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Caro Matteo, è ora di entrare nel partito con grande determinazione con l’assoluta consapevolezza della impervia strada da percorrere. E’ nostra personale convinzione che il Referendum avrebbe avuto ben altro esito se l’insieme del partito avesse agito con ben altra determinazione e non solo con iniziative ( che pur dovevano essere fatte) solo di facciata, ma tentando di entrare nel tessuto connettivo della società avvalendosi anche di strumenti che appaiono superati ( ad esempio: offrendo l’ Unità nelle zone di competenza dei vari circoli, impegnando primariamente, i dirigenti, i consiglieri ai vari livelli, i sindaci, gli assessori, i parlamentari). Noi i sottoscritti , abbiamo operato promuovendo discussioni e riflessioni sui temi referendari nei luoghi di frequentazione abituale, suscitando interesse e fervore. i 13 milioni di voti sarebbero stati incrementati notevolmente se i nostalgici della palude del 900 ( nei comportamenti ma, soprattutto nella mentalità) non avessero avuto ambigue presenze all’ interno del partito. E intima nostra convinzione che gli elettori non hanno inteso bocciare le riforme costituzionale semplicemente perché la conoscenza delle stesse era estremamente superficiale. Il No ha varie categorie di interpretazione ed è stato indotto da farsi profeti e da opportunismi di ogni risma. L’epoca in cui viviamo è questa: complessa in cui si stanno manifestando fenomeni inediti. La comunicazione e l’informazione delle proposte e dei progetti politici non è come proporre dentifrici e/o pannolini. Occorre, invece, aprire dei ragionamenti, accendere dei lumi nel buio e nel silenzio della solitudine e della rabbia figlie di questa epoca. Quando le forme organizzate della politica sono orfane ormai da anni di reale partecipazione della gente e degli iscritti (enclave chiuse, che elargiscono mezze verità e mezze fandonie e che non si aprono al mondo e al nuovo e badano solamente ai posizionamenti in previsione di candidature o incarichi che possono dare svolte economiche ) i risultati non possono che essere negativi. Non bisogna dismettere l’uso delle primarie per le posizioni più rilevanti ( sia nel partito che negli incarichi pubblici). Tale strumento deve essere prassi normale dell’agire del PD nel fare politica anche per i sindaci che si ricandidano . Nella democrazia competitiva tutto deve essere contendibile. Elezioni subito.

Ciao…. un abbraccio caro Segretario e di nuovo nostro Presidente.

Ti aspettiamo in Alessandria.

VIVA L’ITALIA. ANNA e GIORGIO.

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