#eutanasialegale

In questi giorni è uno degli argomenti più caldi, qui in Italia: legalizzare l’eutanasia, la dolce morte. Credo risulti difficile, ahinoi, produrre una simile legge in Italia, vuoi per motivi storici/ecclesiastici, vuoi per pigrizia politica, vuoi per l’unione delle due cose.

L’articolo 2 della Costituzione dice espressamente che “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”: oggi è un diritto inviolabile dell’uomo quello di poter scegliere liberamente come concludere la propria esistenza, in particolare se si sta soffrendo per malattie particolarmente gravi; oggi è un diritto inviolabile dell’uomo quello di poter stabilire cosa fare del suo corpo una volta morto e cosa fare in caso diventi incapace di intendere e di volere (vedi testamento biologico);oggi è un diritto inviolabile dell’uomo quello di poter vivere in completa libertà e scegliere in modo chiaro ed univoco come comportarsi in queste situazioni limite senza mortificare ulteriormente l’ammalato: basta semplicemente svecchiare il nostro ordinamento innovandolo, anche perché è la stessa Costituzione, all’articolo 3 comma 2, che “obbliga” lo Stato a rendere la nostra vita sempre più libera. Ben venga il testamento biologico (si sta discutendo in commissione da troppo tempo e sembra che sia pronto a varcare la soglia dell’Aula) e speriamo che sia la volta buona anche per l’eutanasia. Io ci credo.

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