Vestax Controller One

Giuliano Manno
Sep 5, 2018 · 10 min read

(Archived)
Dopo anni di attesa è finalmente in arrivo dal Giappone lo strumento che ogni turntablist sogna di possedere. Il Vestax Controller One è la prima vera linea di confine tra giradischi e strumento musicale, uno spartiacque generazionale, uno strumento per il futuro.

Vestax Controller One

Introduzione

Chi in questi ultimi anni si è appassionato al Deejaying e in particolare allo scratch, ha sempre considerato il giradischi non un semplice riproduttore, ma ne ha intuito le potenzialità a lungo termine affidandosi alle idee dei grandi DJ e alle aziende sensibili a questa poliedrica cultura. Vestax è la casa nipponica che negli anni ha introdotto il più grande numero di prodotti per questo mercato, strumenti che hanno segnato importanti passi avanti come il giradischi PDX2000 o la fortunatissima serie PMC di mixer da scratch. Per molti anni il prodotto Vestax è stato considerato uno standard per il DJ, i motivi di questo successo non sono dovuti solo a celebri endorser che hanno spinto il marchio della ‘V’, ma anche ad un attento ascolto dei desideri del mondo dei Dj, i cui maggiori nomi sono stati coinvolti nel processo di design di molti prodotti. L’uscita del celebre Qfo (Fig.1), soluzione completa di mixer e giradischi, ideata e disegnata in collaborazione con DJ QBert, ha rappresentato un primo grande spostamento verso l’idea del giradischi come strumento musicale.

Fig 1 — Qfo, il predecessore del Controller One

Anni dopo, Vestax ritorna con un prodotto veramente innovativo, studiato nei minimi particolari per far convergere la figura del DJ con quella del musicista. Disegnato a partire da una idea di DJ D-Styles e Ricci Rucker, due riconosciuti esponenti del turntablism, il Controller One supera il confine del controllo di pitch effettuato con il fader e introduce la possibilità di eseguire note musicali. Ciò è stato possibile a partire dalla relazione che vi è tra il pitch e la frequenza tra le note, infatti le variazioni di frequenza tra un tono e un altro possono corrispondere ad un certo valore percentuale di incremento del pitch. Utilizzando un vinile con tutti i suoni in DO sarà possibile variare la velocità del disco in modo preciso e veloce, semplicemente premendo i pulsanti relativi alle note o utilizzando il classico slider.

Lo strumento

Appena il Controller One viene posizionato nel proprio setup, si prova la netta sensazione di aver chiuso una porta al passato. Interamente assemblato a mano in un case di legno laccato (nelle colorazioni rosso e nero), sembra di osservare uno strumento che può essere posto in bella mostra in un salotto, come un pianoforte. La rassicurante dicitura “Made in Japan” fa dimenticare alcuni spettri del passato, riflettendo uno stile costruttivo ineccepibile. L’intera struttura è sorretta da quattro piedini in gomma, regolabili in altezza per adattarsi alle situazioni più varie. Osservando il pannello delle connessioni (Fig. 2) oltre allo switch di accensione, i connettori RCA per l’uscita e la vite per la massa, si hanno due sorprese.

Fig 2 — Pannello posteriore

La prima è nello switch Phono/Line per l’output, che rende spossibile l’uso dello stadio di preamplificazione integrato in caso non si voglia usare il mixer. La seconda sorpresa è nel connettore MIDI per il controllo remoto del giradischi, tecnologia già implementata nel PDX3000, che permette il collegamento di una tastiera o altri hardware. Sempre dalla fortunata serie PDX, il Controller One eredita tutto il know-how di Vestax per la tecnologia del braccio, la cui forma lineare garantisce la stabilità laterale della puntina anche con le tecniche di scratch più estreme. Le regolazioni effettuabili sul braccio sono diverse, innanzitutto l’altezza, modificabile attraverso la vite alla base della torre fino ad un massimo di 9mm, inoltre è possibile regolare il peso sulla puntina, da 0 a 4 grammi, agendo sul knob presente sulla parte superiore del braccio. Il motore del Controller One usa la tecnologia a trazione diretta con controllo al quarzo che permette un’avvio pressoché immediato, impiegando 0,5 secondi o 70° per raggiungere la velocità di regime di 33,3 giri.

Interfaccia

Fig 3 — Controller One

Il pannello superiore del Controller One (Fig. 3) ad un primo sguardo potrebbe sembrare molto complesso, tuttavia un’analisi più approfondita non può che decretare l’estrema cura nel design del pannello di controllo, pregio in risalto ormai da molti anni per tutti i prodotti Vestax. Dal punto di vista funzionale, possiamo dividere l’insieme dei controlli in due gruppi principali. Il primo gruppo è quello che aziona il giradischi (Fig. 4 parte destra) che contiene quattro tasti tra cui quello di start/stop, alla cui destra vi è il selettore della rotazione del disco a 33 o 45 giri, mentre a sinistra il tasto reverse permette di invertire immediatamente il senso di rotazione. L’ultimo pulsante del gruppo è quello che ferma il motore simulando lo spegnimento.

Fig 4 — Pannello superiore frontale

Il secondo gruppo (Fig. 4 parte sinistra e Fig.5) è quello che contiene più controlli ed è ciò che in effetti stabilisce la differenza da un giradischi normale. La presenza del classico slider del pitch e del display alla sua sinistra ricorda il pannello di controllo del PDX2300 che introdusse la possibilità di visualizzare il valore preciso del pitch in modo da rendere le variazioni più precise e veloci. Al di sotto del fader, parallelamente alla sua corsa, risaltano otto pulsanti equidistanziati, ad ognuno associato un led ed un display ad una cifra. Una volta acceso il giradischi il vettore dei display visualizzerà le note in notazione anglosassone (letterale) e i tasti corrispondenti alla nota effettueranno la giusta variazione di pitch nella riproduzione. Ogni display visualizzerà la lettera relativa alla nota e un eventuale punto in caso di diesis (#).

Fig 5 — Pannello di controllo

Come anticipato, è necessario che lo strumento sia accordato in DO, ovvero sarà essenziale utilizzare vinili con tutti i suoni eseguiti in questa nota, questo permetterà l’attinenza tra le note visualizzate sui display e quelle effettivamente eseguite dal giradischi, dal momento che il Controller One non effettua alcun tipo di analisi in frequenza sul segnale in uscita ma si limita ad applicare delle variazioni prefissate di pitch. La selezione della nota può essere quindi effettuata in due modi, con il fader oppure tramite gli otto pulsanti nel pannello di controllo, ripetuti anche dall’altra parte del piatto. Per cambiare da un selettore all’altro è necessario premere il pulsante grande in basso a destra che accende il led “button” o “fader”, mentre premendo il tasto più in alto si può stabilire il comportamento dei controlli nel caso si voglia lavorare con le note o semplicemente con il pitch classico. Nel “pitch mode” è possibile premere il tasto sovrastante e cambiare il range di variazione che può essere +/- 8%, +/- 10% o +/- 60%. Quando si utilizza il Controller One in “note mode”, le note visualizzate sui display rappresentano una scala, è possibile scegliere tra scala maggiore o minore attraverso il tasto al di sotto dei display, mentre è possibile scendere o salire di un’ottava premendo il tasto più in basso o i due presenti dall’altra parte del piatto (Fig. 4 parte sinistra). Per lavorare facilmente con i semitoni, lo strumento mette a disposizioni tre controlli, due levette di pitch bend temporaneo posizionati simmetricamente al di sotto dei display e dall’altro lato del piatto, mentre l’altro è un knob che permette di variare in modo permanente di un semitono, in alto a destra sul pannello di controllo. Utilizzando il tasto di range in “note mode” si può assegnare al fader una o due ottave. In alto a sinistra vi è un knob, probabilmente il controllo più importante per la selezione delle note, ruotandolo in senso orario o antiorario ci permette di scorrere le varie scale (Fig. 6) tutte indicate in riferimento al diesis.

Fig 6 — Scale

Personalizzazione

Il Controller One permette di personalizzare i tasti relativi alle note per memorizzare dei valori di pitch scelti dall’utente. Questa funzione risulta particolarmente utile in vari casi, ad esempio per eseguire comodamente note molto distanti tra loro. Per effettuare questa configurazione basterà premere il tasto “memory pitch”, si entrerà in questo modo nella sezione di configurazione nella quale i display visualizzeranno dei cerchi in alto o in basso, in base a cosa si vuole memorizzare, se un valore di pitch o una nota. Selezionando con il fader del pitch il valore scelto, basterà premere sui tasti delle note per effettuare l’impostazione e ruotando il knob del pannello in alto a sinistra (Fig. 5) si potrà scegliere uno dei cinque banchi a disposizione. Per cancellare un’impostazione precedentemente effettuata, bisognerà tenere premuto il tasto relativo alla nota per 1,5 secondi. Premendo di nuovo sul tasto “memory pitch” si uscirà dalla sezione di personalizzazione.

Configurazione

Il Controller One permette di configurare alcune funzioni, innanzitutto per quanto riguarda l’esecuzione delle note. Premendo sul knob in alto a sinistra nel pannello di controllo (Fig. 5) si potrà accedere alla sezione di configurazione relativa ai tasti delle note, ruotando il knob è possibile scegliere tra modalità GATE o THRU. La modalità GATE permette di riprodurre il suono alla sola pressione del tasto, mentre la modalità THRU non interrompe il flusso sonoro, ma esegue semplicemente la variazione di pitch della nota. Premendo due volte sul knob, invece, è possibile configurare l’orientamento delle leve di pitch bend o dei tasti delle note, scegliendo la modalità NORMAL o REVERSE con la rotazione del knob.

Prova

Per poter lavorare agevolmente con il Controller One, è possibile utilizzare uno dei vari LP appositamente stampati, che contengono tutti i campioni in DO. Una agevole alternativa è utilizzare un DVS (Digital Vinyl System) scegliendo i propri campioni e in questo modo aprirsi ad un mondo affascinante di sperimentazioni. Utilizzando un DVS è possibile collezionare a modo proprio ogni tipo di suono in DO, registrando i propri strumenti o quelli dei membri del proprio gruppo, adattandosi così alle svariate possibilità in ambito live. Un modus operandi comune tra i vari DVS consiste nell’uso massivo dei cue point, ovvero la memorizzazione del punto di partenza di uno specifico campione. Una volta collezionato su una traccia il proprio set di accordi in DO, basterà impostare tutti i cue point in modo che possano essere richiamati facilmente attraverso una combinazione di tasti dal PC o più comodamente attraverso un controller o una tastiera MIDI. Il Controller One è stato testato con successo con i due maggiori DVS in commercio, Serato ScratchLive e Traktor Scratch Pro. Per quanto riguarda Scratch Live, c’è da dire che la scelta del mixer Rane TTM57, che integra l’hardware del DVS, rappresenta la scelta migliore per il setup del turntablist, dal momento che dal pannello del mixer è possibile richiamare agevolmente i cue point e caricare i propri campioni sui deck senza utilizzare la tastiera del PC. Inoltre la possibilità di utilizzare effetti, fornita da tutti i DVS evoluti, mai come prima permette di esplorare nuovi modi per adattarsi al suono degli altri strumenti o per inventare nuove combinazioni creative. Serato Scratch Live permette la memorizzazione di cinque cue point per traccia (Fig. 7) che in questo ambito potrebbero risultare limitati in caso di molti campioni sullo stesso file.

Fig 7 — Serato Scratch Live

Traktor Scratch Pro (Fig. 8) invece permette di utilizzare otto cue point posizionandosi all’inizio del campione scelto e cliccando su uno degli otto slot disponbili. In entrambi i DVS, i cue point sono richiamabili da tastiera o mappabili via MIDI. Una delle pecche che si spera vengano risolte nelle future versioni riguarda la limitata implementazione delle funzionalità MIDI. Il Controller One infatti può essere solo pilotato da remoto e non può inviare segnali, funzionalità comodissima ad esempio per richiamare un cue point sul DVS in modo che, ad ogni variazione di nota, venga riprodotto il campione dall’inizio, includendo ad esempio la pennata di una chitarra o l’attacco di un pianoforte.

Fig 8 — Traktor Scratch Pro

Conclusioni

Il Controller One è uno strumento unico nel suo genere, nato dalla reale necessità dei DJ di voler diventare musicisti a tutti gli effetti, eseguendo note musicali in modo da avere un ruolo ben definito in una composizione musicale, non più confinato ad intermezzi o assoli attraverso il solo scratch. Lo scratch con il Controller One è ovviamente una delle migliori esperienze possibili in termini di tempi di risposta del motore, stabilità della puntina e accessibilità dei controlli sul pannello. La possibilità di utilizzare tutte le proprie tecniche di scratch all’interno di precise e intonate variazioni di pitch rende il DJ una figura nuova all’interno di un gruppo, che può partecipare con competenza alla stesura di un brano. Il DJ che vuole fare un investimento del genere sicuramente proverà quell’affascinante senso di disorientamento di fronte ad un mondo ancora non esplorato, tutto da sperimentare, con l’obiettivo di creare uno stile ed un suono personale, come un qualsiasi altro strumento degno di questo nome.

PRO

Qualità costruttiva; possibilità creative; connettività MIDI

CONTRO

Prezzo; delicatezza delle rifiniture; mancanza del led di illuminazione

Giuliano Manno

Written by

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