Vigilia di Natale.

Durante la cena con i parenti, guardo distratto il Tg regionale. La regione non ha importanza, la storia che il signor Rossi racconta valica i confini ed è perfetta per la sera di Natale. Il signor Mario Rossi (è un nome inventato) ha le lacrime agli occhi, vive al limite della povertà, da alcuni mesi ha perso il lavoro, la sua fabbrica è in crisi ed ha mandato via molti operai. Non si possono licenziare le persone a Natale, penso ad alta voce. Il servizio si conclude con gli auguri del giornalista al signor Mario e col signor Mario che dice : “Non potrò comprare i regali ai miei figli, mi hanno tolto la dignità.”

Quest’ultima frase ha continuato a rimbalzare nel mio cervello. Sono uscito a fare footing, sono andato in palestra, a fare spesa al supermercato, ho guidato fino a Matera, sono saltato sull'autobus per Roma ma non sono riuscito a togliermi dalla testa “…mi hanno tolto la dignità.”

Allora sono anche andato a dare un’occhiata su Wikipedia, casomai mi fosse sfuggito qualcosa.

Perciò vorrei solo dire al signor Rossi che si possono perdere tante cose, anche il lavoro, ma non la dignità, almeno non in questo modo.