare il problema della conquista dei diritti, allora il femminismo sarà necessario.

Finché la donna che lotta per avere il diritto a un lavoro, uno stipendio, e a possibilità identiche a quelle degli uomini, sarà considerata una seccatura, allora il femminismo sarà necessario.

Per altre mille ragioni, il femminismo continua a essere necessario.

Perciò, maschi che lo considerate un cancro (come si legge in qualche commento sulla pagina Antisessismo) impegnatevi a sconfiggerlo accettando con umiltà e nel profondo l’idea che non avete alcuna capacità né alcun diritto in più rispetto a una donna.