Bulgaria, una terra da scoprire

Scarpe comode, zaino in spalla, entusiamo a mille: siete appena atterrati a Sofia, ma ora?

Indubbiamente la Bulgaria è il Paese dei Balcani che posso dire di conoscere meglio. Certo, viverci per sei mesi non è bastato per arrivare a capire davvero una terra che prima quasi non sapevo collocare su una cartina geografica, però è stata una full immersion non da poco. E sì, con delle sorprese inaspettate che proverò a condividere con voi, siete pronti?

Città

Boulevard Maria Luiza, Sofia

Sono sempre stata una viaggiatrice da città. Escursioni? Nah. Viaggi faticosi in tenda e campeggio? Nah. Girare tra le case, passeggiare fra i monumenti, provare chioschi e locali, sedermi sulle panchine a osservare la gente, questo mi affascina, questo cerco in un viaggio. Da dove avrei potuto iniziare a raccontare la Bulgaria se non dalle sue due maggiori città?

Sofia

Cattedrale di Aleksandr Nevskij, Sofia

La metro vi porterà direttamente dall’aeroporto al cuore della città, Boulevard Maria Luiza, che collega la stazione di treni e autobus alla via pedonale più famosa della città, Vitosha. Da qui in pochi minuti a piedi potete raggiungere l’Hostel Mostel — una piccola perla accogliente nascosta in un meraviglioso cortile interno — per lasciare il vostro zaino e lanciarvi alla scoperta della città.

Ma dove andare ora? Fra le tappe immancabili sicuramente la cattedrale ortodossa Aleksandr Nevskij, la piazza del Palazzo Nazionale della Cultura (NDK), la sinagoga e la moschea della città, a meno di duecento metri l’una dall’altra. Se non volete perdervi proprio nulla e siete curiosi di guardare la città con gli occhi di chi ci vive, vi consiglio il Free Sofia Tour: due appuntamenti al giorno, tutto l’anno, senza bisogno di prenotare. Basta presentarsi al punto di ritrovo indicato sul sito, per trascorrere due ore in compagnia, conoscere altri viaggiatori e lasciare una mancia finale, se vi va.

Plovdiv

Quartiere di Kapana, Plovdiv

Città ricca di storia, fondata dai Traci e ribattezzata Filippopoli nel IV secolo a.C. da Filippo II di Macedonia, padre di Alessandro Magno, porta ancora oggi i segni di un passato glorioso. Nel centro storico troviamo un anfiteatro, ancora oggi utilizzato per eventi e concerti, e delle rovine che è possibile visitare. Anche qui il consiglio è di affidarsi al Free Plovdiv Tour per scoprire la città: dalla storia antica agli splendidi graffiti, dalle statue dei personaggi più bizzarri alla salita verso le colline per godersi il panorama su tutta la città, non c’è modo migliore!

Escursioni

Sette laghi di Rila, nelle Rila Mountains in Bulgaria

Sono contraddittoria, lo ammetto. Ma la vita ci cambia e un viaggiatore di città può trasformarsi, di tanto in tanto, in un esploratore della natura, quando ne vale davvero la pena. Siete pronti a seguirmi?

Il monastero e i laghi di Rila

Monastero di Rila

Fondato nel X secolo da un eremita, distrutto dagli ottomani e ricostruito nel XVIII secolo, dal 1983 il monstero di Rila è patrimonio dell’umanità UNESCO. La chiesa e il monastero sono a ingresso libero, mentre è necessario acquistare un biglietto se si vogliono visitare i musei o se vi interessa una visita guidata. Qui trovate tutte le informazioni, mentre seguendo queste indicazioni potete cercare di organizzare la vostra escursione partendo da Sofia, che sia in bus, in auto o anche a piedi, se proprio ve la sentiste di camminare per quasi 120 km.

Altra meta facilmente raggiungibile da Sofia per un’escursione in giornata sono i sette laghi di Rila, a poca distanza dal monastero. Tutti oltre i 2.000 metri di quota, questi laghi glaciali sono raggiungibili sia salendo a piedi che attraverso degli impianti di risalita. Spulciando un po’ qui potreste trovare le informazioni giuste per organizzare la vostra visita, ma come sempre il mio consiglio rimane quello di pianificare in loco, magari facendovi aiutare da altri viaggiatori o in ostello.

Prohodna cave: gli occhi di Dio

Prohodna Cave, Bulgaria

Un paio di ore in macchina — autostop is the way, ricordate — da Sofia ed eccovi a Karlukovo, un paesino nella provincia di Lovech. Da qui seguite le indicazioni, un paio di km a piedi e sarete arrivati nella grotta di Prohodna: 262 metri, due entrate e altrettanti buchi in alto, che assomigliano proprio a due occhi e da cui entra la luce. Indubbiamente suggestiva, la grotta è anche una delle mete preferite degli appassionati di arrampicata e di quelli del bungee jumping, fateci un pensierino!

Buzludzha Monument

Buzludzha Monument, sulla cima dell’omonima montagna, Bulgaria

Potrebbe sembrare che l’Enterprise di Star Trek sia atterrato sulla cima di una montagna. E invece no, è opera del governo bulgaro, che tra il 1973 e il 1981 ha speso un mucchio di soldi per costruire questo monumento, salvo poi abbandonarlo completamente dopo il crollo dell’Unione Sovietica e la fine del regime comunista. E perché mai, vi starete chiedendo? Be’, perché era stato costruito come simbolo del Partito Comunista Bulgaro. Qui qualche informazione su come arrivarci a piedi o in macchina, niente autobus, quindi rassegnatevi a qualche peripezia. Cosa ci troverete? Interni abbandonati, graffiti, un panorama notevole e un’atmosfera surreale per cui vale la pena scomodarsi.

Cibo

Eccoci arrivati alla parte che preferisco in ogni viaggio: scoprire i sapori, le tradizioni, anche il junk food. Ogni spedizione al supermercato poteva durare delle ore, e non solo perché lo trovo uno dei posti più affascinanti e utili per capire una nuova cultura: avete una vaga idea di quanto ci voglia per tradurre ogni etichetta su Google Translate e avere almeno la speranza di portarvi a casa qualcosa di commestibile?

Eccovi i grandi classici della tradizione culinaria bulgara, quelli di cui mi sono innamorata, quelli di cui credevo di non poter più fare a meno una volta tornata in Italia, quelli che ancora, di tanto in tanto, riassaporo con l’immaginazione.

Banitsa

Strati di pasta fillo alternati con un misto di uova sbattute, formaggio sirene — sostanzialmente la versione bulgara della feta greca — e altri ripieni a scelta. Spiegata così non rende, ma la banitsa è un’esperienza paradisiaca. La troverete ovunque, dai supermercati ai forni, con un prezzo piccolo piccolo per una gioia così grande.

Shopska salata

Amanti dei cetrioli, questa è per voi. Pomodori, cetrioli, cipolla cruda, sirene grattuggiato, due ciuffi di prezzemolo e un’oliva nera come guarnizione. Insalata nazionale bulgara, forse anche perché riprende i colori della bandiera, chissà.

Moussaka bulgara

Piatto diffuso in tutta la regione, ogni Paese ha la propria versione e ne rivendica la paternità. In quella bulgara troviamo carne macinata, patate, uova sbattute e salsa di pomodoro — niente melanzane, a differenza di quella greca — ma ogni trattoria probabilmente propone la propria variazione sul tema. Unica costante, come sempre, il prezzo: contenuto, non crederete ai vostri occhi quando rotolando fuori dal locale vi chiederanno forse l’equivalente di 3€ per una mattonella di moussaka che potrebbe sfamare un condominio.

La mia guida essenziale alla Bulgaria finisce qui, non posso certo svelarvi tutto, altrimenti chi ve lo fa fare di andarci?

Se i Balcani iniziano a incuriosirvi, se l’idea di fare un viaggio in questa terra straordinariamente sottovalutata comincia a prendere forma, o se semplicemente avete voglia di seguirmi per un po’ in questo racconto del mio viaggio, eccovi gli altri articoli di questa serie:

  1. Scoprire i Balcani: mindset, ovvero preparatevi psicologicamente
  2. Scoprire i Balcani: kit di sopravvivenza, ovvero cose di cui non potete fare a meno
  3. Scoprire i Balcani: trasporti, ovvero spazio all’improvvisazione
  4. Scoprire i Balcani: hostel edition, ovvero preparatevi al peggio