Nuove generazioni e borghi

Anna Rizzo
Aug 31, 2017 · 3 min read

Turn over profondo

Scanno (AQ) Claudio Mammucari

Gli strumenti del ritorno. Un borgo può essere un progetto rurale ma anche culturale, o semplicemente abitativo. L’inesistenza di un itinerario codificato per pianificare una strategia agile di recupero, non solo immobiliare ma anche sociale, rende questi paesi facile preda di incursioni di chi sta speculando finanziariamente o chi li usa strategicamente per il branding territoriale.

I borghi o i paesi possono essere progetti se si parte da una documentazione essenziale rispetto al loro lascito trasmesso. Recuperando gli attrezzi per vivere, cioè i beni immateriali, possiamo gettare le fondamenta e recuperare i fili narrativi storici e pratici.

Una delle eredità meno evidenti è proprio la storia locale che se messa in relazione tra le generazioni può innescare esperienze di scambio e di rete, tra un prima e un dopo. Un’interazione tra nuove forme di residenzialità e la necessità di superare gli ostacoli di un tempo.

Scanno(AQ) Claudio Mammucari

Esaminare le eredità del passato è una funzione civile. Individuare le leve culturali su cui puntare e portare a compimento dei tavoli di confronto tra vecchie e nuove generazioni. Pianificare nel medio termine il recupero di colture, la salvaguardia degli spazi pubblici e tutelando il patrimonio artistico, sacro, musicale, materiale che potrebbe andare perduto.Il confronto intergenarzionale e la rifunzionalizzazione degli spazi dell’abitare, in aree a forte declino demografico ha bisogno di un approccio generoso e sensibile. I borghi sono il futuro per le nuove generazioni, è una frase che non vuol dire nulla. I borghi possono essere progetti, se si esce dalla loro rappresentazione poetica e malinconica di un mondo sommerso.

Scanno (AQ) Claudio Mammucari

La storia è un catalizzatore. Un paese è una rete di scambi, di storie di vita e di esperienze che mettono in luce le difficoltà locali. Un paese abbandonato è un luogo che ha vissuto delle criticità che potrebbero essere l’innesco di nuove catastrofi. Le vulnerabilità sismiche, idrogeologiche, e altri fattori di rischio sono degli indicatori oggettivi che hanno reso quei luoghi non sicuri. La critica della morte dei borghi deve partire dal riconoscere che i borghi in spopolamento sono sistemi fragili, che non riescono a fare fronte alle nuove economie, e sono spesso aggrappati a una ingannevole fiducia inerziale.

La memoria locale mette in luce un mondo senza documenti, che è la parte più difficile da conservare e da trasmettere. Che ha permesso attraverso la conoscenza codificata del territorio, di sopravvivere, di alimentarsi e di non degradare i rapporti sociali.

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Anna Rizzo

Written by

Archeo-Anthropologist, Ethnographer. I map ancient cultures observing people & walking in the countryside. #scout #researcher #books #sport. With my dog Creusa

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